Tutti pazzi per il porno? Che scoperta!

Quanta gente guarda l’hard e fruisce di pornografia? Uno, nessuno o centomila? La risposta sembra facile, eppure una ricerca ha...

Quanta gente guarda l’hard e fruisce di pornografia? Uno, nessuno o centomila? La risposta sembra facile, eppure una ricerca ha deciso di indagare su questo. Tempo sprecato, le risposte erano fin troppo ovvie

Il Canada è un paese freddo, e quando fa freddo a stare chiusi sempre in casa, o meglio in laboratorio, ci si annoia. Sarà per questo che un gruppetto di scienziati di Montreal, ha pensato bene di movimentare un po’ le proprie ricerche occupandosi di un tema sicuramente interessante: il rapporto tra uomini e porno. Orbene, questi benefattori dell’umanità accingendosi a tale immane fatica, si sono preposti il nobile scopo di mettere a confronto il punto di vista dei “consumatori abituali” di filmini hard, e quello di chi invece non li ha guardati mai.

AH, GLI SCIENZIATI DI UNA VOLTA - In pratica sono usciti dal palazzo dove lavorano, e con indicibile sprezzo del pericolo si sono fatti spazio tra metri e metri di neve attraversando addirittura il cortile dell’università e lì hanno chiesto a ben 20, e ripeto 20, studenti, un numero impressionante, quali fossero le loro abitudini. Incredibile! Con amara sorpresa hanno dovuto constatare che, inverosimilmente, tra 20 ragazzotti  appena usciti dall’adolescenza e con gli ormoni ancora in rodaggio, non ce n’era neanche uno che fosse uno che non si dilettasse nella nobile arte dell’attrezzo a lama dentata utilizzato per il taglio del legno durante le gelide serate canadesi, unicamente consolati dalla visione di qualche ragazza intenta a far sesso.Tutti, ma proprio tutti i 20 studenti maschi rigorosamente etero, perché questa ricerca è rigorosissima e non c’è dubbio che non sia così, ( in effetti del dato relativo a donne e omosessuali a chi potrebbe mai importare?) hanno dichiarato di essere , fin dalla tenera età di 10 anni, habituè dei video erotici. Credete forse che di fronte a questo trascurabile ostacolo i nostri impavidi scienziati si siano fermati? Il professor Simon Louis Lajeunesse, un nome che pare inventato da quanto è in topic, di fronte a tanta giovanile esuberanza, è andato più a fondo, e, di fronte a questo imperscrutabile mistero della psiche umana, ha cercato di capire qualcosa di più.

QUANTE VOLTE FIGLIOLO? – Il Nostro, dopo poco in effetti ha effettuato un’altra mirabile scoperta: i ragazzi single fanno uso di porno per una media di 40 minuti almeno tre volte alla settimana, mentre chi la ragazza a disposizione ce l’ha, di passaggio o fissa che sia, si limita a 20 minuti per 1.7 volte, guarda un po’, e probabilmente non arriva a due per il sopraggiungere della dolce metà che reclama un po’ di attenzione. Gli universitari esaminati si sono dimostrati anche molto economi, visto che la fonte principale della loro videoteca è internet, almeno per il 90%, mentre solo il 10% del campione analizzato ancora si ostina a spendere per acquistarli nei videostore. Poi Lajeunesse arriva a comprendere veramente cosa cela l’animo umano quando ci racconta che ciò che i ragazzi guardano riflette la loro personalità, per cui evitano materiale che possa essere ritenuto di cattivo gusto o offensivo; va bene, ma partendo dal presupposto che la personalità di un maschio adulto in piena attività sessuale si avvicina molto a quella di un esemplare di sus domesticus, quali potranno mai essere i video che contengono immagini di cattivo gusto o offensive? Del resto, si sa, quello che non strozza ingrassa. E poi arriva, dulcis in fundo, l’angolo dei teneroni: sì, perché , sottovoce, piano piano, tutti lo hanno detto, che loro da una donna cercano una relazione il più possibile soddisfacente ed armoniosa, e che il loro hobby non ha nessuna ripercussione negativa nella vita quotidiana. Certamente tutte affermazioni rigorosamente accertate dal suddetto eroico gruppetto di scienziati. Che magari si saranno fatti anche un giro su Pornotube o Youporn, per capirne di più.

ABBIAMO SCHERZATO – Dopo il Nobel per la pace ad Obama senza che abbia fatto alcunché, è evidente che nell’ambiente scientifico si sia sparsa la voce, e che condurre indagini psicologiche pseudoscientifiche venga ritenuto un ottimo sistema per far parlare di sé, hai visto mai: è molto rassicurante raccontare una storia che già conoscono tutti, fa sentire molto intelligenti. Soprattutto chi la spaccia per nuova, o per vera. A meno che la vera riscerca non preveda l’osservazione di tutti quelli che credono a tutto quello che leggono senza verificarlo, e chi l’ha condotta non sia il Prof . Lajeunesse che lavora ad Ottawa, ma il suo omonimo che ancora professore non è , e che magari ha ancora nostalgia degli scherzi fatti da studente, in una pausa tra un porno e l’altro.