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Esteridi Teresa Scherillo (makia)
pubblicato il 3 dicembre 2009 alle 13:00 dallo stesso autore - torna alla home

La Commissione istruzione della Camera dei deputati di Madrid ha approvato una mozione nella quale chiede al governo di dare attuazione alla recente sentenza della Corte europea dei diritti umani.

Il Congresso dei Deputati ha approvato una proposta non legislativa che sagrada familia Spagna, via i crocifissi dalle scuole. Forsesollecita il Governo Zapatero a rispettare la recente sentenza della Corte di Strasburgo. I crocifissi nelle aule scolastiche sono una violazione “dei diritti dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni” e una violazione delle “libertà di religione degli studenti“. La sentenza, resa pubblica all’inizio del mese scorso, aveva risposto al ricorso da parte di Soile Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese, che nel 2002 aveva chiesto all’ Istituto italiano dove stanno studiando i suoi figli di rimuovere i crocifissi dalle aule.

TESTO NON VINCOLANTE - La mozione approvata per iniziativa del piccolo partito della sinistra repubblicana catalana Erc (Esquerra Republicana de Catalunya ) con l’appoggio del Partito socialista del premier Jose Louis Zapatero, non ha comunque carattere vincolante per il governo. E’ stata concordata tra socialisti e repubblicani con il sostegno del Bng e l’ opposizione del PP e CiU. La votazione finale si è conclusa con 20 voti favorevoli e 16 contrari. Il testo iniziale dell’Erc chiedeva al governo di effettuare “modifiche appropriate per promuovere e garantire la rimozione dei crocifissi dalle scuole”, ma i repubblicani avevano avvertito che, così messo, si trattava del primo passo per rimuovere i simboli religiosi da tutte le scuole. Alla fine, con la mediazione del Psoe si è deciso di presentare un testo più soft in cui non vi è alcun esplicito richiamo per rimuovere i simboli religiosi, ma piuttosto un invito al governo a “traslare la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sulla libertà di pensiero, di coscienza e religione “, con particolare riguardo alle scuole, ma senza specificare la proprietà dei centri scolastici. Per il portavoce dell’ Esquerra , Joan Tardà, l’accordo dimostra che i socialisti hanno “una reale volontà politica” di onorare il loro impegno a cambiare la legge sulla libertà di religione. Nel frattempo, il portavoce del Psoe, Louis Thomas, ha accolto con favore l’accordo con l’ Erc e ha ricordato che la Spagna ha sottoscritto la Convenzione europea sui diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che le impone di integrare nel proprio sistema giuridico quella sentenza. Il deputato del Psoe ha affermato che il governo vuole adottare misure per conseguire “la condizione di laicità che la Costituzione riserva allo Stato, una laicità che rispetti i religiosi, ma che richiede l’uguaglianza davanti alla legge affinché nessuna confessione possa beneficiare di un trattamento favorevole nei propri rapporti con il potere“.

LE VOCI CONTRO - Dal PP, Juan Antonio Gomez Trinidad, ha accusato il Psoe di essere “campione di incoerenza e ambiguità” e ha criticato la battaglia nei confronti di questa iniziativa : “Con tutti i problemi che abbiamo nell’istruzione, diamo un’immagine di frivolezza e generiamo un problema e un conflitto educativo non necessari”. Secondo il deputato popolare, “Bisogna essere un fanatico o un intransigente per sentirsi aggredito dal crocifisso, dalla stella di David o dalla Mezzaluna“. “Affermare che lo Stato è laico non significa che sia religiosamente laico e belligerante nei confronti di qualsiasi simbolo religioso”. E ha ricordato che “la stragrande maggioranza degli spagnoli si sente credente“.”Se un simbolo dà fastidio, arriveremo a vietare le cantate in pubblico? Dobbiamo distruggere o nascondere la Sagrada Familia, o la facciata delle cattedrali gotiche o dell’ Obradoiro?” “Si può chiedere al governo di portar via le opere dal Museo del Prado, con temi religiosi? Si potrà chiedere di modificare lo scudo del Principato delle Asturie e quello di altri 11 Stati europei?“. Da parte sua, Mercè Pigem (CiU) ha evidenziato che l’iniziativa si estende “al di là delle scuole pubbliche e andrebbe a coinvolgere anche quelle private e miste. “E’ un giardino molto verde, in cui non vogliamo entrare, se si applica a tutto quello che abbiamo finiremo per cambiare i nomi delle strade e delle scuole”, ha detto il vicepresidente del gruppo di nazionalisti, che sostiene l’autonomia delle scuole, “dove non si può vietare o imporre”. Da parte sua, la Bng ritiene che l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche “è la manifestazione che il simbolismo dello Stato spagnolo deve mantenersi nei parametri del cristianesimo”. L’ultima parola spetterà ora al Governo Zapatero.

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