Sulla questione del referendum svizzero poter dire con un certo orgoglio “ve l’avevo detto”
“La meglio democrazia” era il titolo del mio ultimo articolo su Giornalettismo.com. Denunciavo il fatto che proprio ora che, dopo il lunghissimo tirocinio del suffragio ristretto e i collassi totalitari del secolo scorso, il suffragio universale dimostra di aver raggiunto nei paesi occidentali una maturità sufficiente per sottrarsi non solo al giogo delle ideologie novecentesche, ma anche a quello dei decaloghi dispensati dai moderni chierici della democrazia, in certi, vasti, ambienti che si piccano di essere, più e meglio degli altri, democratici, liberali e progressisti – in realtà nient’altro che una ben stagionata nomenklatura - cresca oramai neanche
tanto nascosta l’insofferenza per il voto popolare. E concludevo il ragionamento con questa domanda retorica: “Cos’è, oggi, questa nostalgia canaglia delle “classi dirigenti” [nel nostro paese] se non l’inconfessato desiderio di una democrazia sotto la tutela di una casta di bramini?” Di questa deriva, le reazioni generalizzate al sorprendente – leggasi “scontatissimo” – risultato del referendum svizzero sui minareti costituiscono un’ulteriore manifestazione. E’ accaduto semplicemente che una popolazione tiranneggiata dai dogmi arbitrari di una democrazia scaduta ad ideologia, messa con le spalle al muro e ancora troppo intimidita per parlare apertamente, nel segreto dell’urna si sia sgravata delle proprie ansie e preoccupazioni. Orbi del buon senso proprio anche ai cafoni, che arrivano a comprendere termini come gradualità, selezione, maturazione, per i furieri della Caserma Democratica la società è come un’oca da foie gras da ingozzare impietosamente senza curarsi minimamente delle sue capacità di assimilazione e dei suoi gusti. Già! Si voleva che all’uomo della strada, per l’intellighenzia democratica una vera e propria cavia da laboratorio da “testare” in lungo ed in largo per saggiarne il grado di civiltà, secondo i canoni da essa stabiliti naturalmente, fino a farla gridare dal dolore, che è esattamente ciò che è successo nel paese del cioccolato al latte; si voleva dunque che all’uomo della strada elvetico non importasse un fico secco veder crescere i campanili islamici tra le verdi valli di questo angolo della vecchia Europa. Invece perfino i discendenti quasi scristianizzati dei Lanzichenecchi a questa prospettiva si sono sentiti toccati nella carne viva, come e peggio dei Padani; all’esultanza dei quali non basta rispondere, come hanno fatto le testoline progressiste delle nostre gazzette, con fatui giochi di parole volti ad irridere le pulsioni anti-elitarie di un volgo che si suppone berlusconiano, ma non lo è: basti vedere, ad esempio, la marea di commenti che ha sommerso quest’articolo del quotidiano francese Le Figaro. Avviene anche per la democrazia e il liberalismo, quando si riducono ad ideologia, ciò che è proprio delle ideologie: l’uomo viene rapito d’ufficio alla propria storia, e al suo posto viene messo l’uomo nuovo, senza passato, senza futuro, perché perfetto nell’eterno presente di una perfetta società. E dall’altra parte, ai nuovi arrivati nel Primo Mondo da lande lontane e da altre storie, in obbedienza alla stessa ideologia si insegna una cultura astratta dei diritti, eccedenti la sfera di quelli inalienabili, che genera individui lamentosi, arroganti, suscettibili, senza pazienza, senza perseveranza. Contrariamente a quanto espresso anche da esponenti cattolici, in merito al diritto delle religioni alla pubblica visibilità, non vi è un parallelismo consequenziale tra la questione dei minareti e quella dei crocifissi nelle scuole. Né la costruzione di minareti né la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche costituiscono di per se stessi dei diritti inalienabili, né costituiscono un’offesa a questi ultimi; e come l’assenza dei minareti a fianco delle moschee non impedisce la libertà della pratica religiosa ai musulmani, così la presenza dei crocifissi nelle aule
scolastiche nulla impone a chi le frequenta.
PAURA - E detto tra parentesi, se nel primo caso si insistesse nel dire il contrario, e cioè che la presenza dei minareti è “essenziale” alla pratica della religione musulmana, ciò sarebbe piuttosto rivelatore della “natura” dell’Islam per noi occidentali che, non lo si sottolineerà mai abbastanza, abbiamo assimilato un concetto di religione mutuato dalla “natura” del Cristianesimo. Non solo, noi parliamo “cristiano”, senza rendercene conto. Invisibili a noi stessi, siamo visibilissimi ai “Gentili” della modernità. Più di quarant’anni fa lo scrittore anglo-indiano V.S. Naipaul scriveva in “An area of darkness”, a riguardo di un problema d’igiene caratteristico della penisola indiana, la “casual defecation”: “Sanitation was linked to caste, caste to callousness, inefficiency and a hopelessly divided country, division to weakness, weakness to foreign rule. This is what Gandhi saw, and no one purely of India could have seen it. It needed the straight simple vision of the West; and it is revealing to find, just after his return from South Africa, how Gandhi speaks Christian, Western simplicities with a new, discovering fervour…”



Dovunque esista una religione di maggioranza che vuole condizionare la vita publica in base a principi non-laici, qualunque democrazia mostra inevitabilmente i suoi limiti e il referendum diventa uno strumento per colpire al cuore i diritti fondamentali degli uomini.
Articolo bellissimo!
e condivisibile da ogni punto di vista!
Ci risiamo,Zamax,ci risiamo:tu continui a vedere differenze inesistenti tra i preti musulmani e quelli cristiani.I preti sono tutti uguali in ogni parte del mondo,i preti,voglio dire, delle religioni positive,di quelle organizzazioni politiche reazionarie che utilizzano ogni istante della propria vita a cercare di ridurre e possibilmente spazzare via quanto di nobile l’umantà ha saputo produrre in termini di diritti civili e di libertà borghesi negli ultimi secoli nel nostro occidente.L’unica differenza è che i preti cristiani,nella loro peggiore versione,quella cattolico-ortodossa,hanno perso,purtroppo solo momentaneamente,visto dove sta tornando il mondo,la guerra secolare contro l’intelligenza e la ragione,da quando ,alla fine del ’700,i rivoluzionari hanno cominciato a tagliare loro la testa,in luogo di farsi torturare e squartare dalle loro sante inquisizioni.Questa guerra i preti islamici non la hanno mai persa ed è per questo che il loro potere sulle società preindustriali che controllano risulta assoluto,soprattutto perchè tengono sotto la loro spietata egemonia il complesso del sistema educativo di quelle terre disgraziate,ed esercitano senza nessuna alternativa la funzione intellettuale.E’vero,i minareti andrebbeso tutti minati alle basi di appoggio,ma per la ragione esattamente contraria a quella che ha portato gli svizzeri a prendere la nota decisione,così come andrebbe combattuta la pervicace ed ossessiva tendenza di tutti coloro che si richiamano alle inesistenti radici cristiane della societa moderna,nata dalla sconfitta di quelle stesse radici,a riportare l’orologio della storia indietro di secoli,esattamente a dove si trovano ancora oggi i cosiddetti paesi musulmani,là dove,a regolare i rapporti tra gli esseri umani sono prevalentemente le ubbie sessuofobiche,maschilistiche,analfabetiche etc,là dove si condannano spietatamente la ragione ,la cultura,la scienza,la libertà di pensiero e le si sostituiscono con l’esercizio quotidiano della violenza gratuita e brutale,là dove,insomma,esiste ancora una miriade di idioti cardinali bellarmini che hanno il potere di fare inginocchiare dinanzi alla loro ignoranza la candida genialità galileiana.
Ipazia, ti ringrazio per la tua reazione a Zamax, che condivido completamente, inutile fari rigiri intellettuali. Come dici tu i “preti” sono uguali per fondamenta ovunque, più il paese é povero e straziato, più la loro influenza é grande…
Non vedo questo grande problema, per capire quanto sia trionfante la marcia del cristianesimo basta lgge un articolo del Giornale che dice:
“L’arcivescovo Gianfranco Ravasi, ministro della Cultura vaticano, ha annunciato: «Le chiese che rimangono vuote di fedeli, che non hanno valore né per l’arte né per la memoria e la tradizione, possono anche essere vendute o demolite, qualora risultino troppo onerose per le diocesi locali».
Ci si imbatte di tanto in tanto in costruzioni con certe curvature e orpelli tipici di dimore divine. Immaginavamo che questo cambio d’uso fosse stato causato da espropri antichi, magari napoleonici, quando il Bonaparte discese in Italia sulla fine del ’700 e confiscò, demolì, rubò, soprattutto rubò, opere sacre. Capita così di entrare in ristoranti con nomi evocatori di monasteri, eremi e conventi e di venire informati dall’oste che si sta lavorando di forchetta e mandibole nei pressi di un altare trasformato in sostegno marmoreo a formaggi e prosciutti. Ora però sono i preti a vendere, e non per sacrilegio, ma per lo stesso motivo per cui si chiude un negozio che non vende più la propria merce.
In Francia accade da parecchio tempo, da subito dopo la fine del Concilio. Non si sa se sono prima cominciati a diminuire i preti o i fedeli. Fatto sta che sono calati tutti e due, e come le case dei borghi lombardi dopo la peste, molte sacre dimore sono diventate inutili, da vendere a forestieri. Nei Paesi ex comunisti gli edifici di culto erano stati restituiti alla Chiesa cattolica. Nel frattempo però l’ateismo ha fatto strage di fedeli. E dopo che quelle mura – durante il regime – erano state spogliate di ogni profumo religioso e avevano ospitato grano e segala, biciclette o proiezioni cinematografiche, riconsacrate e inutili. Meglio rivenderle. Fare gruzzolo, e spenderlo per opere missionarie.
Tutto questo però, almeno ufficialmente, non era mai stato proclamato come regola. E in Italia non era ancora accaduto. Ora pare proprio che si sia arrivati a questa resa. Fare cassa con edifici che ormai sono diventati solo un peso. Dal punto di vista tecnico – diciamo teologico – non c’è nulla di male. Le chiese si sconsacrano senza scandali da sempre. Anche nella Penisola. Una città si spopola, una strada su cui sorgeva un piccolo santuario viene dismessa. Ma questa è la prima volta da duemila anni a questa parte che – almeno a nostra conoscenza – si dà il via a una dismissione programmata delle officine evangeliche. Il tutto su direttiva di Roma. Non per ordine malvagio dei principi ma su pia disposizione dei cardinali.”
Il problema è che tutti i bei discorsi di Zamax prescindono da una realtà in cui le chiese sono piene di vecchi, in cui i cristiani praticanti sono meno di un decimo della popolazione, in cui la morale cristiana è vista come un intralcio, come nei raduni di giovani a seguito del Papa , che erano notoriamente, per chi li ha vissuti, il miglior luogo dove infrangere ripetutamente il sesto comandamento.
Quello che dico è che una religione che è identità, che è veramente parte della cultura delle persone non ha bisogno di leggi in sua difesa, queste servono solo dove si cerca di combattere il declino con la coercizione.
Nonostante le pie illusioni di Zamax questo declino sta proseguendo abbastanza spedito, e man mano che gli ultaottantenni che compongono la maggio parte dei frequentatori di chiese andranno all’altro mondo e con loro i loro coetanei preti ripescati dalla pensione, si renderà conto che una religione che vive solo nei bei discorsi dei farisei come lui e non nella coscienza delle persone è morta.
Peccato che non leggi quanto scrivo. Premesso che non si tratta di una questione specificatamente religiosa e premesso che vi è una differenza tra la “religione cristiana” e la “civiltà cristiana”, da identificarsi con l’Occidente in senso lato secondo me(ma su questo naturalmente si può non essere d’accordo), io ho scritto:
“Invece perfino i discendenti quasi scristianizzati dei Lanzichenecchi a questa prospettiva si sono sentiti toccati nella carne viva, come e peggio dei Padani; all’esultanza dei quali non basta rispondere, come hanno fatto le testoline progressiste delle nostre gazzette, con fatui giochi di parole volti ad irridere le pulsioni anti-elitarie di un volgo che si suppone berlusconiano, ma non lo è: basti vedere, ad esempio, la marea di commenti che ha sommerso quest’articolo del quotidiano francese Le Figaro.”
Quindi il “misfatto” svizzero è ancora più illuminante per gli pseudoillumnisti della vecchia Europa.
Aggiungo che è molto più rispettabile la Svizzera che nega l’autorizzazione edilizia ai minareti in conseguenza di un referendum dell’ impocrisia dei cretini che parlano di rispetto della volontà della maggioranza e poi nonostante nel 1983 25 milioni di italiani si siano espressi esplicitamente per l’abolizione di quel carrozzone inutile e fonte di spreco di denrao pubblico che è il ministero dell’agricoltura ( erano il 65% degli aventi diritto al voto ) la prima poltrona che hanno voluto è stata proprio quella del ministero in questione, forse perchè ci sono un buon numero di grossi allevatori tra i deputati della Lega?
Ma come il solito Zamax tirerà furi il discorsi della sua illuminata visione di insieme, alla distanza dalla quale lui guarda le cosè è difficle distinguere la differenza tra il cioccolato e altre sostanze meno nobili…..
Come dice pietro, la chiesa perde fedeli, nessuno segue più i precetti del cristianesimo anzi li vede come intralcio alla propria libertà.
tutte cose vere e sacrosante…eppure, nonostante questo, è esattamente questo il motivo di continuare a difendere il cristianesimo con tutti i mezzi possibili.
una civiltà, qualsiasi essa sia, ha come cardine la religione. e una religione serve non perchè svolge riti o erige templi…ma xkè da a quella civiltà dei principi morali da seguire e su cui basare la propria esistenza.
senza questi principi morali una civiltà è destinata a scomparire; decadere lentamente nei costumi e poi essere sopraffatta da una civiltà magari più giovane e meno evoluta ma con principi morali forti.
questo è quello che ha insegnato la storia (rileggersi la storia di Roma antica, o della Grecia, o anche dell’ URSS dove la religione era sostituita dal comunismo).
l’occidente è in declino e la sua fine è vicina…non velocizziamo i tempi consentendo alle civiltà forti moralmente di sopraffarci senza resistere.
personalmente, vorrei che almeno io e i miei figli vivessimo in un mondo che conosco bene…che ha tantissimi difetti, è anche marcio se vogliamo…ma almeno mi dà la possibilità di scegliere cosa fare! se fare il bene o il male è il mio libero arbitrio che me lo consente. è quella libertà individuale che c’è solo nel cristianesimo e in nessun’altra religione.
L’osservazione che facevo è che l’imposizione per legge di precetti religiosi è il modo migliore di ridurre la religione a vuote prescrizioni, e a renderla sostanzialmente irrilevante.
La chiesa cattolica si è schierata contro il divieto svizzero per l’evidente motivo che è miope opportunismo credere che serva a qualcosa limitare la libertà altrui.
La differenza tra la Svizzera e l’Italia però è evidente, tutta a favore della Svizzera, in Italia la lotta all’immigrazione clandestina è puramente di facciata, leggi sempre più severe e sempre meno applicate, in Svizzera chiunque utlizzi manodopera clandestina, anche indirettamente attraverso subapalti viene punito con una multa da 4000 franchi per ogni giornata lavorativa accertata, mentre in Italia in tutti i lavori pubblici c’è un utilizzo di manodopera clandestina, lo so per certo conoscendo persone che lavorano in quel campo.
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Questa influenza mi fa paura,anche chiedendo informazioni nei centri ospedalieri,tutto sembra un mistero,c’e molta disinformazione…
la nostra guerra oggi si fa con i voti, con i referendum…diffondendo lA VERITA’ SULL’ISLAM FONDAMENTALISTA E FANATICO. NOI NON PER UCCIDERE NESSUNO,!gli imam, nelle mosche e su internet ,alimentano l’odio per noi europei, cristiani o atei, socialisti o comunisti….solo i sinistri e chi non vuol capire ..che fanno danno a sestessi e agli altri , pensando che non c’è nessun pericolo,ma se i terroristi ogni giorno uccidono vittime innocenti intutto il mondo, e lo fanno in nome di allah, i terroristi avranno pure le loro motivazioni….ma è il modo di come fanno la guerra cheè sbagliato, non è uccidendo innocenti.o uccidendo quelli come teo van gogh…che avranno l’appoggio dell’europa ,anche se hanno l’appoggio dei servi sciocchi …come quelli come te andrea mersi……e mi dispiace moltissimo che non capiate…io non so come fate a non vedere tutto il sangue che il terrorismo islamico versa…..c’avete il cervello blindato???o siete ipnotizzati siete indifferenti di fronte a tutte queste morti….capisco i morti di sabra e chatila..e quelli sui barconi….ma non è che uccidendo altri innocenti o chi critica l’islam che vi potete difendere…i terroristi la guerra la devono fare ai loro veri nemici che sono iloro sceicchi o ricchi arabi che li opprimono….per primi ..che lasciano in poverta milioni di mussulamni che poi muoiono sui barconi o vengono disperati in europa .e questi mussulmani disperati non interessano neanche le moschee e gli imam….interessa solo sopravivere e integrarsi senza nessuna religione imposta !.ma liberi di decidere..