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	<title>Commenti a: Guida intergalattica all&#8217;informazione dal basso</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: mazzetta</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/43241/guida-intergalattica-allinformazione-dal-basso/#comment-41837</link>
		<dc:creator>mazzetta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 21:12:39 +0000</pubDate>
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		<description>l&#039;articolo mi sembra molto deficitario e tirato via, dimenticando per esempio di citare le BBS, le prime chat, i gruppi, le mailing-list e le newsletter, che agli esordi della rete  costituirono l&#039;ossatura del discorso &quot;pubblico&quot; telematico anche nel nostro paese
poi, parlndo d&#039;informazione dal basso, come dimenticare il contributo offerto da Indymedia, con il sito italiano ad assumere grande rilevanza nel network internazionale?
come dimenticare il contributo della comunità hacker allo sviluppo del mediattivismo, come dimenticare l&#039;esistenza stessa del mediattivismo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;articolo mi sembra molto deficitario e tirato via, dimenticando per esempio di citare le BBS, le prime chat, i gruppi, le mailing-list e le newsletter, che agli esordi della rete  costituirono l&#8217;ossatura del discorso &#8220;pubblico&#8221; telematico anche nel nostro paese<br />
poi, parlndo d&#8217;informazione dal basso, come dimenticare il contributo offerto da Indymedia, con il sito italiano ad assumere grande rilevanza nel network internazionale?<br />
come dimenticare il contributo della comunità hacker allo sviluppo del mediattivismo, come dimenticare l&#8217;esistenza stessa del mediattivismo?</p>
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		<title>Di: Reverse cowgirl</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/43241/guida-intergalattica-allinformazione-dal-basso/#comment-41690</link>
		<dc:creator>Reverse cowgirl</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:53:21 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; una visione realista dello &quot;stato dell&#039;arte&quot;. Però va ricordato come l&#039;uso e il consumo dei mass media ha ormai raggiunto dimensioni ed intensità stupefacenti. La visione della tv è una abitudine di massa radicata profondamente nel costume quotidiano. E&#039;, in un certo, senso essa stessa &quot;pane quotidiano&quot;. Internet, ancora non lo è. La Tv nei primi anni &#039;50 era uno strumento &quot;mitico&quot; però accessibile, pedagogicamente passivo, ma aperto a tutti. Inoltre, ha influito sul costume del nostro paese ma l&#039;ha pure subito. Vedere un ballerina scosciata, fino agli anni &#039;70,  faceva ancora scandalo. Oggi, invece, vediamo cose vomitevoli, alle quali però ci siamo alla fine assuefatti, più o meno tutti. Internet, viceversa, è vittima delle sue stesse tante eterodosse libertà. 

Non sottovaluterei poi il fattore generazionale. La vecchietta di Tremonti (quella che non sa usare la carta di credito, tanto per intenderci) probabilmente non sa avviare nemmeno una connessione ad internet. La tv, invece, ti entra in casa, tutti sanno premere un pulsante del telecomando e non ti chiede altro sforzo intellettuale. Io la metterei in questo modo. E&#039; una guerra tra pigrizia o se vi pare ozio e curiosità intellettuale. Una popolazione, di fatto, vecchia come quella italiana, difficilmente lascerà la via vecchia (la pigrizia) per quella nuova (la curiosità) o comunque lo farà molto più lentamente rispetto ad altre. Tanto è vero che nell&#039;articolo si parla esplicitamente di internet italiana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una visione realista dello &#8220;stato dell&#8217;arte&#8221;. Però va ricordato come l&#8217;uso e il consumo dei mass media ha ormai raggiunto dimensioni ed intensità stupefacenti. La visione della tv è una abitudine di massa radicata profondamente nel costume quotidiano. E&#8217;, in un certo, senso essa stessa &#8220;pane quotidiano&#8221;. Internet, ancora non lo è. La Tv nei primi anni &#8216;50 era uno strumento &#8220;mitico&#8221; però accessibile, pedagogicamente passivo, ma aperto a tutti. Inoltre, ha influito sul costume del nostro paese ma l&#8217;ha pure subito. Vedere un ballerina scosciata, fino agli anni &#8216;70,  faceva ancora scandalo. Oggi, invece, vediamo cose vomitevoli, alle quali però ci siamo alla fine assuefatti, più o meno tutti. Internet, viceversa, è vittima delle sue stesse tante eterodosse libertà. </p>
<p>Non sottovaluterei poi il fattore generazionale. La vecchietta di Tremonti (quella che non sa usare la carta di credito, tanto per intenderci) probabilmente non sa avviare nemmeno una connessione ad internet. La tv, invece, ti entra in casa, tutti sanno premere un pulsante del telecomando e non ti chiede altro sforzo intellettuale. Io la metterei in questo modo. E&#8217; una guerra tra pigrizia o se vi pare ozio e curiosità intellettuale. Una popolazione, di fatto, vecchia come quella italiana, difficilmente lascerà la via vecchia (la pigrizia) per quella nuova (la curiosità) o comunque lo farà molto più lentamente rispetto ad altre. Tanto è vero che nell&#8217;articolo si parla esplicitamente di internet italiana.</p>
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