Filo conduttore de “I nuovi mostri”, questa volta, la capacità tutta italiana di non comprendere un fico secco di ciò che si legge
Chi segue almeno un po’ la televisione italiana conosce certamente Alessandro Meluzzi, uno degli psichiatri più invitati nelle trasmissioni nazionali insieme a Paolo Crepet e Raffaele Morelli, ospite frequente di programmi come L’Italia sul 2 o Pomeriggio Cinque. Ex-comunista, ex-radicale, ex-socialista, ex-forzista, ex-udeur, ex-verde, ex-cristianodemocraticoeuropeo e dio solo sa cos’altro, Meluzzi si diletta anche nella scrittura. Non solo un libro (“L’infinito mi ha cercato”, a saperlo gli davamo indicazioni più precise), ma anche articoli di giornale: ad esempio quello del 28 novembre sul Giornale, genialmente intitolato “Domanda: ma un embrione ha meno neuroni di un astice?”. Non ci soffermiamo qui sulle personali opinioni di Meluzzi sull’aborto e sulla RU486: non è questa la
sede. Ci limitiamo semplicemente a sottolineare alcuni passaggi che fanno a pugni più con la logica che con la morale. “Il Movimento Per La Vita ha dimostrato che una delle più efficaci forme per far riflettere una donna circa la scelta di interrompere la gravidanza, è mostrare la dettagliata ecografia tridimensionale di un feto di 12 settimane perfettamente eliminabile […].E’ un piccolo bambino quasi perfettamente formato, con occhi, naso, bocca, gambine, piedini, un cuoricino che batte, 5 dita nelle mani e nei piedi e i primi movimenti spontanei per succhiarsi il pollice”. Si potrebbe obiettare qualcosa sul sottile metodo di convincimento, ma vediamo dove vuole arrivare: “Ha centinaia di migliaia di cellule celebrali perfettamente in funzione e avverte tutti i cambiamenti nel corpo della madre e nel funicolo ombelicale, oltre che le vibrazioni, come la musica intorno alla pancia”. Mm, ok . “Bene, sapete quanto ci mette a morire questa creatura dopo la somministrazione di una RU486?” No, aspetta, fammi indovinare: è una domanda trabocchetto perché la RU486 non si somministra dopo la settima settimana, quando l’embrione non ha naso, bocca, gambine e pollice, e quindi l’intera argomentazione era una farsa. Ho indovinato? “Circa 48 ore, cioè 2 giorni”. Cavolo. Eppure mi sembrava di ricordare che fosse proprio così.
IMPAVIDO - Ma Meluzzi prosegue: “Si obietterà che non c’è dolore perché non c’è coscienza. Innanzitutto, chi lo sa? Visto che comprovatamente poco più avanti nella gravidanza i feti persino sognano. Ma voglio ricordare che, forse giustamente, i Nas di Milano hanno elevato un salatissimo verbale e una denuncia penale a un ristoratore che teneva astici e aragoste vivi su una bacheca di gelo, ritenendo che queste creature, che hanno un cervellino infinitamente più piccolo di quello di un feto umano, possano soffrire per il freddo”. Punto primo, il ristoratore è stato assolto in primo grado proprio perché gli astici sarebbero «animali non dotati di sistema nervoso centrale». Punto secondo, non si vede dove sia il parallelo tra una presunta crudeltà inflitta ad un animale a scopo mangereccio e una presunta crudeltà inflitta ad un embrione per un’interruzione di gravidanza. Vorrei rassicurare Meluzzi che nonostante la faccenda dei neuroni nessun abortista sosterrebbe la cottura di un embrione a fuoco lento. Infine lo psichiatra regala l’ultima perla: “Nessuno vuole essere sadico o punitivo con le donne che vogliono rendersi la vita un po’ più facile e la riflessione più breve” – eh, ragazzacce – “Ma l’uso diffuso di un veleno, distribuito in Spagna alle minorenni in farmacia e senza l’autorizzazione dei genitori, ci pare davvero troppo”. Oh, sì, ricordo perfettamente quella notizia, “Spagna, la RU486 distribuita nelle farmacie come le Zigulì”, era quello il titolo, no? No. Era un’altra pillola, un tantino diversa. Ma suppongo che ai fini del sottile ragionamento di Meluzzi non cambi molto.
H1N1 COLPITO E AFFONDATO - Vale la pena evidenziare di nuovo la terribile e diffusa pratica di usare il maschile in riferimento alle persone transessuali. Il Corriere martedì ha pubblicato un pezzo che inizia così: “Deve lasciare entro 5 giorni l’Italia, China, cioè il trans Edson Menezes
Vasconcelos, testimone nell’inchiesta sul caso Marrazzo e sulla morte del trans Brenda”. Sarà un dettaglio, ma è un dettaglio che vuol dire molto e si corregge con poco. Speriamo che prima o poi lo capiscano. Titolo scioccante su Repubblica: “Lecce, bimbo morto non aveva influenza A”. Curioso, perché un articolo del giorno prima titolava “H1N1, muore bimbo di due anni a Lecce”. “La morte del piccolo aggiorna il drammatico bollettino delle vittime correlate alla nuova influenza che ha raggiunto 98 decessi su oltre tre milioni di casi di contagio. Questo del bimbo di Lecce – se confermato – sarebbe uno dei pochissimi casi di decesso collegato direttamente all’influenza A, come il caso di Messina”. Quel “se confermato” dimostra una prudenza lodevole: sarebbe stato utile comunicarla anche al titolista.




su Google news ricordiamo che angelo aquaro è inviato di rep. in Usa; il terzo o il quarto che pagano per scrivere sciocchezze, se non erro.
Meluzzi è veramente insopportabile, non so se detesto più lui o Crepet.
raffinato meluzzi,
un buon mentitore, non c’è che dire