Yara Gambirasio e quelle indagini sulle generazioni

di - 27/07/2012 - Maurizio De Giovanni sul Corriere critica i magistrati

Yara Gambirasio e quelle indagini sulle generazioni
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Lo scrittore Maurizio De Giovanni critica sul Corriere della Sera le indagini su Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate uccisa nel novembre 2010:

 

E invece, a quasi due anni dal tragico evento, e all’indomani di una istanza di proroga rivolta dalle forze dell’ordine alla magistratura per un supplemento d’indagini, arriva la notizia che la polizia ha richiesto agli uffici anagrafe di una dozzina di paesi del bergamasco l’elenco completo (completo!) dei residenti nati tra il 1930 e il 2000. Come a dire, ipotizzando una famiglia media: vogliamo sapere il nome e l’indirizzo di bisnonno, nonno, padre e nipotino. Nessuno escluso.

E se dopo quasi due anni le indagini ricominciano da capo, la cosa non può che destare perplessità:

Si direbbe che l’area nella quale si intende pescare per trovare chi spense quel sorriso sia ancora molto, troppo vasta per i sei mesi di proroga delle indagini concessi. Ci immaginiamo l’arrivo di questi elenchi all’autorità giudiziaria: freddi tabulati pieni di nomi senza volto e senza colpa, una fotografia anagrafica di una zona troppo vasta per essere utile. In cui, fianco a fianco, ci sono ottantaduenni e dodicenni; gli stessi chemagari si sentono, dall’epoca del delitto, molto meno sicuri.

Lo scrittore immagina che magari la mossa serve ai magistrati per tranquillizzare l’assassino:

Ma se non fosse così, ci si dovrebbe porre il problema di che cosa e come sia stato fatto in questo tempo per poter risalire a chi spense i sogni di una bambina che da allora è figlia di tutti noi, e che piangiamo ancora come il primo giorno.

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3 Commenti

  1. ziopino scrive:

    E’ la stessa malattia di tutto lo stato italiano, che già uccide ogni speranza di efficienza di fisco, giustizia, sanità e burocrazia: ingolfarsi di carte.

  2. angelocinque scrive:

    Mi sembra ridicolo che ancora vanno cercando l’assassino dentro migliaia di registri delle anagrafe di quasi tutta la bergamasca.
    Questi non hanno capito che i veri carnefici assassini di Yara,sono
    da ricercare nel ambiente edile del ex cantiere di Mapello,e tra questi il sig.Fikri speransoso sulla sua archiviazione del caso,ci sono poi i suoi amici colleghi,tra questi 1 o 2 fuggiti nei loro paesi
    insieme ai 130 operai subito dopo il delitto di Yara.
    Non esistono altre piste,e la pm Ruggeri ha preso un grosso abbaglio sin dal principio delle indagini,tantè che commise il primo errore chiudendo le indagini sulla pista del cantiere e operai.

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