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pubblicato il 2 dicembre 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Matteo La Placa ha visto la moglie incinta morire forse per un caso di malasanità. Ma la prima udienza si è celebrata a fine 2007. E se passano le norme in discussione in Parlamento, non si arriverà mai a sentenza.

Palermo, Italia. Ieri davanti al palazzo di giustizia un uomo è rimasto donna incinta Il processo breve è anche questo: perse moglie e figlia, non avrà giustiziaincatenato per circa due ore, per “chiedere giustizia” e dire di no al processo breve. Ma non per una questione politica: per una questione umana. Il protagonista della vicenda è Matteo La Placa, 41 anni, nato a Sciacca in provincia di Agrigento. La Placa nel 2003 ha visto morire la moglie, Accursia Attardo di 31 anni e la figlia che lei aveva in grembo – la donna era quasi al nono mese di gravidanza – che avevano deciso di chiamare Martina. “Mia moglie e mia figlia sono morte da sei anni -si leggeva sul cartellone scritto con un pennarello secondo l’AdnKronos e io attendo ancora giustizia“.

IL TRIBUNALE E IL PRESIDENTE - Sulla sua vicenda i pubblici ministeri hanno indagato, e il giudice per l’indagine preliminare ha rinviato a giudizio otto persone. Sotto processo il primario, il suo vice, altri medici ed infermieri. La donna, dopo essere stata a Bologna per una cura ormonale, è rimasta incinta e ha proseguito la sua gravidanza a Palermo, dove è stata seguita all’Istituto Materno Infantile. Aveva una sindrome da iperstimolazione ovarica. “E’ stata curata male -spiega il suo avvocato Salvatore Petronio – le è stata somministrata una sola fiala di albumina. Per questo è morta, nei polmoni si erano formati oltre 3 litri e mezzo di liquido. E’ morta per edema polmonare“. Per gli otto, l’accusa è di omicidio colposo e falsificazione di atti. Per il primo, la pena massima prevista è cinque anni, per il secondo poco meno. “Se fosse già approvato il processo breve -spiega La Placa- a quest’ora il processo andrebbe praticamente in prescrizione e io non avrei mai giustizia per mia moglie e mia figlia“. Dopo circa due ore di “manifestazione singolare” tra lo stupore dei passanti, Matteo è stato ricevuto dal presidente del tribunale Giuseppe Rizzo. “Mi ha assicurato – ha detto – che le udienze saranno accelerate e che seguirà l’iter processuale“. La prossima udienza è fissata per il prossimo 7 dicembre. La prima si è celebrata il 18 dicembre 2007. “Ma la sentenza è ancora molto lontana“, dice. Il giudice monocratico che dovrà decidere è Daniela Vascellaro.

ALFANO DIXIT - Ieri in commissione giustizia al Senato il ministro tribunale 2 web  400x300 Il processo breve è anche questo: perse moglie e figlia, non avrà giustiziaAlfano ha ribadito che “il livello di impatto delle ddl processo breve è dell’1% e fa riferimento a oltre 3,3 milioni di procedimenti pendenti. Se si fa invece il calcolo sulla fase dibattimentale di primo grado, e quindi si cambia il parametro, su oltre 391mila processi pendenti in quella fase si estinguerà il 9,2% dei processi”. Il vice presidente del Csm Nicola Mancino ha invece affermato che “allo stato nessuno può dire con sufficiente certezza a quanto ammonti la percentuale dei processi che ricadrebbero nella sanzione di estinzione ipotizzata nel disegno di legge in discussione. Ciò che in questo momento è possibile ricostruire è la condizione delle diverse realtà giudiziarie del paese ed effettuare un conteggio non troppo approssimativo del numero dei processi a rischio“. Chissà quante storie simili a quella di La Placa ci sono in mezzo a tutti quei numeri.

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