Se il PD regala a Berlusconi l’impunità

1 dicembre 2009

“Non da statista, ma è legittimo difendersi nei processi e dai processi”: non si era francamente capito finora che la vittoria di PierluigiBersani alle primarie del Partito Democratico significasse automaticamente che Enrico Letta sarebbe diventato il portavoce del PD sulla giustizia, e che quindi, affidandosi a un’intervista al Corriere della Sera, il nipote di cotanto Gianni potesse dare la linea su uno dei temi più scottanti e delicati per l’elettorato.

Eppure sembra proprio che sia così: ieri Letta junior andava in giro a dire la sua parlando a nome del partito, e subito dopo Bersani ha confermato la linea: “Berlusconi ritiri il processo breve e ripartiamo dalla bozza Violante per la riforma della giustizia, il problema c’è“, ha detto il neoeletto segretario. Purtroppo ritornando a commettere un errore che costerà caro: il Popolo delle Libertà ha subito risposto picche all’offerta, ma nel frattempo Antonio Di Pietro ha avuto di nuovo buon gioco nel dire che così gli elettori non lo seguiranno, e probabilmente si sposteranno da lui.

Una previsione tanto facile quanto vera. Per quanto possa costituire un atteggiamento da fini statisti dire che Berlusconi ha vinto le elezioni e deve essere lasciato governare, sostenere – come ha fatto Letta - che il PD non proverà nessun colpo di mano, e che punta alla scadenza naturale della legislatura, mentre è necessario un salvacondotto per la giustizia del premier, è sbagliato da tutti i punti di vista. In primo luogo, perché basta non avere una memoria cortissima per ricordare che in occasione del precedente governo (quello di Prodi) l’atteggiamento dell’allora opposizione era esattamente l’opposto di questo. E non c’è che dire: ha pagato, elettoralmente parlando. Il trionfo di Berlusconi alle urne del 2008 è arrivato a causa del ridicolo comportamento della maggioranza che ha sostenuto il precedente governo, è vero, ma di certo ha aiutato la vittoria del PdL l’estrema  militanza di Silvio, che ha cominciato la campagna elettorale il giorno dopo la chiusura delle urne, nel 2006. E non si capisce mica perché mentre questo al Cavaliere è permesso, al PD dovrebbe essere inviso in nome di un fair play istituzionale che nei fatti si applica a senso unico.

In ultimo, qui c’è un problema di metodo. Non risulta che Letta, il quale in altri tempi annunciò che avrebbe votato sì al decreto Eluana ad esempio, sia stato in qualche modo investito della carica di maitre à penser da qualcuno che aveva i galloni per farlo. Gli uomini di relazione servono molto per la diplomazia, ma – come direbbe D’Alema - quante divisioni ha il giovane Letta? Quanto pesa elettoralmente uno come lui, e perché è diventato l’interlocutore privilegiato per i rapporti con il Quirinale e la maggioranza? Se è Letta a dare la linea, anche se questa linea non è gradita ai potenziali elettori, che si dica esplicitamente. Per il PD è finito il tempo dell’improvvisazione. Se questa deve essere la posizione del partito, ci dev’essere qualcuno che lo dica chiaramente. E soprattutto, che se ne assuma le eventuali responsabilità.

(vignetta di Bucchi)

3 commenti a Se il PD regala a Berlusconi l’impunità

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  2. maria teresa

    Questo atteggiamento mi ricorda tanto il vicino di Homer Simpson, Ned Flanders: il PD è diventato proprio un partitino buonino buonino.

  3. ipazia

    L’uomo Bersani lo conosciamo da pero,la cordata cui appartiene ha già dato ampie prove di sé,il capocordata viene dall’aver appena messo a repentaglio quel poco di credibilità rimasta al partito (Partito?)quando si è battuto avidamente per barattarne l’autonomia con la propria poltroncina europea tanto prestigiosa (Ricordate Bertinotti che dà il via alla distruzione di R.C. per poter esibire i maglioncini di purissima lana sullo scranno più alto di Montecitorio?),le prime mosse del segretario ribadiscono la sudditanza del partito nei confronti dei preti e dei padroni;allora quale esponente migliore del cavaliere dalle due staffe può rapprentare la politica del P.D.Domanda:quanti altri milioni di onesti democratici resteranno a casa alla prossime elezioni regionali?

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