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Spazio Sportdi Vincenzo Ricchiuti
pubblicato il 30 novembre 2009 alle 08:00 dallo stesso autore - torna alla home

Al 14° miglio l’Inter irrobustisce il vantaggio, il Milan incontra l’isola giusta, alla prossima derby della Capitale (e) d’Italia

Giornata di avvento, la quattordicesima, prima dei verdetti: Juve-Inter, che fine faranno i nostri eroi di Cempions, lodo Giraudo. Negli anticipi, Di Natale show al Friuli contro il Livorno. Un goal su punizione, inutile precisarvi il migliore di giornata, splendido. Cinque o sei conclusioni di repertorio. Di testa, da fuori, in rovesciata: ci sono alcuni giocatori e di conseguenza le loro agenzie di viaggio in bilico sul dove andare a Giugno-Luglio del 2010, c’è chi si sposerà per disperazione (contenta la sposa), ma non portare Di Natale ai mondiali al momento è del tutto impossibile. Più avanti si vedrà. Occhio anche a Floro Flores, divenuto cattivo e concreto e pure più lungo. Di contro, il Livorno non è che sia stato a guardare. Avrebbe anche potuto impattare la gara, ha la fortuna di avere un Candreva che da apertura 5v9xbcs8dinatale f 192384 Un altro mondo è possibile (forse a dicembre)quando ha mercato e sa che andrà via sente molto la maglia che indossa. Però ha il problema di aver sbagliato il centravanti: con quel Lucarelli sciupone, rissoso e frustrante non si salveranno.

POI - Nel derby dei derby, quello di Genova, si riconferma invece la superiorità cittadina del Genoa. Sbagliata la presentazione alla vigilia del match come un viatico per la Cempions: il Genoa lotterà per i due posti della coppa minore che già sta facendo quest’anno, la Samp in Europa non andrà proprio per niente. Anzi, forse va in B. Non c’è assolutamente paragone tra le due squadre, una infoiata ed animalesca nell’imporre le regole di casa e l’altra molle, ingenua e sdraiata sul concetto che nel calcio si possa resistere con i colpi di genio del suo solista all’ira di Dio. Il Genoa produce il solito inferno piegando anche gli auricolari tra arbitro e guardalinee come nel caso del primo rigore: nel dubbio quando sei in quel catino lì persino uno come Rosetti deve disturbarsi a controllare. Due rigori in un derby, che ci stiano o meno non fa differenza, di solito non te li danno perché di solito in una stracittadina il fattore campo non fa differenza. Cassano mezzo svogliato, mezzo picchiato è l’emblema delle scelte di vita quando sei all’apice: la tranquillità va bene per rifiatare, non per fare carriera. Se sei ambizioso, cominci ad arrabbiarti o con gli arbitri come faceva il Mancio gli ultimi anni di Doria o con te stesso come pare stia facendo il Fantantonio di Bari Vecchia. Senza Mourinho, l’anno prossimo fossi in lui la farei finita con la fuffa a misura d’uomo e mi proporrei all’Inter. La quale vince con merito sulla Fiorentina. L’ha presa a pallate, e il rigore in casa a cinque dal termine s’è concessa persino la beffa che c’era. Mou forse andrà via, al Real se non lo brucia per tempo Capello, al prezzo di sette milioni di euro di buonuscita: il sostituto sarebbe Spalletti perché Moratti dopo aver vinto tanto sta ricominciando forse per crearsi un antagonista (se stesso) come ai tempi della staffetta Simoni-Lucescu con la menata del gioco. Spalletti alla Beneamata sarebbe l’ultimo modo sicuro per gli juventini di battere l’Inter visto lo score di Luciano con i bianconeri. La Fiorentina va bene in Cempions e le conviene fare benissimo se vuole restarci nel 2011: è in mucchio a tre punti dalla zona Cempions ma per essere una squadra di testa perde troppe partite (cinque ed è al suo secondo stop consecutivo) e segna poco. La giocata di Gila sul palo bellina, la parata di Frey su Etò’o tutto solo anche meglio. Tuttavia si uccidono anche così i buoni cavalli. Se non diventa più brutta le rimarranno solo le bomboniere dei testimoni.

PARTE SINISTRA - In classifica le fan compagnia il Bari e la Roma. Il primo ha superato sol nel recupero il povero Siena. Lombardi Stronati, il senese patron, sensibile da buon padrone dell’Ambra Jovinelli al teatro dei drammi pietosi ha deciso di richiamare in panca un Malesani sul viale del dimenticatoio. Malesani è uno che in passato ha fatto giocare bene le sue squadre, è stato alla Fiorentina dove s’è classificato primo nella galleria dei viola più brutti di sempre, ha vinto col Cavalier Tanzi, imitato il Trap in Grecia e poi boh stato fuori dal giro e beccato una retrocessione due anni fa con l’Empoli in cui giocava Giovinco. Quella almeno era in compartecipazione, questa qui col Siena che ha rilevato sarà probabilmente solo la sua. Pagato com’è per salvare il presidente dalla inferocita folla targata MontePaschi. Col Bari gli stava riuscendo il botto di vincere fuori casa lì dove di goal non ne beccano mai: miglior difesa con l’Inter a undici goal, addirittura in casa subiti sino al goal del Siena soltanto due, manco avessero abolito le porte. La Roma ha una delle peggio difese del torneo, alla pari con l’Atalanta che ha battuto a casa sua, ma anche un buonissimo attacco, il terzo della serie A, ventiquattro a ventisei di Genoa e Juve secondi. La difesa giallorossa rappresenta ancora la vera spina nel fianco: becca troppo specie fuori casa e con gli orobici causa anche un rigore non concesso di Juan su Tiribocchi. Ranieri che è il più furbo di tutti dopo aver dato ragione a Moratti sui cori a Balotelli da quando beninteso dare ragione a Moratti significa dare torto a Mourinho ha perculato la critica parlando nel dopo gara di una prestigiosa vittoria esterna che di fatto azzera la depressione post Milan di gioco che ancora non c’è. Figurarsi che cosa gli frega a Ranieri del gioco, quando c’è la salute dei punti. Comunque. Parlar di numeri alla Tosatti fa male, ricorderete tutti che fine abbia fatto quello chranieri101 Un altro mondo è possibile (forse a dicembre)e li scandagliava meglio di tutti, è morto dopo tanto piacere come un cane rognoso dal dispiacere. Io non ci tengo. Perciò non vi dirò che la Juve in fondo ha gli stessi punti dell’anno scorso e come l’anno scorso, dove non si esonerò nessuno prima almeno di pareggiarlo, arriva alla vigilia del derby d’Italia a distanze di tutta tranquillità per il cuore. Lo stesso distacco dall’Inter può dirsi una novità. Prima di perdere con la squadra sponsorizzata da Dahlia tv la quale come tutte le nuove tv è essenzialmente un canale di pornografia i cinque punti dalla capolista erano i punti sciupati con Bologna e Napoli. E si può continuare. Ferrara ha ragione nel dire che a Cagliari la sconfitta è stata immeritata. Il pari avrebbe reso maggiore giustizia alla gara, contraddistinta da un rigore solare non concesso su Amauri asfaltato e da un salvataggio clamoroso di Marchetti su Chiellini a botta sicura, e alla sua fantasia. Ferrara è un 110 e lode a Coverciano e sono ormai due partite che ce lo mostra per bene. Con il Bordeaux, Del Piero trequartista sinistro nel modulo di Spalletti come primo tempo: secondo tempo visto che non bastava, rombi, 4-4-2, 4-2-2-2, e per finire visto che manca poco persino l’albero di Natale. Poiché Del Piero fuori ruolo non ha reso nulla ma in quei momenti statistici in cui lo chef lo ha messo casualmente al posto giusto un pallone da spingere in rete lo aveva pure fornito, col Cagliari è stato giubilato a furor di popolo. Se voi conosceste gli antidelpieristi, amereste gli antijuventini. Al posto di Del Piero fuori ruolo, Marchisio rientrante come Del Piero e sempre fuori ruolo. Ma il mister, e tutte le sue versioni e portate, non si tocca. Giù le mani da(i) Ferrara. Ha imparato. Nel dopo gara scarica su Diego: parla del tempo, ha smesso di fare autocritica e dà la colpa a chi può darla. Inutile prendere un altro: l’allenatore già ce l’abbiamo.

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