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pubblicato il 30 novembre 2009 alle 17:30 dallo stesso autore - torna alla home

La possibilità di un’indagine per concorso esterno in associazione mafiosa mette i quotidiani di centrodestra in agitazione: fioccano gli articoli contro il piano eversivo delle procure e della solita Repubblica.

silvio20berlusconi20si2 Mafia, Il Giornale e Libero guidano la contraerea di SilvioIl fatto che Berlusconi possa venire indagato per le stragi di mafia dei primi anni ’90 (N.d.r.: e non sarebbe la prima volta…) è a tutti gli effetti una brutta gatta da pelare, per chi deve difenderlo per contratto. Parlo, ovviamente, dei giornalisti di Libero e de Il Giornale, non mi riferisco certo ai suoi avvocati, dal momento che quelli sono impegnati a trasformare reati in onorificenze per via legislativa. Il compito di Feltri & Co. stavolta è piuttosto arduo: certamente si può riuscire a sindacare sulla legittimità o meno dell’evasione fiscale, lo abbiamo visto in passato, si può affermare che il concorso esterno in associazione mafiosa è un reato che non esiste, come Marcello Dell’Utri insegna, ma quando si toccano le morti di Falcone e Borsellino diventa un po’ più difficile affrontare la questione senza che gli elettori del PDL si pongano qualche domanda. Ecco quindi che la potenza di fuoco del quarto reggimento giornalisti d’assalto del PDL deve essere utilizzata tutta in direzione delle procure di Palermo e Firenze (le cartucce inesplose vengono recapitate a Fini, come avvertimento).

QUALCHE ESEMPIO - La tesi fondamentale, la sappiamo tutti, è questa: Repubblica vuole sovvertire il governo; i pentiti di mafia hanno lo stesso obiettivo. Gli articoli di Repubblica che parlano di Spatuzza e delle indagini vengono chiamati da Il Giornale e Libero, come di consueto, “articolesse”. Il fatto che si declini al femminile un nome che femminile non è, soltanto per ridicolizzarlo, dimostra che in quelle redazioni è ben radicato un becero sessismo di serie B e, anche se è un’informazione un po’ estemporanea, è bene farlo notare. Soltanto nella giornata di Domenica 29 novembre, sulle pagine dei due illustri quotidiani sopra citati, si può trovare una vera e propria bibliografia a riguardo della vicenda Premier-Mafia e, indovinate un po’, si tende a non dare molto credito ad un’eventuale colpevolezza del Supremo. Strano. Riporterò solo una parte degli articoli, perché sono davvero troppi. Consideratelo un freddo campionario dell’anti-giornalismo. Cominciamo con gli articoli di Libero:

SILVIO, GIRANO LE BALLE
Le procure che indagano per incastrare Berlusconi le sparano sempre più grosse. (Link)
La tesi dell’accordo fra “Piovra” e cavaliere non sta in piedi. Ecco tutte le bugie…
Belpietro apre così la prima pagina del suo quotidiano a tiratura nazionale. Solo nel sottotitolo si accusano le procure di cercare di “incastrare Berlusconi”, di “spararle sempre più grosse” e di dire bugie…
In certi paesi affermazioni del genere potrebbero costituire un reato. Per esempio in Italia.

Dal 94 ad oggi dietro le indagini c’è lo stesso carabiniere. (Link)
Un articolo in cui si sottolinea come sia incredibile il fatto che il colonnello Paolo La Forgia nel ’93 consegnasse avvisi di garanzia a Berlusconi ed ora, a distanza di 15 anni, ancora non si sia arreso e sia sempre dietro alle indagini sul premier. Forse secondo Libero ora dovrebbe consegnare pizze a domicilio.

“Stiamo compatti contro i teoremi di Repubblica e certi pm” (Link)
Una simpatica intervista al duemiladuecentotrentaduesimo tesserato della P2, l’onorevole Fabrizio Cicchitto, che ci spiega, fra le cose, che anche nel caso in cui Berlusconi ricevesse un avviso di garanzia da parte della procura di Palermo, non si dovrebbe dimettere perché “[…] si tratta di un’indagine basata sul nulla. Gestita da un giornale come Repubblica (che assomiglia sempre di più all’agenzia Pinkerton) con intere paginate che hanno l’obbiettivo di costruire un’istruttoria contro il cavaliere”
Quindi, secondo il capogruppo alla camera del PDL, ormai le indagini le gestisce direttamente Repubblica e quella cosa inutile che risponde al nome di “legge” ormai è stata bypassata.

feltrivittorioweb400x30 Mafia, Il Giornale e Libero guidano la contraerea di Silvio“IL PREMIER NON E’ INDAGATO”. EPPURE INDAGANO LO STESSO.
Le procure adesso fanno le sibille per continuare a infangare il premier. Firenze nega l’avviso di garanzia, Palermo frena ma gioca con le parole. (Link)
Non servirebbe nemmeno farlo notare, ma Pierluigi Vigna, ex procuratore antimafia, tiene a precisare che in effetti non si può dire ad un indagato per mafia che è indagato.
Le motivazioni sono di facile comprensione, se non si scrive per Libero.

Le accuse assurde del quotidiano
BOMBAROLO E’ POCO, SILVIO SOCIO DELLA MAFIA. (Link)
Il quotidiano che rilancia accuse assurde, ovviamente, è Repubblica. Considerando che le indiscrezioni sulle indagini a carico di Berlusconi provengono puntualmente da giornali a lui vicini, rimane un mistero perché Repubblica non possa nemmeno azzardarsi a nominarle.

Passiamo ora ai pezzi di puro giornalismo d’inchiesta targati “il Giornale”:

“La Piovra” quella serie nazional-popolare che oggi scatenerebbe veleni e dietrologie. (Link)
Ovvero: “Come attaccare una serie televisiva datata 1984 per coprire le indagini a carico del proprio datore di lavoro”.

Il Teste anti-Silvio: Così ho sciolto bimbi nell’ acido. (Link)
Ovvero: “Come annullare la credibilità di un testimone facendo notare che è un sadico assassino.” Poco importa che uno che scioglie bambini nell’acido, pur accusando Berlusconi, non può certo sperare in sconti della pena.
Per intenderci, posso anche sapere chi ha ucciso John Fitzgerald Kennedy, ma se lo confesso dopo aver ammesso di aver sciolto dei bambini nell’acido, questo non mi eviterà la galera.

Quel doppio attacco al portafogli di Berlusconi. (Link)
Ovvero: “Come e perché tutta le storie di mafia che tangono Berlusconi sono solo un espediente di De Benedetti per spillare soldi al povero premier”

Tra Silvio e la Piovra, “Repubblica” sceglie la Piovra (Link)
Articolo in cui le opinioni del mafioso Spatuzza vengono giudicate risibili, portando come prove le opinioni dei mafiosi Graviano.
Un po’ come dimostrare che Himmler mentiva portando le testimonianze di Hitler, che è più affidabile.

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