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pubblicato il 2 dicembre 2009 alle 15:30 dallo stesso autore - torna alla home

Un emendamento in Finanziaria chiede la restituzione delle tasse dilazionate per chi ha subito i danni del sisma. E intanto all’Aquila si torna a pagare il balzello sulla seconda casa, anche se distrutta o danneggiata.

lapr 16360521 42000 Terremoto, tasse e Ici: il governo presenta il conto allAbruzzoLo fa sapere l’onorevole aquilano Giovanni Lolli del Partito Democratico: il governo ha depositato in Commissione Bilancio un emendamento relativo alle tasse e ai contributi dovuti dai cittadini aquilani. La proposta affronta in primo luogo il differimento della restituzione di quanto sospeso sino a novembre 2009 a partire dal giugno 2010 piuttosto che dal gennaio 2010. Inoltre la restituzione riguarda il 100% della cifra dilazionata in sessanta rate mensili mentre per i terremotati dell’Umbria e delle Marche era stata prevista una restituzione del 40% dilazionata in centoventi rate.

NESSUNA PROROGA – Non è prevista nessuna proroga della sospensione del pagamento delle tasse e dei tributi per cui i cittadini aquilani dovranno cominciare a ripagare dal prossimo mese. “Solitamente dopo un evento come il terremoto si cominciano a pagare tasse e contributi nel momento in cui si considera riavviato il sistema economico e sociale“, commenta l’onorevole. ”Una beffa a danno di tutti i terremotati: una clamorosa presa in giro che tratta i terremotati di questo territorio come vittime di serie B, al contrario di quanto fece il precedente governo, il quale anche dal punto di vista fiscale aiutò meglio e più a lungo i terremotati dell’Umbria e delle Marche“, dice la Cgil dell’Aquila, a proposito del pagamento degli arretrati di tributi e contributi non versati nelle zone in Abruzzo. “L’emendamento allaFinanziaria approvato ieri in commissione bilancio della Camera - si legge in una nota – non può e non deve passare così. Se sarà necessario la Cgil provinciale chiamerà tutti a mobilitarsi contro un provvedimento-beffa che appare un sopruso verso chi ha sofferto già troppo, un ulteriore danno per un territorio la cui economia deve sopportare il fardello di quindicimila persone che ancora non tornano al lavoro e di centinaia di aziende ferme. Rispetto a tutto questo - si prosegue nella nota – il governo che fa? Non dimostra un minimo di coerenza, straccia annunci e promesse, si dimentica degli impegni presi con gli enti, i sindacati e gli imprenditori e cambia drasticamente sia i tempi entro cui restituire le tasse che gli aquilani non hanno versato a causa Terremoto, tasse e Ici: il governo presenta il conto allAbruzzodel terremoto, sia l’ammontare complessivo delle somme dovute, che i per terremotati dell’Umbria e delle Marche fu ridotto ad appena il 40% mentre per gli aquilani sarà esattamente quello di prima: il 100%».

ICI PER LA SECONDA CASA - E intanto all’Aquila si torna a pagare anche l’Imposta comunale sugli immobili per le seconde case, anche se distrutte o danneggiate dal sisma.Per le case inagibili si verserà la somma relativa ai primi tre mesi del 2009. Il 30 novembre, infatti, è scaduta la sospensione del pagamento dei tributi prevista dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3780. Sul sito internet www.comune.laquila.it è stato inserito l’avviso dell’ufficio tributi nel quale vengono spiegate le condizioni e i termini per l’eventuale pagamento rateale, scrive Il Centro. Intanto c’è anche una buona notizia: sono state chiuse quasi tutte le tendopoli in Abruzzo: altre 13 persone sono state sistemate in alberghi e nella caserma Campomizzi a L’Aquila. Ci sono ancora circa cento tra camper e roulottes ancora abitate da sfollati presso l’agricampeggio L’Olimpo. Circa 18mila persone sono distribuite tra alberghi e case private nell’Aquilano e nelle altre province. Oltre 1.500 persone sono ospitate tra la scuola Gdf di Coppito e la caserma Campomizzi. Altre 6.700 sono nelle abitazioni antisismiche del progetto C.a.s.e. e oltre 600 nei moduli abitativi provvisori (Map) nei paesi della provincia dell’Aquila.

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