Diritti gay, la retromarcia di Pisapia

di - 26/07/2012

Diritti gay, la retromarcia di Pisapia
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Qualche anno fa Milano era considerata  la capitale morale del paese, e nel lungo periodo di governo berlusconiano della città erano venute poche innovazioni davvero valide dal capoluogo lombardo. La giunta Pisapia finora non pare aver lasciato un grande segno del suo operato, ma la decisione di istituire un registro delle unioni civili aveva acceso un benvenuto dibattito nell’asfittico, ed arretrato, panorama italiano.

La maggioranza che sostiene il sindaco Pisapia ha rischiato di spaccarsi sul provvedimento, che ha una valenza più simbolica che reale. Lo stesso Pisapia ha voluto evitare rotture con la componente cattolica del Pd, escludendo “che questa delibera apra alla possibilità di matrimoni gay”,  visto che si tratta di un provvedimento di carattere amministrativo. Per avere i matrimoni gay – ha evidenziato ancora il sindaco di Milano – servirebbe una legge del Parlamento e, probabilmente, un provvedimento di ordine costituzionale”.

La spiegazione di Pisapia è parzialmente corretta nella forma – la Consulta ha chiarito che le nozze omosessuali sono già compatibili con il nostro ordinamento – ma molto deludente nella sostanza. Il registro delle unioni civili avrebbe un grande valore se fosse il primo passo che dà la spinta verso un pieno riconoscimento dell’uguaglianza della comunità LGBT. Se invece rimane limitato alla sua natura di provvedimento amministrativo, è sì utile ma non importante. Pisapia ha sicuramente salvato con questa dichiarazione l’unità della sua maggioranza, ma la causa dell’uguaglianza di tutti i cittadini, anche di quelli che amano persone dello stesso sesso, meritava davvero un altro coraggio.

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10 Commenti

  1. seria scrive:

    E mò come la mettiamo?
    I lai della lgbtlobby sono sempre striduli contro i cattolici e sempre afoni contro i loro amici laici.
    Tirate fuori gli attributi e prendetevela con le persone giuste.

  2. Danilo scrive:

    Ma si può fare informazione così?

  3. Paquito scrive:

    Caro Mollica, il Registro Comunale delle unioni civili non può essere un “primo passo” verso il matrimonio egualitario, la cui istituzione, come ha sancito la Corte Costituzionale, è compito unico del Parlamento. Pisapia, mantenendo la sua promessa elettorale, non ha fatto altro che ricordarlo. La figuraccia, ancora una volta, l’hanno fatta i cattolici del PD, e per traslato il PD nella sua intierezza.

    • Andrea Mollica scrive:

      Caro Paquito, come immagini concordo a metà. Tutto quello che scrivi è formalmente corretto, ma la politica è sia fatti che messaggi. E nell’ultimo caso, Pisapia ha sbagliato. Anche se l’arrivo del registro delle unioni civili è un’ottima cosa

  4. Gianni scrive:

    Già ci sono i teo-dem…

    Immaginatevi poi un governo nazionale insieme all’UDC. Metterebbero il veto su qualsiasi riforma progressista o che ci avvicini all’europa (oltre a continuare a rubare ovviamente).

    Se si alleerano con i democristiani escludendo IDV e SEL io non li voterò

  5. Zoccolo Belèno Bunga scrive:

    Plaudo a Pisapippa per aver fatto la cosa giusta!
    Il seme deve fluire dal maschio verso la femmina, è la natura che lo chiede!

  6. Verocristiano scrive:

    Finalmente anche pirlapia ne fa una giusta.

  7. rco scrive:

    sinceramente non condivido questo articolo. la figura di merda la fanno solo i bigotti che hanno votato.

    guardo il risultato, quello che un comune poteva fare in merito è stato fatto. viva milano

  8. Paquito scrive:

    Mi sa che il troll qui sopra non ha afferrato bene il concetto. 1) Pisapia aveva promesso in campagna elettorale che una volta eletto avrebbe istituito il Registro Comunale delle Unioni Civili; 2) Pisapia ha istituito il Registro Comunale delle Unioni Civili. Tutto il resto è figuraccia del PD.

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