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Niente resterà impunitodi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 1 dicembre 2009 alle 22:47 dallo stesso autore - torna alla home

Ho preso l’iniziativa di chiamare per chiarire alcuni concetti. Come dimostra quel filmato, le cose che dico in privato sono quelle che dico in pubblico. Non chiamo per giustificarmi, come ha chiesto Bondi“. Esordisce così Gianfranco Fini a Ballarò, in un intervento a sorpresa dopo il fuorionda di oggi del quale il PdL gli ha chiesto spiegazioni: “Sono convintissimo che Berlusconi non c’entra nulla nella mafia. Ma voglio che si indaghi con attenzione, perché ho fiducia nella magistratura nella lotta alla mafia, che merita l’assoluto e totale rispetto di tutti gli italiani. Ho conosciuto Borsellino, Falcone, Chinnici, e dico che la magistratura, con tutti i limiti e difetti che può avere, ha il diritto di verificare che quello che dicono i pentiti corrisponda a verità“.

Chiedo scusa a Mancino, non è Spatuzza che parla di Mancino, ma Ciancimino“, dice poi Fini. Che poi risponde al ministro della Cultura Sandro Bondi: “Il governo ha il dovere di garantire gli impegni con gli elettori. Al mio amico Bondi dico che sono un presidenzialista convinto; ma in ogni democrazia questo presuppone il rispetto degli altri poteri che in una democrazia ben organizzata garantiscono pesi e contrappesi. Berlusconi è eletto dal popolo, seppur in modo improprio, e ha il dovere di rispettare giudici e parlamento“. Quando Bondi gli dice che condivide, e crede che non sia mai successo che le istituzioni non sono state rispettate da Berlusconi, Fini con ironia chiude il discorso: “Credo che gli spettatori e i telespettatori abbiano capito a cosa mi riferisco“. Franco Bechis intanto ricorda che il giudice Trifuoggi, con cui Fini parlava durante la registrazione del fuorionda, è uno dei tre pretori che oscurarono le reti Fininvest negli anni ‘80.

Durante la trasmissione Bondi aveva attaccato la magistratura e parlato del presidente della Camera: “Sotto assedio di alcuni magistrati non c’e’ solo Berlusconi, ma la politica e la democrazia nel nostro paese. Il fatto che ci siano pentiti che mettono in rapporto gli attentati mafiosi del ‘93 con Berlusconi e’ un danno irreparabile per la dignita’ dell’Italia“.  E sulle frasi di Fini aveva commentato: ‘Non e’ fuori dal Pdl, ci mancherebbe altro. Alcune cose dette da Fini sono sacrosante ed erano gia’ state dette piu’ volte‘.

E nel frattempo, secondo il Corriere, Berlusconi avrebbe convocato una riunione tra i vertici di partito: il Cavaliere avrebbe chiesto un «pubblico e tempestivo chiarimento» da parte di Fini, perché altrimenti, avrebbe sottolineato, così «non si può andare avanti». Nel corso della riunione, durante la quale soprattutto l’area forzista del partito avrebbe puntato il dito contro le continue prese di distanza di Fini, si sarebbe sottolineata la necessità di non lasciar cadere questo nuovo strappo (involontario) del presidente della Camera. «Fini ha chiarito su Mancino – dice uno dei partecipanti all’incontro – ora gli tocca chiarire sul Cavaliere». La riunione sarà fra i coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa e Denis Verdini, e i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri.

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