“Ho preso l’iniziativa di chiamare per chiarire alcuni concetti. Come dimostra quel filmato, le cose che dico in privato sono quelle che dico in pubblico. Non chiamo per giustificarmi, come ha chiesto Bondi“. Esordisce così Gianfranco Fini a Ballarò, in un intervento a sorpresa dopo il fuorionda di oggi del quale il PdL gli ha chiesto spiegazioni: “Sono convintissimo che Berlusconi non c’entra nulla nella mafia. Ma voglio che si indaghi con attenzione, perché ho fiducia nella magistratura nella lotta alla mafia, che merita l’assoluto e totale rispetto di tutti gli italiani. Ho conosciuto Borsellino, Falcone, Chinnici, e dico che la magistratura, con tutti i limiti e difetti che può avere, ha il diritto di verificare che quello che dicono i pentiti corrisponda a verità“.
“Chiedo scusa a Mancino, non è Spatuzza che parla di Mancino, ma Ciancimino“, dice poi Fini. Che poi risponde al ministro della Cultura Sandro Bondi: “Il governo ha il dovere di garantire gli impegni con gli elettori. Al mio amico Bondi dico che sono un presidenzialista convinto; ma in ogni democrazia questo presuppone il rispetto degli altri poteri che in una democrazia ben organizzata garantiscono pesi e contrappesi. Berlusconi è eletto dal popolo, seppur in modo improprio, e ha il dovere di rispettare giudici e parlamento“. Quando Bondi gli dice che condivide, e crede che non sia mai successo che le istituzioni non sono state rispettate da Berlusconi, Fini con ironia chiude il discorso: “Credo che gli spettatori e i telespettatori abbiano capito a cosa mi riferisco“. Franco Bechis intanto ricorda che il giudice Trifuoggi, con cui Fini parlava durante la registrazione del fuorionda, è uno dei tre pretori che oscurarono le reti Fininvest negli anni ‘80.
Durante la trasmissione Bondi aveva attaccato la magistratura e parlato del presidente della Camera: “Sotto assedio di alcuni magistrati non c’e’ solo Berlusconi, ma la politica e la democrazia nel nostro paese. Il fatto che ci siano pentiti che mettono in rapporto gli attentati mafiosi del ‘93 con Berlusconi e’ un danno irreparabile per la dignita’ dell’Italia“. E sulle frasi di Fini aveva commentato: ‘Non e’ fuori dal Pdl, ci mancherebbe altro. Alcune cose dette da Fini sono sacrosante ed erano gia’ state dette piu’ volte‘.
E nel frattempo, secondo il Corriere, Berlusconi avrebbe convocato una riunione tra i vertici di partito: il Cavaliere avrebbe chiesto un «pubblico e tempestivo chiarimento» da parte di Fini, perché altrimenti, avrebbe sottolineato, così «non si può andare avanti». Nel corso della riunione, durante la quale soprattutto l’area forzista del partito avrebbe puntato il dito contro le continue prese di distanza di Fini, si sarebbe sottolineata la necessità di non lasciar cadere questo nuovo strappo (involontario) del presidente della Camera. «Fini ha chiarito su Mancino – dice uno dei partecipanti all’incontro – ora gli tocca chiarire sul Cavaliere». La riunione sarà fra i coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa e Denis Verdini, e i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri.






















Come sia e come fu, finalmente qualcuno che parla: se aspettiamo che arrivi da qualcuno del PD qualcosa di interessante da ascoltare…
sei di un qualunquismo davvero qualunque, sai?
questo passa il convento
Grande Maria Teresa…anche io nel mio piccolo mi chiedo: ma il Pd dov’è?
A parte questo, vorrei capire dove sia il clamore nelle dichiarazioni di Fini. Il fatto che in Italia nel 2009 in uno schieramento uno si limiti a dire una cosa banalissima ed è subito accusato di lesa maestà la dice lunga sul livello (bassissimo) del PdL.
Allora: Pd inesistente, PdL a livelli bassisimi, il resto lasciamolo proprio perdere…
Mi sa che stavolta non ce la caviamo…
Un sorriso preoccupato
C.
[...] Fini : “Berlusconi rispetti giudici e parlamento” Salta ai commenti Leggi l’articolo: Fini a Ballarò [...]
Mi associo a Maria Teresa: avevo fatto un commento molto simile al tuo postando la vostra notizia su FB…saremmo pure qualunquiste, ma non c’è molto da dire dove chi dovrebbe esprimere una sua opinione ed opposizione al riguardo non la esprime e non la esercita. Per i commenti arguti, Greg, ci sei tu:)
[...] Il seguito di questo articolo: Fini a Ballarò: “Berlusconi rispetti giudici e parlamento” [...]
il PDL è stato costituito 3 anni fa in piazza San Giovanni a Roma con Berlusconi, Fini e la Lega. si formò quel grande partito che nell’aprile 2008 la maggioranza degli italiani ha scelto per governare in Italia, convinto di vedere garantiti forza, alleanza, coesione , determinazione e interesse per il Paese. dopo un anno e mezzo di Governo, la grande alleanza si inizia a sgretolare a seguito di forti scosse manifestate a livello interpersonale fra i componenti del partito, dimostrando che la coesione era stata allestita solo per amore comune verso il potere. ora che hanno raggiunto l’obiettivo del comando, si iniziano a mostrare crepe che indeboliscono il Governo, l’interesse pubblico e l’azione amministrativa. tutto ciò era stato perfettamente previsto dall’UDC di Pierferdinando Casini, il quale ha preferito correre da solo per evitare di cadere fra le lotte intestine al PDL, che non fanno bene ai suoi aderenti e agli italiani che hanno affidato la fiducia al popolo della libertà. la mossa dell’UDC si è dimostrata senz’altro seria nei confronti dell’elettorato poiché ha rinunciato a poltrone importanti in cambio di evidenziare vero interesse per la politica, ma non per il potere a tutti i costi. alla conclusione di questa legislatura l’UDC potrà rimettersi in gioco e potremo vedere se gli elettori vorranno premiare la serietà e coerenza dell’UDC
Le ultime dichiarazioni di Fini dimostrano il fallimento del PDL? Adesso come adesso è un po’ presto dare una risposta, quello che si sa di sicuro è che non naviga in buone acque. Fece bene Casini a defilarsi dal progetto assimilazione politica di Berlusconi, stando agli ultimi sondaggi l’UDC viene premiato da questa scelta.
Il progetto di un soggetto unitario di centrodestra ha fallito miseramente, benchè molte persone dentro il PDL abbiano creduto e lavorato in un partito maggioritario nell’area conservatrice. Ha fallito perchè è nato su delle fondamenta fragili che si basano sulla monarchia assoluta di Berlusconi, che si è sempre considerato l’unico vero leader, di cui non si può fare a meno. Fini invece ha aderito da una parte per raccogliere l’opportunità di una “successione dinastica” che come co-fondatore gli spettava di diritto, e dall’altra perchè anche lui ha sempre sognato di dirigere un partito che andasse oltre il 10% di AN. Ma il disegno di Fini andavano oltre a ciò. L’idea di un partito liberale, conservatore ma moderno e laico (sulla linea dell’UMP francese) poteva essere a portata di mano, ma in realtà occorreva creare prima i presupposti perchè fosse possibile un dibattito interno. Ebbene questo dibattito non è stato possibile, perchè l’attaccamanto alla poltrona di certi berluscones ha prevalso(difendere in tutto e per tutto il padrone, in cambio della poltrona garantita dalle liste bloccate), e la loro scellerata partigianeria e sudditanza a Berlusconi sono state più forti di una reale volontà di cambiamento.
Nessuno ha mai considerato la possibilità che un vero CDX conservatore poteva essere fatto con Casini, che ha sempre detto e dimostrato nei fatti che il suo ruolo è alternativo alla sinistra. Di allenze nazionali con il PD infatti ha sempre negato la possibilità. Ora staremo a vedere se questo governo può una volta per tutte mettere da parte i problemi personali del premier, che sono sempre gli stessi da 15 anni e occuparsi dei problemi dei cittadini.
PAULIN
Quando finirà questa squallida telenovela? O meglio, quando deciderà cosa fare da grande, il nostro Fini? Non abbiamo la memoria corta, ci ricordiamo benissimo di quando apostrofò la proposta di Berlusconi di fare il PDL sciogliendoci dentro Fini con un’inequivocabile “comiche finali”. Due mesi dopo aveva buttato alle ortiche AN per costruire il movimento personalistico di Berlusconi (un’opa su AN, in pratica). Dopo i mugugni iniziali, esce allo scoperto con questo ridicolo fuori onda. La misura è colma. Fini decida cosa fare: stare dentro il partito, smettendola di criticare sempre e danneggiare la maggioranza di cui fa parte e la compagine governativa da essa sostenuta, oppure tolga il disturbo, restituendo un po’ di credibilità e serietà alla figura del Presidente della Camera, diventato a tutti gli effetti un politicante. Credibilità e serietà, richieste troppo onerose, merce rara in politica. Brutta figura per tutti.