Lo Stato ha assestato due duri colpi contro Cosa nostra. Gianni Nicchi detto tiramisù, superlatitante di 28 anni, è stato arrestato ieri pomeriggio a Palermo. Dopo la recente cattura di Domenico Raccuglia era considerato il “numero due” di cosa nostra per la Sicilia occidentale. A Milano è stato invece catturato Gaetano Fidanzati, 75 anni, storico trafficante di droga, ricercato dal dicembre scorso, quando i carabinieri di Palermo avevano scoperto che, dopo essere uscito di prigione, era tornato a ricoprire il suo ruolo di capo della potente famiglia dell’Acquasanta.
Silvio Berlusconi ha commentato le due notizie dicendo che “queste due brillantissime operazioni sono una risposta anche a tutte le calunnie fatte a me e al governo da persone irresponsabili che con il loro agire non fanno che gettare fango sulla nostra immagine internazionale”. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha commentato gli arresti dicendo che fanno “giustizia delle farneticazioni sentite in questi giorni”.
Il nostro premier e gli uomini del suo governo devono avere davvero poca dimestichezza con la separazione dei ruoli e delle responsabilità dei diversi poteri ed organi dello Stato. Perché non è il governo che ha il compito di fare le indagini e gli arresti. Il governo deve mettere a disposizione di polizia e magistratura inquirente uomini, mezzi e soldi per farli lavorare al meglio. Le indagini, l’accertamento dei fatti e i riscontri, l’arresto dei responsabili, spettano a poliziotti e magistrati. Ed è a loro che va il merito di quegli arresti: ai poliziotti ed ai magistrati di Milano e di Palermo.
Il merito è di quei poliziotti che il ministro Brunetta ha definito “panzoni”, a cui il governo Berlusconi ha tagliato i fondi, circa tre miliardi di euro in tre anni, spingendoli ad una clamorosa protesta, appena pochi settimane fa. Quei poliziotti ai quali mancano auto e benzina, a cui è stata imposta la riduzione di oltre 40mila operatori in servizio e la “sottrazione del 44% delle risorse alle attività operative e organizzative”. Quei poliziotti a cui il governo ha deciso “di rinviare di tre anni il rinnovo del contratto collettivo di lavoro”.
Il merito è di quei magistrati che – se indagano “uomini eccellenti”, politici e amministratori – sono accusati di essere politicizzati, “toghe rosse”, di complottare per “sovvertire i governi democraticamente eletti”. Magistrati che poco più di un anno fa Silvio Berlusconi definì “metastasi della democrazia”. Quei magistrati che denunciano carenze di personale, organici scoperti in ogni settore dell’amministrazione e il blocco dei concorsi già indetti. Magistrati a cui il governo ha ridotto di circa un quarto gli stanziamenti per pagare bollette, cancelleria, fotocopiatrici e computer, persino per trascrivere i processi.
E’ noioso dover puntualizzare l’ovvio. Ma in questo paese, dove mistificazione e propaganda sono così alte, a volte è necessario. Speriamo che sia ancora utile.























sarebbe utile che dopo operazioni come queste i magistrati puntualizzassero tramite stampa e televisioni il concetto superbamente espresso in questo articolo anche se ovvio
Dal che si deduce:
1) che questo governo è perfettamente democratico, perché sa stare al suo posto e non intralcia minimamente l’azione di magistrati e poliziotti, pur avendo, attraverso il ministro dell’interno, poteri di “indirizzo”;
2) che questo governo merita il certificato antimafia ad honorem et magna cum laude in quanto non dimostra alcun timore quando i pesci grossi della criminalità organizzata cadono nella rete della giustizia e anzi accompagna le imprese delle forze dell’ordine con squillanti bollettini di vittoria;
3) che se invece questo governo e questa maggioranza fossero ispirati da impulsi antidemocratici e mafiosi, bisognerebbe concludere, visti i risultati, che ci troviamo di fronte, dopo 16 anni di “berlusconismo”, a delle mezze seghe che non hanno pari al mondo: nel passato, nel presente e neanche nel futuro;
4) che vista la straordinaria mancanza di talento dittatoriale e mafioso, nonostante le intenzioni, ma visto allo stesso tempo il successo politico del “berlusconismo”, bisognerebbe concludere che la sinistra italiana è un caso da manicomio.
1) Non è mai successo che un ministro dell’Interno abbia detto che d’ora in poi meglio lasciar stare la mafia e indirizzarsi sugli abusi dei produttori di patatine. Indipercui, se questo è un merito vabbehne.
2) Non è mai successo che un governo italiano abbia detto, all’arresto di un latitante, “va bene così adesso fermiamoci che ne abbiamo presi troppi e le carceri scoppiano”
3) concordo
4) ma va là
Dal che si deduce, rispondendo anche a Comicomix qui sotto:
1) che questo governo è come gli altri, compresi quelli di sinistra;
2) che questo governo è come gli altri, compresi quelli di sinistra;
e più specificatamente al direttore responsabile:
3) che se qualcuno che ha superato il diciottesimo anno di età, riesce a credere alle premesse del mio precedente punto 3) vuol dire che stiamo ancora scontanto gli effetti del lavaggio di cervello intergenerazionale prodotto da un “comunismo culturale” che in Italia non ha ancora tirato definitivamente le cuoia;
4) che nonostante i “ma va là”, che funzionano solo se uno ha l’autorità morale del principe del foro che tutto il mondo c’invidia, l’illustrissimo Avv. Ghedini, tuttavia i giorni della resipiscenza non sono negati a nessuno, come si è potuto vedere per la miracolosa conversione del nostro caro fratello Spatuzza Gaspare, teologo, nel quale anche nei nostri tempi si è manifestata in tutta la sua potenza la Gloria di Dio.
1) esatto. E non sta svolgendo alcuna particolare lotta alla mafia: quella la fanno le procure di Milano e Palermo, quelle che questo governo e la maggioranza infamano un giorno sì e l’altro pure
2) esatto
3) Ma no, non è che ci credo, è che mi piace darti ragione quando so che ti fa incazzare
4) Ehi, quel tizio è passato dalla tua parte. Corri ad ammazzare il vitello grasso invece di guardare la pagliuzza
ah ah ah ma va’ là, va’, che son di buon umore… che vinciamo lo scudetto… so’ milanista, pure… ortodossia, pura…
guardate che i magistrati sono quelli che oberati da tanto lavoro spesso fanno uscire di prigione i mafiosi per decorrenza dei termini.
andrebbero loro stessi arrestati altroche’.
Vedi, Massimo c’è solo un problemino:
nessun governo sano di mente potrebbe vantarsi del fatto di “stare al suo posto e non intralciare minimamente l’azione di magistrati e poliziotti”. Nessun governo sano di mente si meriterebbe il “certificato antimafia ad honorem et magna cum laude” semplicemente perché “non dimostra alcun timore quando i pesci grossi della criminalità organizzata cadono nella rete della giustizia”. Perchè questo è, appunto, un’ovvietà;: il minimo sindacale che si chiede ad un governo “qualsiasi”.
Questo governo – e i suoi supporter – però riesce a “vantarsi” persino degli arresti e delle indagini fatti da quei poliziotti e magistrati che – in diversi casi – uomini di quel governo insultano. E a cui negano (per ragioni che, almeno secondo me, non sono legate a connivenze e a dietrologie strane, ma solo a incapacità di trovare le risorse necessarie) soldi e mezzi cher servirebbero a fare ancora meglio il loro mestiere.
Al mio paese la chiamiamo demagogia.
Un caro saluto
Carlo
perche’ non vi arrendete all’idea di aver perso le elezioni e fate un po’ di politica per ottenere qualche consenso? o vi si e’ congelato il cervello e avete bisogno sempre di scandali, spatuzzi, escort etc per smuovere l’opinione pubblica?
il 68 via ha consegnato le chiavi della scuola e della giustizia dove imperversano corruzione e protettorati ma per fortuna state per andare in pensione
Il tuo commento mi pare del tutto fuori luogo. E’ il classico “buttarla in caciara” di chi non ha argomenti da opporre.
Impara da Massimo (Zamax), che almeno sa argomentare le sue opinioni, anche quelle (secondo me) sbagliate.
Sono abbastanza vecchio, ma nel ‘68 avevo comunque 5 anni. E per andare in pensione mi manca molto, mi spiace per te.
C.