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Internidi Giovanni Palombo
pubblicato il 30 novembre 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Un parere sull’aborto, sul dolore catartico, sulla vita negata

Voglio immaginare due embrioni appena “abortiti” , cioe’ due futuri bambini a colloquio ai quali e’ stato impedito di venire al mondo. ” Ehi, tua madre come ti ha fatto fuori ? “- dice il primo.  “Mah, io sono fortunato, mi ha ammazzato con un bell’aborto chirurgico in piena sintonia con la legge 194 ! “- risponde l’altro.  ” Beato te! Mia madre, invece, mi ha fatto secco con una bella pillola: l’ Ru-486 ! Una vera novita’ della chimica !  Certo e’ un mondo strano quello in cui potevamo nascere, ci si arrovella sul come uccidere senza dolore e senza rimorsi.  Di certo tua madre ti voleva piu’ bene della mia !  La tua ha scelto di soffrire, di ricoverarsi in ospedale , di farsi aprire le viscere davanti a medici e infermieri, insomma ha scelto il dolore… mentre ti negava il diritto di venire al mondo.  La mia , invece, no !  Ha preferito una pillola. Una sola odiosa pillola per ammazzarmi.  Ho sentito dire che e’ una conquista di liberta’…..ma non capisco dove inizia la liberta’ delle madri e dove  Ru 486: il punto di vista dellembrionefinisce la mia. Ah gia’, spesso dimentico che sia io che te siamo due embrioni, non siamo persone, non abbiamo diritti legali. Ma tu hai capito , in fondo, di cosa trattano questi diritti ? “.

PERCHE’ - Scusate la provocazione, chi scrive e’ francamente ateo ed impermeabile ad ogni dottrina religiosa ma coltiva ed educa i propri figli al rispetto della vita in ogni sua forma.  L’ odierna diatriba sull’RU-486 la considero meschina ed ipocrita poiche’ non affronta il problema di fondo ma ci gira intorno con una sapienza disumana.  Un aborto e’ sempre un aborto ed e’ una scelta personale e dolorosa che segna la vita di ogni donna che decide di praticarlo.  Ho sempre trovato disgustose le tavole rotonde, i simposi scientifici durante i quali si cerca di tracciare una linea di confine netto tra i diritti dell’embrione e quelli della madre. Noi tutti siamo stati embrioni, oggi abbiamo la fortuna di essere persone e questo dato NON lo dobbiamo dimenticare MAI.  In un certo senso stiamo disquisendo se sia meglio usare la sedia elettrica o l’iniezione letale per espletare una condanna a morte. Ci stiamo arrovellando il cervello nello scegliere se sia meno barbara la puzza di carne bruciata e gli occhi che schizzano fuori dalle orbite di un condannato, o se lo sia il vederlo esalare l’ultimo respiro incatenato ad un letto dopo che gli sia stato iniettato il veleno.

FOCUS – Le opposte fazioni politiche che si contrappongono, che parteggiano per l’una o l’altra metodica di aborto, sono una esaltazione dell’ipocrisia, dell’individualismo, del diritto arrogante di chi vuole scegliere a danno di chi non ha la forza di difendersi.  NOn credo vi sia nessuna scelta di liberta’, nessun diritto, nessuna civilta’ nel praticare un aborto classico o prendere una pillola.  Il crimine resta lo stesso.  Con un recupero di dignita‘, e fuggendo dai consueti mezzucci della nostra politica, dovremmo spostare l’attenzione sulla LEGGE 184 e non sull’RU- 486.  Se uno stato dichiara legittimo l’aborto e’ ovvio che deve mettere in condizione chi lo pratica di poterlo fare nel migliore dei modi, deve tutelare la salute della donna e non starsi a preoccupare se quella azione sia o meno permeata di quel “dolore catartico” di quella sofferenza espiatrice, tanto cara al cattolicesimo. Se il mio stato dice che e’ lecito abortire allora ogni donna deve avere il meglio , in termini di sicurezza e di rispetto, per poterlo fare.  L’ RU- 486, nello specifico, assolve alla sua funzione con piena efficacia e sicurezza e non ci sono dati scientifici che “Mons. Roccella possa estrarre dal cilindro per dimostrare il contrario.  Appare, inoltre, fuori di ogni logica che lo Stato italiano, Embrioni Ru 486: il punto di vista dellembrionesempre pronto ad asservirsi alle scelte degli organismi sanitari europei ( leggasi EMEA ) in materia di autorizzazioni all’immissione in commercio di farmaci, proprio sull’RU_ 486 rivendichi una autonomia di scelta che puzza di condizionamenti dottrinali e di incenso di sacrestia.  Se battaglia vi deve essere, allora si abbia il coraggio di farla a viso aperto, prendendo di petto l’intero impianto della legge 194 e riconsiderando i diritti della madre e quelli del nascituro.

IO -
Personalmente ritengo l’aborto una barbarie, sempre e comunque, tanto da auspicare che uno stato civile, o presunto tale, si faccia carico di proteggere la vita di ogni suo cittadino sin dallo stato di embrione, feto o singola cellula.  Se il concepito e’ un Italiano in fieri , e’ giusto che sia lo Stato tutelarlo facendo prevalere il rapporto STATO- CITTADINO su quello MADRE- FIGLIO.  Sara’ , poi, una scelta consapevole della madre il voler accudire amorosamente il neonato o liberarsene lasciandolo alle cure altrettanto amorevoli dello Stato.  Essere madri e’ una una scelta o, talvolta, un infortunio… essere figli e’ un diritto inalienabile.

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