Berlusconi, Andreotti, la mafia e il neorealismo

29 novembre 2009

Sembrano davvero destini incrociati, quelli di Silvio Berlusconi e di Giulio Andreotti. ”Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno fare una bella figura, lo strozzo”, ha dichiarato giusto ieri l’attuale presidente del Consiglio; ”L’Italia non è fatta di soli disperati al quale rubano la bicicletta. L’italia è fatta anche di gente come Don Bosco. I panni sporchi si lavano in famiglia”, diceva all’epoca un giovane sottosegretario della corrente degasperiana della DC, Giulio Andreotti, che trasudava indignazione nei confronti di Ladri di Biciclette e di tutti quei film che “ci dipingevano come straccioni”, una cosa che all’ancora non Divo Giulio all’epoca non andava giù.

Per una mera casualità della storia, il sette volte presidente del Consiglio si è salvato per il rotto della cuffia da un’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, lo stesso reato contestato a Marcello Dell’Utri (condannato in primo grado) e che oggi, secondo alcuni giornali vicinissimi al premier, potrebbe toccare al Cavaliere: ipotesi improbabile visto che è stata smentita dalla Procura di Firenze. Ma che comunque ha riempito le pagine del Giornale e di Libero con tanto di conferma, per il quotidiano di Belpietro, della manovra in atto.

E’ il risultato quello che conta: Andreotti è stato assolto, Berlusconi non è nemmeno indagato. Eppure ambedue se la sono presa, in tempi diversi e con le stesse intonazioni, con il cinema che raccontava la realtà, non con la realtà stessa. Di più: Marco Travaglio ricorda oggi sul Fatto che già in un’altra occasione, nel 1994, Silvio si era lamentato della fiction: “Questa Piovra, che cos’è? I mafiosi saranno un centinaio di persone”; e poco tempo dopo nientepopodimenoché Totò Riina gli aveva fatto eco “Ha ragione Berlusconi, questi sono tragediatori, ma quale mafia, ma quale Piovra, sono romanzi”.

Saranno anche romanzi, peccarità. E, obiettivamente, pare assai difficile ad oggi sostenere una qualsivoglia accusa nei confronti del premier sulla base di discussioni tra un capomafia e il suo killer di fiducia (nel frattempo sconfessato a mezzo stampa della stessa e ridotto al ruolo di pittore). Però cominciano a diventare imbarazzanti, tutte queste coincidenze. La necessità di Berlusconi di buttare in burletta gran parte del dibattito politico ha già fatto abbastanza danni, oltre che permesso titoli di giornali spettacolari e risposte sdegnate di attori e registi di fiction. Il tutto, mentre Marina Berlusconi querela Repubblica per una frase, quella sul 20% di Fininvest, contenuta in un libro scritto da Paolo Madron per Sperling & Kupfer (casa editrice di proprietà della Mondadori). Tra mafiosi con la coppola, intimidazioni a mezzo stampa e querele milionarie, si comincia a respirare quel clima da guerra civile in partenza che puzza di stantìo, per quante volte si è sentito dalle nostre parti. Smetterla no, eh?

19 commenti a Berlusconi, Andreotti, la mafia e il neorealismo

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  2. La cronaca dice che Andreotti è stato assolto dopo un lungo processo in un aula di tribunale. Ma dietro la cronaca c’è la storia, che a volte bisogna saper leggere per capire se la cronaca da sola basta a spiegare un avvenimento. E la storia dice che se Berlusconi nel ’93-’94 non avesse creato un’opposizione reale (non solo formalmente politica) nel paese, Andreotti sarebbe stato spacciato, perché nessun giudice avrebbe resistito (o se lo avesse fatto sarebbe stato rimosso, in qualche modo) alla pressione della Nuova Repubblica dell’Avvenire nata da Mani Pulite.
    Se oggi le cannoniere berlusconiane sparano ad alzo zero è un segno di forza. Il tono melodrammatico non deve ingannare. La lunga fase della “resistenza, resistenza, resistenza!” berlusconiana all’Italia guidata o influenzata dal Partito di Repubblica è finita. Tanto più quest’ultimo si sta isolando (vedasi la rottura col Corriere) tanto più le spara grosse. Il “terzismo” del Corriere è una vittoria berlusconiana. Può darsi pure che alla fine i desperados dell’antiberlusconismo sgancino la bomba atomica: rischia però di avere lo stesso effetto gassosso di una scorreggia, perchè la maggioranza del paese risponderà con un tacito quanto eloquente “non ci crede nessuno”. L’offensiva berlosconiana mira a disincantare del tutto quella parte dell’opinione pubblica che non è già dalla sua parte.

    • non avevo mai sentito parlare di un metodo storico scientifico con i se e con i ma. Puoi per favore fornirmi qualche riferimento bibliografico della metodologia?

      • Non esiste nessun metodo storico scientifico. Sennò per scrivere la storia basterebbero degli impiegati coscienziosi. Bisogna che ci sia qualcuno che abbia la capacità di abbracciare con lo sguardo cose complesse, che sappia elevarsi e guardarle da lontano, come con quelle battaglie che si vedono meglio dall’alto di una montagna. Ovviamente questo metodo è assai comodo anche per i dilettanti come Zamax e gli ignoranti, e la boiata pazzesca è sempre dietro l’angolo. Tuttavia non se ne può farne a meno, come la speculazione è necessaria all’osservazione nella scienza. D’altro canto, come ho già detto, la retorica “dei fatti e dei numeri” è spesso la scusa per non voler vedere quello che si ha davanti agli occhi.

    • pietro

      Zamax trascura un semplice fatto, che Berlusconi ha aiutato, e non impedito alla sinistra l’ascesa al governo in Italia, un paese in cui l’elettorato di sinistra non ha mai rappresentato più di un terzo della popolazione senza l’inettitudine di Berlusconi che ha portato molti moderati, e anche conservatori a votare la sinistra come meno peggio, non sarebbe mai andata al governo.
      Il complottismo per cui mandare in galera un politico corrotto e ladro è una congiura della magistratura è un argomento rididcolo, negli USA succede normalmente, e non mi sembra che questo abbia portato ad una riduzione della libertà o ad una distruzione della democrazia, anzi.
      Dire poi che Berlusconi ha creato un opposizione portando al gobverno una classe politica di socialisti e democristiani che avevano già governato, portando allo sfacelo i conti pubblici nei 50 anni precedenti è il massimo dell’assurdo.
      La realtà è che anche senza Berlusconi il centrodestra averbbe lo stesso vinto le lezioni, proprio perchè rappresnta la maggioranza del paese reale, e una mezza tacca di policante come Berlusconi na fa certo questa grande differenza, se non nella mente offuscata dalle paranoie di 4 militanti.
      Il fatto che senza Berlusconi il centrodestra rischierebbe l’esplosione è dovuto er il 99% al fatto che nella coscenza della sua pocheza Berlusconi ha sempre selezionato i colaboratori in base alla fedeltà e ha sempre segato le gambe alle persone che per troppa capacità o indipendenza di giudizio erano un pericolo per la sua poltrona.

  3. Se questa non è la Mafia , vorrei sapewre come definirLa .

    Si naviga avista con Fini e le Sue simulazioni pseudo – strategiche di Politica surrealista !

  4. Stavolta Ale mi dispiace per te ma sono d’accordo con Berlusconi (e con Andreotti). La mafia, lo sanno tutti, è un’invenzione del partito di Repubblica, dei comunisti, di qualche scenaggiatere disfattista. E soprattutto delle “toghe rosse”. Chinnici, Falcone, Borsellino e Livatino in testa.

    Un sorriso amaro

    C.

    • gigi

      Fa sorridere leggere di falcone e borsellino come toghe rosse. Comunque la storia non è fatta di opinioni, e i fatti sono li, davanti a tutti noi, a smentire questa tua affermazione e quella di chi cerca di occultare, insabbiare tutto

      • guarda che era ironico il commento di carlo

      • Oddio…non si capisce che il commento è ironico?

        Sono senza parole.
        Siamo così malridotti in quest’Italia di oggi da non cogliere l’ironia CONTRO gli occulatatori e gli insabbiatori?
        Ma davvero in rete si capisce solo l’invettiva?
        Mah.

        Un sorriso chiarificatore (?)

        C

        • pietro

          Beh considera che ci sono persone che nel sito di Zamax gli scrivono lodando la sua acutezza a profondità di giudizio, e in fondo non dice cose granchè più argomentate di quelle che hai detto tu….

  5. ipazia

    Ricorrendo da qualche tempo, saltuariamente, al turpiloquio,Zamax sembra abbandonare talvolta il suo noto aplomb oxoniano per un più colloquiale ” Easy listening “.Tutto ciò per una qualche occulta teleonomia linguistica,oppure perché ” Quandoque bonus dormitat et Homerus “.

  6. la tigre della malora

    Segnalo solo un’imprecisione:

    E’ il risultato quello che conta: Andreotti è stato assolto, Berlusconi non è nemmeno indagato.

    Andreotti non è stato “completamente” assolto. I reati contestatigli son stati considerati commessi sino al 1980 ma prescritti, per gli altri è scattata (semplifico) la vecchia ‘insufficienza di prove’.

    • Grif

      Esatto, volevo precisarlo anche io: giudizialmente risulta che Andreotti fino al 1980 intrattenne “un’autentica, stabile ed amichevole disponibilità verso i mafiosi”, dato che la sentenza “ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione”.

  7. In Italia il ruolo della Mafia in alcune regioni del sud credo sia stato sempre importante per poter consentire di governare il paese.
    Non mi stupisce che ci sia stata , in passato, una qualche collusione.
    Finita l’epoca del pentapartito e’ iniziata l’era Berlusconiana (che pero’ ha consentito di governare per ben 2 volte! al centro sx) e non mi stupirebbe affatto sapere di collusi ni mafiose con il potere nel periodo dal 93 ad oggi…mi stupirebbe il contrario..

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