Un parere sull’aborto, sul dolore catartico, sulla vita negata
Voglio immaginare due embrioni appena “abortiti” , cioe’ due futuri bambini a colloquio ai quali e’ stato impedito di venire al mondo. ” Ehi, tua madre come ti ha fatto fuori ? “- dice il primo. “Mah, io sono fortunato, mi ha ammazzato con un bell’aborto chirurgico in piena sintonia con la legge 194 ! “- risponde l’altro. ” Beato te! Mia madre, invece, mi ha fatto secco con una bella pillola: l’ Ru-486 ! Una vera novita’ della chimica ! Certo e’ un mondo strano quello in cui potevamo nascere, ci si arrovella sul come uccidere senza dolore e senza rimorsi. Di certo tua madre ti voleva piu’ bene della mia ! La tua ha scelto di soffrire, di ricoverarsi in ospedale , di farsi aprire le viscere davanti a medici e infermieri, insomma ha scelto il dolore… mentre ti negava il diritto di venire al mondo. La mia , invece, no ! Ha preferito una pillola. Una sola odiosa pillola per ammazzarmi. Ho sentito dire che e’ una conquista di liberta’…..ma non capisco dove inizia la liberta’ delle madri e dove
finisce la mia. Ah gia’, spesso dimentico che sia io che te siamo due embrioni, non siamo persone, non abbiamo diritti legali. Ma tu hai capito , in fondo, di cosa trattano questi diritti ? “.
PERCHE’ - Scusate la provocazione, chi scrive e’ francamente ateo ed impermeabile ad ogni dottrina religiosa ma coltiva ed educa i propri figli al rispetto della vita in ogni sua forma. L’ odierna diatriba sull’RU-486 la considero meschina ed ipocrita poiche’ non affronta il problema di fondo ma ci gira intorno con una sapienza disumana. Un aborto e’ sempre un aborto ed e’ una scelta personale e dolorosa che segna la vita di ogni donna che decide di praticarlo. Ho sempre trovato disgustose le tavole rotonde, i simposi scientifici durante i quali si cerca di tracciare una linea di confine netto tra i diritti dell’embrione e quelli della madre. Noi tutti siamo stati embrioni, oggi abbiamo la fortuna di essere persone e questo dato NON lo dobbiamo dimenticare MAI. In un certo senso stiamo disquisendo se sia meglio usare la sedia elettrica o l’iniezione letale per espletare una condanna a morte. Ci stiamo arrovellando il cervello nello scegliere se sia meno barbara la puzza di carne bruciata e gli occhi che schizzano fuori dalle orbite di un condannato, o se lo sia il vederlo esalare l’ultimo respiro incatenato ad un letto dopo che gli sia stato iniettato il veleno.
FOCUS – Le opposte fazioni politiche che si contrappongono, che parteggiano per l’una o l’altra metodica di aborto, sono una esaltazione dell’ipocrisia, dell’individualismo, del diritto arrogante di chi vuole scegliere a danno di chi non ha la forza di difendersi. NOn credo vi sia nessuna scelta di liberta’, nessun diritto, nessuna civilta’ nel praticare un aborto classico o prendere una pillola. Il crimine resta lo stesso. Con un recupero di dignita‘, e fuggendo dai consueti mezzucci della nostra politica, dovremmo spostare l’attenzione sulla LEGGE 184 e non sull’RU- 486. Se uno stato dichiara legittimo l’aborto e’ ovvio che deve mettere in condizione chi lo pratica di poterlo fare nel migliore dei modi, deve tutelare la salute della donna e non starsi a preoccupare se quella azione sia o meno permeata di quel “dolore catartico” di quella sofferenza espiatrice, tanto cara al cattolicesimo. Se il mio stato dice che e’ lecito abortire allora ogni donna deve avere il meglio , in termini di sicurezza e di rispetto, per poterlo fare. L’ RU- 486, nello specifico, assolve alla sua funzione con piena efficacia e sicurezza e non ci sono dati scientifici che “Mons. ” Roccella possa estrarre dal cilindro per dimostrare il contrario. Appare, inoltre, fuori di ogni logica che lo Stato italiano,
sempre pronto ad asservirsi alle scelte degli organismi sanitari europei ( leggasi EMEA ) in materia di autorizzazioni all’immissione in commercio di farmaci, proprio sull’RU_ 486 rivendichi una autonomia di scelta che puzza di condizionamenti dottrinali e di incenso di sacrestia. Se battaglia vi deve essere, allora si abbia il coraggio di farla a viso aperto, prendendo di petto l’intero impianto della legge 194 e riconsiderando i diritti della madre e quelli del nascituro.
IO - Personalmente ritengo l’aborto una barbarie, sempre e comunque, tanto da auspicare che uno stato civile, o presunto tale, si faccia carico di proteggere la vita di ogni suo cittadino sin dallo stato di embrione, feto o singola cellula. Se il concepito e’ un Italiano in fieri , e’ giusto che sia lo Stato tutelarlo facendo prevalere il rapporto STATO- CITTADINO su quello MADRE- FIGLIO. Sara’ , poi, una scelta consapevole della madre il voler accudire amorosamente il neonato o liberarsene lasciandolo alle cure altrettanto amorevoli dello Stato. Essere madri e’ una una scelta o, talvolta, un infortunio… essere figli e’ un diritto inalienabile.























condivido
Da madre di 3 figli penso però che ci sono casi in cui essere madri non è una scelta ed è molto più di un infortunio e le conseguenze di essere incinte per 9 mesi possono essere molto pesanti: fisicamente, psichicamente e economicamente… e siccome viviamo in uno stato dove NON esiste in concreto (per molte donne) la tutela della maternità allora…
Sul resto concordo
Lisa
[...] This post was mentioned on Twitter by Blogger Italiani, giornalettismo. giornalettismo said: Ru-486: il punto di vista dell’embrione http://ff.im/-ccOUA [...]
Ok, comincio io:
“Di certo tua madre ti voleva piu’ bene della mia! La tua ha scelto di soffrire, di ricoverarsi in ospedale , di farsi aprire le viscere davanti a medici e infermieri, insomma ha scelto il dolore… mentre ti negava il diritto di venire al mondo. La mia , invece, no ! Ha preferito una pillola”. Ho trovato questo paragrafo orribile. E’ una via di mezzo tra il classico “se proprio devi abortire almeno soffri come una bestia” e un “se mi vuoi bene piangi” portato all’estremo.
“Non credo vi sia nessuna scelta di liberta’, nessun diritto, nessuna civilta’ nel praticare un aborto classico o prendere una pillola”. Invece suppongo che libertà, diritto e civiltà siano tutte nel sequestro della gestante per tutto il periodo della gravidanza con annesso parto forzato.
“Personalmente ritengo l’aborto una barbarie, sempre e comunque, tanto da auspicare che uno stato civile, o presunto tale, si faccia carico di proteggere la vita di ogni suo cittadino sin dallo stato di embrione, feto o singola cellula”. Ma perché fermarsi alla singola cellula? Proteggiamo anche gli ovuli e gli spermatozoi, cittadini italiani in fieri vittime di una strage silenziosa.
“Sara’, poi, una scelta consapevole della madre il voler accudire amorosamente il neonato o liberarsene lasciandolo alle cure altrettanto amorevoli dello Stato”. Quindi dovrebbe funzionare così. Rimani incinta, qualunque sia la tua situazione l’ovulo fecondato ha più diritti di te quindi devi partorire per forza, dopodiché puoi scegliere: vuoi “accudirlo amorosamente” o “liberartene”? Questa sarà sicuramente una scelta molto più libera e consapevole.
non è che ci sia tanto da discutere. Ritenere l’aborto una barbarie è un’opinione, non importa quanto legittimo. Quindi, è giusto che l’autore educhi chi ha vicino a pensarla così, e lo faccia presente a coloro che conosce. Dopodiché, la libertà di pensarla in altra maniera non può essere messa in discussione da nessuna legge dello Stato. Sennò si chiama dittatura, non governo.
“Essere madri e’ una una scelta o, talvolta, un infortunio… essere figli e’ un diritto inalienabile.”
Giustissimo! una madre, anzi conviene generalizzare, una donna che vuole “disfarsi” di suo figlio può tranquillamente farlo adottare, sarebbe un gesto di notevole maturità! l’embrione è “vita” anche perchè è dotato di una particolare struttura irripetibile.
Bel pezzo!
Esistono esperienze, nella vita (e sono più di quanto amiamo poter credere), per cui pensare di sapere o solamente immaginare, risulta un atto di egoismo e d’ arroganza, niente di più, nulla di meno. Personalmente, includo in queste esperienze tutte quelle che comprendono un trauma. Siamo sempre tanto bravi a parlar di cose che non conosciamo, da pensare di possedere verità finanche in quelle scelte che non ci hanno mai sfiorato. Continuiamo a generalizzare, come dici tu, Lucia, che evidentemente non conosci il seguito reale di quello che per te è soltanto fantasia. Così ci ritroviamo a parlare di IVG e eutanasia, argomenti su cui non dovremmo neppure “argomentare”, da dietro la corazza della nostra presunzione. Mi domando, VI domando, dove andremo senza comprensione?
Grè, a me però pare di capire che l’opinione antiabortista sia proprio che l’aborto dovrebbe essere reato.
Più che di reato, parlerei di “irresponsabilità”.
Airos, io non sono antiabortista, per me uno è libero di fare quello che vuole. Per fortuna non riesco a giudicare e, se pur riuscissi a giudicare, non sarei sicura di mantenere costante il mio giudizio nel tempo. Io sostanzialmente credo che ci sia vita tanto nell’embrione quanto in me mentre scrivo. Come dice Palumbo: siamo stati tutti embrioni. Non condivido tanto la sua opinione personale che l’aborto sia un barbarie , ma il suo ragionamento secondo il quale “Se uno stato dichiara legittimo l’aborto e’ ovvio che deve mettere in condizione chi lo pratica di poterlo fare nel migliore dei modi” e che se, invece, vuole dichiarare battaglia all’aborto deve farlo non prendendosela solo con la Ru 486. Nsomma, si decida
ma no, Aioros, è che bisogna pubblicarne ogni tanto, di pezzi del genere, per spingerti a commentare
Ma infatti son contento, almeno ho qualcosa da criticare. Lucia, tu non parleresti di reato ma di “irresponsabilità” (io neanche di quella), ma mi pare che il pezzo sia abbastanza chiaro quando auspica “che uno stato civile, o presunto tale, si faccia carico di proteggere la vita di ogni suo cittadino sin dallo stato di embrione, feto o singola cellula”.
E bravo questo ateo devoto,che,si deduce,dipendesse da lui,le donne che abortiscono le manderebbe tutte in galera,visto che sono delle assassine,e non all’Inferno,come sarebbe invece sacrosanto diritto di un prete,che dice di interessarsi all’aldilà ed invece pensa esclusivamente al porco potere che esercita nel nostro mondo attraverso il millenario controllo del corpo delle donne,come avviene in ogni regime teocratico-tribale,quale sta tornando ad essere il nostro. All’articolista ricordo inoltre che,prima di essere stato un embrione,anch’egli è passato dagli stati di spermatozoo e di ovocita e che,se suo padre quel sacro giorno in cui è stato concepito, fosse ricorso a qualche pratica di autoerotismo,avrebbe nello steso modo commesso un assassinio nei suoi confronti,stante il fatto che la potenzialità procreativa esiste anche all’interno dei due elementi che la compongono.Allora vogliamo considerare boia tutti coloro che ricorrono a pratiche anticoncezionali o praticano sesso senza fini procreativi? Sul piano squisitamente teorico trovo differenze minime tra le due cose,e la posizione dei preti al riguardo me lo conferma.Se poi vogliamo semplicemente dirci in faccia cosa c’è dietro a tutta questa polemica,la cosa mi sembra banale:in attesa che questo sporco governo riesca a ritrasformare l’aborto in reato,per strappare ancora qualche voto in più alle sagrestie di tutta Italia,esso si pone l’obbiettivo di costringere le donne ad abortire nel dolore massimo possibile e sotto la mannaia della schedatura ospedaliera,per continuare a sottoporle a tutte le umiliazioni ed a tutti i ricatti che comporta oggi la pratica,all’interno di ospedali che hanno il nome di “pubblici”,ma che da tempo sono andati a finire sotto l’occhiuto controllo delle più spregevoli associazioni integraliste cattoliche che ammorbano quel poco che resta della bella laicità di questo sciagurato paese.
“tutti coloro che ricorrono a pratiche anticoncezionali o praticano sesso senza fini procreativi?” non credo che la differenza con l’aborto sia minima. Se due persone non concepiscono non concepiscono (appunto).Non vita/vita
bah. a me il ragionamento sembra tanto raffazzonato (anche per gli standard non altissimi dei pro-life ad ogni costo) che il trollometro é su livelli di guardia…
>> Personalmente ritengo l’aborto una barbarie, sempre e comunque,
>> tanto da auspicare che uno stato civile, o presunto tale, si faccia carico
>> di proteggere la vita di ogni suo cittadino sin dallo stato di
>> embrione, feto o singola cellula
ok, allora l’autore cominci a dare il buon esempio smettendo di lavarsi le mani: nelle cellule di pelle che vengono rimosse da ogni abluzione (a migliaia!!1!11!) sono presenti, in potenza, i geni di altrettanti piccoli italiani, di cui uno Stato civile dovrebbe farsi carico.
smetta di fare l’amore con la propria partner, inoltre: tutti quei milioni di spermatozoi sprecati per (forse) un solo, banale concepimento!!!
propongo inoltre di istituire uno stato giuridico aggiuntivo a quelli di “cittadino” ed “essere umano”: quello di “donna incinta”:
dal momento della fecondazione – e fino alla conclusione felice del parto – alla donna vengono sospesi i suoi diritti umani e di cittadinanza; essa diventa una fattrice al servizio dello Stato, che esercita su di lei ogni diritto di controllo (ivi compresa la carcerazione od il trattamento sanitario coatto, se rifiutasse di collaborare con la naturale conclusione del concepimento).
in un secondo tempo si affronti anche il seguente dilemma etico-giuridico: che fare delle donne che – consapevolmente – non vogliono avere figli?
la loro potenza di fattrici al servizio dello Stato permane, e non si dovrebbe permettere al singolo di privare lo Stato stesso di un Piccolo Italiano in potenza;
sarebbe inoltre paradossale che qualcuno possa scegliere di non donare un figlio allo Stato, ma chi si trovasse a portarne uno in grembo (volontariamente o no) e non volesse (o non avesse mai voluto) portare a termine suddetta gravidanza sia invece cotretto a farlo (salvo poi “affidare il bambino alle amorevoli cure dello Stato”).
si consideri pertanto una soglia minima obbligatoria di gravidanze che una donna italiana sará tenuta a portare a termine, con sanzioni e pene da stabilirsi.
[ame.]
il punto è che gli aborti si son sempre fatti in barba a tutte le leggi
per evitare che ci siano aborti bisogna evitare le gravidanze indesiderate e non ci sono molti modi per evitare le gravidanze indesiderate:
astinenza o contraccezione
tolta la grossa quota di aborti relativi alle gravidanze indesiderate resterebbero eventualmente quelli relativi a malformazioni/malattie gravi del feto e gravidanze in seguito a stupri
aggiungo qui
far prevalere il rapporto STATO-CITTADINO su quello MADRE-FIGLIO
mi suona molto male come frase, rievoca le maternità più o meno forzate dei nazisti/fascisti
http://www.olokaustos.org/saggi/saggi/donne/donne1.htm
D’accordo con l’abolizione dell’aborto ad alcune condizioni:
- Obbligo per la madre di concepire ed obbligo del padre di prendersi cura del figlio; in caso di fuga del padre la madre avrá diritto di rifarsi sui beni della famiglia paterna; se il padre è giá sposato dovrá farsi carico del mantenimento delle due famiglie garantendo eguali condizioni ad entrambe; se il padre nega esame obbligatorio (coercitivo) del DNA senza bisogno di approvazione del giudice… gli esami continueranno fino a che il padre non sará stato individuato;
- in caso di famiglia povera lo stato si dovrá fare carico di tutte le spese;
- in caso di stupro evirazione o castrazione chimica dell’autore (in casi estremi pena di morte), sequestro dei beni e lavoro coatto per mantenere vittima e figlio; se lo stupratore è ignoto si proceda ad effettuare esami del DNA a tappeto fino a sua individuazione.
- in caso di pericolo di vita per la madre e di suo successivo decesso, il marito dovrá seguirla nel suo viaggio nell’aldilá. Lo stato si occuperá del bambino;
- se i beni dello stato non dovessero essere sufficienti per sostenere questo sistema, si proceda al sequestro dei beni vaticani… saranno sicuramente contenti di poter contribuire a salvare le vite dei feti.
Rimango un po’ sconvolta che ci sia qualcuno che definisce l’aborto semplicemente una barbarie, rimango anche turbata dal fatto che sia un uomo è che come tale forse non dovrebbe permettersi di giudicare qualcosa di cui non potrà mai avere esperienza.
Inoltre se è un diritto essere figli, vorrete concedere che è anche un diritto inalienabile e fa parte delle libertà intrinseche di un essere umano NON essere madri, cioè non dover essere costrette a vedere il proprio corpo cambiare e mutare, per crescere un individuo che non si desidera.
Con tutto il rispetto per il miracolo della vita, per concepire un figlio ci vogliono 2 persone, ma poi chi se lo porta dentro per nove mesi è solo uno dei due, ecco allora forse a quell’uno devrebbe essere data totale libertà decisionale, senza doversi sorbire opinioni e giudizi morali assolutamente non richiesti.
Pensateci prima che i vostri spermatozoi se ne vadano in giro a far danni a dare i giudizi morali…grazie, perchè dopo sono solo cazzi nostri, e soprattutto anche il come e dove farlo direi che sono cose dove dovrebbe esserci la massima libertà disponibile, in comparazione delle più moderne e sicure tecnologie mediche.
e che si siano dei medici che fanno gli obbiettori è una vergogna, meriterebbero la radiazione dall’albo
Io credo che si possa tranquillamente essere contari all’aborto, evitando operò di giustificare questa scelta con affermazioni scientificamente campate per aria, dire che la vita inizia con la fecondazione è puramente arbitrario, l’ovulo fecondato è potenzalmente un esser umano, ma anche gli ovuli e gli spermatozoi lo sono, la decisione su quale sia il momento in cui si deve considerare la vita degna di essere difesa è etica, filosofica, ma non scientifica.
Detto questo il fatto che ci siano difensori della vita quando è un grumo di cellule privo di coscenza, possano essere conteporanemente difensori della possibilità di difendere con le armi la proprietà privata, mi sembra assurdo, se io posso ammazzare un ladro per difendere i quattro soldi che ho nel mio negozio, perchè non posso fare lo stesso con un parassita che mi sta crescendo dentro?
Il punto è che se ci fosse una buona educazione sugli anticoncezionali gli aborti si ridurrebbero a quelli in difesa della salute della donna, ma in quel caso si tratterebbe a tutti gli effetti di una legittima difesa, e allora solo un cretino potrebbe considerarli un crimine.
“ma anche gli ovuli e gli spermatozoi lo sono” certo, ma se si incontrano…
Questo è il mio punto di vista, naturalmente. Con ciò non voglio dire che condanno l’aborto, ma che ogni mia opinione sull’argomento dipende da questa mia convinzione, giusta o sbagliata che sia, che derivi dalle memorie delle lezioni di embriogenesi oppure da una filosofia personale
Ma insomma Pietro,coloro che giudicano l’aborto un crimine,sono gli stessi che si battono ad un sol uomo anche contro gli anticoncezionali e contro ogni tipo di fecondazione artificiale che bollano come cosa non naturale,come se gli antibiotici che prendono al primo raffredore si trovassero liberi in natura.A costoro non interessa niente altro che sottoporre le donne alla propria volontà,espropriarle di ogni potere sul loro corpo etc etc…L’espressione che tu hai usato “Essere contrari all’aborto tranquillamente” è ammissibile ,in una società civile,solo se questo aborto è il proprio e non quello d’altrui ( Uso non a caso una espressione tanto cara al nostro vecchio puzzone )
Cara Ipazia no, proprio no.
Qui si innescano riflessi pavloviani che non mi appartengono.
L’aborto e’ un conto, gli anticoncezionali sono un’ altra cosa e, dal mio punto di vista, credo che una sessualita’ informata e consapevole e l’uso di tutti gli strumenti adatti a prevenire un aborto siano “benedetti”.
L’integralismo da sacrestia non mi appartiene e ho la presunzione di voler credere che anche ad un embrione sia riconosciuto il diritto di vivere .
COnfondere il rispetto della vita ( altrui) con esigenze clericali e’ un qualcosa di meramente strumentale.
Ma è così difficile capire che tutti i dibattiti che hanno per oggetto il sesso ed i corollari che vi sono associati,sono,da migliaia di anni,feroci ed ipocrite canee scatenate dal potere reazionario per catturare la mente e la libertà del genere umano,prevalentemente femminile,attraverso il controllo del corpo e la demonizzazione e criminalizzazione di ogni flusso desiderativo autoreferenziale ad esso collegato? Eh,dio bono!
Caro Palombo, credo che certi pezzi richiedano un minimo di cultura. Qui è chiaro che ipazia, nonostante ci provi, non possiede le minime basi. Indispensabili. Comunque bravo, bel pezzo.
Prendo atto del fatto che nei due ultimi interventi mi si dice che ragiono sulla base di un riflesso condizionato e che non possiedo,non che solide,addirittura neppure ” Minime ” basi culturali.Ovviamente in nessuno dei due casi si entra nel merito.Prendo le affermazioni come due boutades post-prandiali serotine.
Io sti pezzi non li sopporto.
Tutti ad arrovellarsi stracciandosi le vesti per le MERULE quando nei laboratori di vivisezione, nei macelli, in cecenia e in afica succede DI PEGGIO.
Perchè non parliamo un po’ di educazione sessuale e controllo delle nascite!? Perchè i problemi so questi due, non gli aborti.
Questo è il punto di vista del maschio. Sempre e comunque. Atei devoti o clericali forsennati, ai maschi l’autodeterminazione della donna continua a non andar giù. E non gli par vero, in un frangente storico come quello attuale, pigliarsi finalmente la rivincita, i tempi sono maturi, il femminismo non va più di moda, la tv propone un modello di femmina-oggetto che essi da sempre prediligono. Su, rivisitiamo la 194 – in un altro passaggio chiamata “184″ -.
Chissà dove diavolo erano prima, questi maschi che gridano alla barbarie dell’aborto. Prima, quando l’aborto era illegale. Erano a farsi i KAZZI PROPRI. Abusavano, spesso stupravano, poi la donna se la cavasse da sola. Ricorresse alla mammana, al prete, ai diavoli, tanto la donna è sempre puttana e il bastardo se lo succi come le pare. La maternità è mica roba da maschi, hanno ben altri compiti, ben altrimenti nobili, cui pensare.
Poi è arrivata la 194 e si sono improvvisamente scoperti paladini della vita. Nascente. Embrionale. Di quella della donna chissenefrega.
Informo l’illustre moralista che ha scoperto l’acqua calda. Alle donne, contrariamente a quanto lui pensa, non piace abortire e per loro non è un passatempo. Affermare che si tratta d’una tragedia, anzi, d’un omicidio, è una tautologia.
Ma invece di domandarsi come mai si è giunti a questa situazione, il teocojon non trova di meglio che ergersi sul suo ateo pulpito per sbraitare anatemi peggio del card. Ruini. Eh no amico, questa vostra sbobba l’abbiamo digerita e vomitata da anni. O ti poni un po’ di serie domande, o ti chiedi cos’hai fatto tu per il benessere delle donne, o ti metti a ragionare – sì, a ragionare, magari nelle tavole rotonde che tu detesti tanto – di educazione e di sessualità responsabile, altrimenti chiudi il becco perché, ti piaccia o meno, i tempi delle caverne sono finiti. Finiti!
Non sei Pasolini. Sei un reazionario che si dà un’aria scapigliata, che vanta il suo ateismo ignorando che anche quest’ultimo non è sinonimo di apertura e di libertà intellettuale, così come religiosità non significa fondamentalismo e moralismo. Un vecchio, fortissimo ma sempre attuale slogan femminista diceva: “Se a praticarlo fossero gli uomini, l’aborto sarebbe già un sacramento”.
Ah, oggi è la giornala della lotta all’Aids. Molte donne concepiscono bimbi sieropositivi perché infettate dai compagni, mariti-padroni o semplici violentatori. Tu che aborri le tavole rotonde, sprechi il tuo tempo in semidotte dissertazioni sapendo che, tanto, tu mica sei una donna e non ti capiterà mai di affrontare il tema sulla tua pelle. Ebbene, domani si lavora. Ai gingilli abbiamo già dedicato troppo spazio.
Questo articolo è semplicemente indecente.
Il punto di vista dell’embrione? No, il punto di vista ottuso e volgare di chi non sa nemmeno di cosa parla.
Il dolore fisico cos’è, una forma di espiazione per aver scelto di abortire? Una scelta d’amore? Che argomentazione ridicola e penosa.
Risparmiaci immondizia come questa. Non è buona nemmeno per quelli di Comunione e liberazione….
Continuo a pensare che l’autore del pezzo riduca con i suoi articoli il livello qualitativo generale di Giornalettismo.