La ricerca di nuovi referenti politici da parte di Cosa Nostra, l’idea separatista, la nascita di Forza Italia, la scelta del movimento di Dell’Utri, i legami con Berlusconi, le stragi del ‘93 e gli interrogativi che si trascinano visti attraverso le dichiarazioni di un vecchio pentito
“Quando Berlusconi tenne l’ultimo comizio della sua campagna elettorale (del 1994, nda) a Palermo presso la Fiera del Mediterraneo, io ero presente su incarico di Bagarella. Riferii, poi, allo stesso Bagarella di una frase di Berlusconi in cui si manifestava un vago proposito di utilizzare i voti contro la delinquenza. Bagarella mi disse che era una frase obbligata per l’opinione pubblica e per i giornalisti, dato che era stato contestato al Berlusconi che non parlava mai di mafia; ma in quella stessa occasione mi assicurò, ancora una volta, che lo stesso aveva preso ‘impegni seri’ con noi intendendo con tutta Cosa Nostra”.
POLITICA E MAFIA - Quanto riferito oltre dieci anni fa dal collaboratore di giustizia Tullio Cannella in diverse occasioni ai giudici di Palermo, Firenze e Caltanissetta, seppur inerente un aspetto diverso della vicenda di cui si parla in queste ultime settimane (l’accordo politico piuttosto che la responsabilità delle stragi) vale davvero molto di più di quel “Graviano mi fece i nomi di Berlusconi e Dell’Utri”, riferito ieri da Gaspare Spatuzza nell’aula bunker del Palazzo di Giustizia di Torino. Non era sicuramente uno qualunque Cannella, vicino a Cosa Nostra dal 1980, arrestato nel 1995, accusato di favoreggiamento nei confronti dei fratelli Graviano: si tratta di un militante democristiano fedele a Salvo Lima e Giulio Andreotti, cresciuto nelle sezioni di Brancaccio, uno che nel corso della carriera aveva deciso di affidarsi ad amicizie poco raccomandabili, in aria di mafia. Favori, protezione, carriera facile. Era giunto così in alto al punto da poter ospitare nel residence “Euromare” di Cefalù, del quale era proprietario, come prestanome dei Graviano, niente di meno che il boss Leoluca Bagarella, cognato di Riina. Era un legame molto forte il loro, che può dare l’idea del grado di commistione politica-criminalità organizzata raggiunto quel periodo. “Un politico pentito” lo definiranno i giudici quando comincerà a collaborare con la giustizia. “Non sono mai stato combinato, ma è come se fossi mafioso”, preciserà invece lui, spazzando via ogni dubbio.
ACCORDO CON BERLUSCONI – Cannella sapeva molto delle vicende tornate oggi alla ribalta della cronaca. Ha parlato della una strategia di Cosa Nostra, attuata tra il 1992 e il 1993, per realizzare un nuovo assetto politico-istituzionale in Italia, della fondazione, avvenuta nell’ottobre 1993 a Palermo del movimento “Sicilia Libera” che avrebbe dovuto portare avanti le istanze di Cosa Nostra, dell’interesse di Bagarella in quel movimento, del fallimento dell’iniziativa e della successiva decisione di Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella di appoggiare Forza Italia. Ecco qualche passaggio interessante di Cannella: “Bagarella era già perfettamente a conoscenza che era in cantiere la discesa in campo di Silvio Berlusconi a capo di un nuovo movimento politico che ci avrebbe assicurato, in virtù di impegni preesistenti, di risolvere le questioni che più stavano a cuore a Cosa Nostra e cioè: pentiti, carcere duro e reato di associazione mafiosa. Chiarisco che queste erano, per così dire, le priorità che l’accordo con Berlusconi ci avrebbe consentito a breve termine di affrontare e risolvere. Questa strategia non escludeva, anzi camminava di pari passo con quella separatista, che era caldeggiata principalmente da Bagarella e da Nitto Santapaola a Catania tramite Alfio Fichera, ma per la quale si prevedeva una realizzazione solo in un futuro non immediato”.
NO A “SICILIA LIBERA” – Cannella spiegava così i primi passi che aveva compiuto il movimento politico che avrebbe dovuto garantire gli interessi della mafia siciliana: “Nel 1993 ricevetti da Bagarella l’incarico di esplorare i nuovi possibili referenti dell’associazione mafiosa nel mondo politico. Ciò in concomitanza con l’ormai evidente dissolvimento della Democrazia Cristiana e dei suoi alleati, dove Cosa Nostra aveva sempre trovato i suoi principali referenti negli ultimi trent’anni… Per questo nell’autunno di quell’anno costituii un movimento di carattere politico denominato Sicilia Libera, che lo stesso Bagarella si mostrò disponibile a finanziare. Gli suggerii anche di realizzare collegamenti con altre analoghe formazioni politiche, e dopo qualche giorno mi fece mettere in contatto con un altro movimento di Catania, anche questo denominato Sicilia Libera. Sicilia Libera di Catania aveva un’ispirazione autonomista, quello di Catania era indipendentista. A Bagarella non dispiaceva affatto l’ipotesi di una separazione della nazione quale proposta della Lega Nord: in tal senso Cosa Nostra avrebbe potuto gestire autonomamente il Sud Italia”.
NASCE FORZA ITALIA – Poi il cambio di strategia. Dall’impossibilità di far decollare il nuovo progetto si passa alla decisione di far riferimento su altre realtà in procinto di emergere. Ecco come Cannella ricorda la scelta di puntare tutto su Silvio Berlusconi: “Nei primi giorni di dicembre del 1993 Bagarella cominciò a mostrare perplessità sull’efficacia dell’operazione. Si tirò indietro. Non voleva più finanziare il movimento e mi invitò a tesserare gli iscritti per recuperare fondi. Bagarella mi disse: “Non è che può… Berlusconi (venire, nda) fuori con questo discorso di Forza Italia e con questo gruppo politico, questo movimento che vuole creare, perché lo sa come è combinato con noi altri? Quindi, dice, stia attento a come si comporta con noi”. Con questa frase – spiega Cannella – Bagarella mi voleva dire: “Noi siamo Stati disponibili, abbiamo quindi, come dire, lasciato correre, gli abbiamo dato un po’ di territorio in mano, glielo abbiamo (a Berlusconi, nda) consegnato con un via libera, quindi vai tranquillo, puoi fare quello che vuoi, ma stai attento che non hai possibilità di scherzare con noi”.


Silvio..o sei un miracolato..o un genio..Ti sei circondato di persone come Previti, Dell’Utr,Mils(ma qst e’ un’altra storia)..pluricondannate, avevi uno stalliere mafioso dentro casa e ancora non sono riusciti ad incastrarti….
Questo è chiaramente un complotto della mafia che già dieci anni fa sapeva che oggi il governo Berlusconi sarebbe stato quello che ha fatto in assoluto più di tutti contro la mafia (cosa d’altronde scontata, essendo il miglior primo ministro degli ultimi 150 anni).
E poi sicuramente questo pentito ha commesso qualche reato atroce, non è credibile. E il fatto che non si riescano a trovare pentiti incensurati fa capire, chiaramente, che è tutto un complotto.
Certo grif. Tutto un complotto.
Anche Mangano che, più bravo di Tom Cruise in Vanilla Sky, ha finto per anni di essere un umile stalliere alla corte di re Papi.
Piuttosto, BANCA RASINI dice nulla? ;D nessuno ne parla mai.. chissà perchè!!!!!
Guarda che ero ironico
Quello che c’è all’interno di Forza Italia, è semplicemente una Faida fra Fini e Bossi, probabilmente per congraziarsi Berlusconi (che per inclinazione Psicopatica è favorevole a Bossi che gli può far comodo,(e gli fa comodo), e Fini che è SICURAMENTE un concorrente temibile. Non ridete, OGGI non c’è partita, domani, quando Il “”Sistema Berlusconi”" avrà distrutto l’economia del Paese e la “” Fame “” arriverà a “”Troppa Gente”", anche gli “”Imbecilli del Gregge Fedele”" lasceranno Silvio e allora Fini verrà SICURAMENTE rivalutato. OGGI, è troppo presto per voler cacciare Berlusconi, è impensabile, Improponibile, e sostanzialmente contrario al buon senso. LA MAFIA: Se, per motivi che non arrivo a capire, si riesumassero TUTTE LE ACCUSE e DENUNCE di Bossi fatte quando la Lega era INDIPENDENTE, troveremmo le stesse accuse, denunce, e domande che oggi fanno a Berlusconi i GIUDICI. TUTTI i Santi giorni, dovremmo riproporre queste accuse di Bossi, come tutti i giorni dovremmo riproporre a Berlusconi le 11 Domande che Bossi fece a Berlusconi su La Padania dell’8 Luglio 1998. Non c’è bisogno di Spatuzza, ne dei fratelli Graviano, le loro dichiarazioni, lasciano il tempo che trovano, MAI, MA Proprio MAI verrà condannato un Politico per dichiarazioni dei Pentiti, i pentiti servono solo per condannare i RIINA e i PROVENZANO, MAI un Andreotti, Berlusconi, o Carnevale.