Sei fuoricorso? L’università ti raddoppia le tasse
di Dipocheparole - 28/07/2012 - La novità è presente in un emendamento alla spending review
Lorenzo Salvia in prima pagina sul Corriere della Sera ci racconta una particolarità del decreto legge sulla spending review:
Gli universitari che non sono in regola con gli esami dovranno pagare una tassa più salata al momento dell’iscrizione. L’aumento sarà legato al reddito dichiarato dalle loro famiglie: al di sotto dei 90 mila euro lordi annui il rincaro sarà del 25%, tra i 90 mila e i 150 mila del 50%, mentre se si fa parte di una famiglia che dichiara più di 150 mila euro, le tasse potranno anche raddoppiare.
La novità arriva da un emendamento al decreto legge sulla spending review, la revisione della spesa pubblica, in conversione al Senato. E porta la firma dei due relatori, Paolo Giaretta del Pd e Gilberto Pichetto Fratin del Pdl. Saranno esentati gli studenti lavoratori:
Il coordinamento universitario Link è pronto a scendere in piazza ma la norma una sua logica ce l’ha: i fondi pubblici sono da anni in calo e troppo spesso le facoltà diventano un parcheggio in attesa di un autobus (il lavoro) che così potrebbe non arrivare mai. Le risorse aggiuntive serviranno a finanziare le borse di studio ma sarebbe sbagliato pensare a un tesoretto. Gli aumenti più pesanti riguarderanno una minoranza. Non perché manchino i fuori corso, anzi: sono 600 mila, uno su tre. Piuttosto perché scarseggiano i ricchi, almeno al momento della dichiarazione dei redditi: al di sopra dei 90 mila euro c’è solo l’1,28% dei contribuenti, sopra i 150 mila addirit












Questa cosa veramente non la capisco. I fuoricorso pagano già tasse piene senza sconti, spesso a causa di lavori+studio, problemi in famiglia o ricoveri ospedalieri che impediscono di seguire con continuità l’attività di studio.
Stanno all’uni più del corso previsto di studi, pagando più anni di tasse, quindi contribuiscono maggiormente a ripagare il costo decennale delle università. Spesso non frequentano, quindi non costano in risorse, ma solo in burocrazia (un libretto da aggiornare, mail di comunicazione, …). Se raddoppiassero le tasse, arriverebbero a pagare 4 volte il costo “base” previsto per gli studi.
Non capisco per quale principio di equità dovrebbero essere più tartassati
Non sarebbe proprio per equità. Servirebbe come disincentivo a chi rimane troppi anni all’università. In molti paesi neanche ti rimanere più di tanto fuori corso. è anche vero, come dici tu, che molti finiscono in tale situazione perchè devono lavorare per finanziarsi gli studi. Allora dico che si dovrebbe fare come in Inghilterra dove se si lavora si ottiene lo status di studente part-time per cui di può sostenere entro 5 anni la tesi della triennale, entro 2 quella del master annuale, ecc… Ma per fare questa ci vuole una grande ripulita legalitaria in modo che tutti i lavoratori siano in regola e quindi possano dimostrare di essere tali con documentazione. Poi so dovrebbero aumentare i finnziamenti di borse di studio con gli aumenti previsti, in modo da far diminuire gli studenti lavoratori. Insomma, le cose bisogna farle per bene, ma la norma secondo me ha senso.
Ci vorrebbe anche una grande ripulita delle università, non solo dei lavori in nero più o meno retribuiti. Studio fisica, e spesso mi capita di conoscere persone che frequentano queste università straniere, europee ed americane, dove sono tutti bravi, non finiscono fuori corso, lavorano nei fast food la sera e fanno tanto sport. Ti posso assicurare che col loro modo di insegnamento-studio-preparazione degli esami è praticamente impossibile andare fuori corso. I test sono per lo più scritti a crocette, e per quanto riguarda le materie scientifiche non capita che abbiano plichi da 600 pagine di SOLE dimostrazioni da sapere a menadito per magari 6 miseri crediti formativi, con esami scritti + orali da due ore (sì, orali da due ore, esistono e io personalmente ne ho fatti non pochi, ma parecchi). Sono molto più pratici, veloci, senza fronzoli, pragmatici e, ammettiamolo, hanno anche un livello di conoscenza teorica molto molto basso. Conoscenza che però non è molto utile nel campo lavorativo, ed è questa a mio avviso che crea discrepanza tra scuola e mondo del lavoro nella nostra stupida Italietta. E’ vero, molti(ssimi) sono fuori corso per motivi di cazzeggio puro e avanzato, ma credetemi, è inutile fare paragoni con l’estero e col sistema di istruzione che c’è “fuori”. L’essere fuoricorso è una diretta conseguenza delle modalità della scuola italiana, e questa è una mera manovra per favorire altri interessi (le università private forse, il peggioramento delle condizioni culturali della gente e quant’altro). E poi diciamocelo, anche la motivazione e la competitività fanno molto. In Italia la motivazione non esiste in alcun campo, men che meno nella scuola.
Assolutamente d’accordo che il sistema italiano non incentiva affatto a finire in tempo gli studi. Sicuramente è tutto da rimodernare (la matematica fatta di sole dimostrazioni poi, ha ragione, è veramente una rottura!). Già so che in Inghilterra le cose funzionano meglio sotto i profili da te illustrati in quanto mi sono informato pure per continuare lì gli studi. Effettivamente quello che dici è probabilmente ancora più rilevante di quanto detto da me, ma non condivido affatto l’idea che lo scopo sia essenzialmente quello di abbassare il livello di istruzione degli italiani di classe povera. L’intenzione di questo governo di far allineare la nostra università a vedute più “internazionali” era risaputa da tempo. I problemi dell’Italia nel fare le riforme sono però molteplici. Tra i tanti, si può dire:
che anche quando (raramente) l’intenzione è buona, spesso si cercano soluzioni semplici (magari mutuate dai paesi più “evoluti”) che applicate all’Italia fanno molto poco rispetto alle aspettative in quanto le situazioni sono molto più complesse dell’immaginabile poichè sono aggravate dal troppo tempo impiegato a decidersi a fare (finalmente!) la riforma auspicata;
che, siccome i problemi del paese sono anche culturali, di mentalità, la mancata compartecipazione della collettività al cambiamento comporta resistenze faticose da combattere. A questo proposito, vallo a spiegare ai prof. ordinari (alias intoccabili) che esiste anche la matematica applicata oltre che le inutili dimostrazioni di teoremi (un esempio tra i tanti, penso ci siamo capiti)!
Quello della riforma universitaria è, secondo la mia modesta opinione, uno dei casi emblematici di quest’ultimo problema.
Pardon.. neanche ti fanno rimanere*
e vai altri errori ma meno rilevanti :-)
Sono perfettamente d’accordo….Ma ci sono persone che non hanno capito la sottigliezza del populismo di bassa lega di questa legge che servirà a dare borse di studio ai figli degli evasori……Questi signori che hanno votato queste porcate si aspettino nostre notizie alle elezioni….
Di lavativi abbiamo già gli statali, non abbiamo bisogno pure degli studenti fancazzisti, quindi ben venga che paghino di più!
i lavativi , come li chiami tu caro il mio k , si fanno un culo il triplo del tuo , io lavoro e mi faccio il culo tutti i giorni e pago 2000 euro annui di università fuori corso , partendo già del presupposto che io ci vado si e no 2 volte l anno per gli esami e non usufruisco di un cazzo di quello che l università offre a uno in regola , mi pare che 2000 euro all anno per occupargli 2 volte una sedia e rubare 5 minuti di un professore non sia poi cosi male no ?
bisogna fare una colletta per pagare le tasse a rutelli bossi gasparri storace etcc tutti fuori strada
Premetto che c’ è fuori corso e fuori corso. Ci sono ragazzi con situazioni difficili da gestire: malattie, ristrettezze economiche, lavoro, problemi gravi ecc. A mio avviso la gente che non rientra nella categoria precedente che si parcheggia in università e va fuori corso a oltranza per più di due anni dovrebbe essere buttata fuori dall’universita ed eventualmente arruolarei in Legione Straniera. Sta sul groppone a tutti noi, ingolfa l’università, non ha rispetto né per noi né tantomeno per se stesso. È una cosa indecente e anche i genitori dovrebbero intervenire ancorché l’universita