Gli imprenditori che prendono gli immigrati in nero «sono farabutti». Ad affermarlo è il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, secondo il quale un alleggerimento della pressione fiscale in questo caso non serve. «La differenza non è in un taglio del 5 o del 10% dei contributi – ha affermato intervenendo ad una trasmissione su radio-Rtl – ma sul fatto di essere farabutti o persone perbene. I lavoratori immigrati in nero sono dovuti alla nostra cattiva economia, sono l’altra faccia della nostra cattiva coscienza». Gli imprenditori farabutti, sempre secondo il ministro, «invece di pagare 100 pagano 10. Chiudiamo gli occhi per non guardare le responsabilità e puntiamo il dito contro di coloro che non ne hanno. Il problema a livello di grandi numeri, non è il delinquente extracomunitario ma quello comunitario, imprenditori che sfruttano il lavoro nero, è ora di aprire gli occhi, e far pagare a chi finora non ha mai pagato. La legge è uguale per tutti, quindi comincino a pagare senza né sé, né ma, coloro che abitualmente sfruttano persone a basso costo per i loro sporchi guadagni. Ricordiamo che i primi accusatori ed i primi a puntare il dito, sono proprio coloro che facendo della pura demagogia raggirando e sfruttando ogni tipo di opportunità per fregare il prossimo alla luce del sole istaurano un clima di paura, tensione e guerra tra i poveri. È una delle misure contenute nel decreto sicurezza, secondo l’articolo 5, “chiunque cede a titolo oneroso un immobile di cui abbia la disponibilità ad un cittadino straniero irregolarmente soggiornante nel territorio dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. Ma di questi palazzinari che sfruttano il prossimo, qualcuno è mai stato messo in galera?!
Pier Vittorio Sodano



