Le agenzie di rating uccideranno l’Europa?
25/07/2012 - Lo strapotere finanziario delle Big 3 rende quasi impossibile una riforma del sistema
di Dario Ferri
I paesi dell’Unione europea vogliono contrastare il potere delle agenzie di rating, i cui giudizi negativi vengono ritenute una delle cause delle bocciature che quasi ogni giorno l’euro e i bond della zona della moneta unica subiscono sui mercati. Indebolire Standard &Poor’s, Moody’s e Fitch si è però finora rivelato quasi impossibile.
TERRORE DA AGENZIA - In questi giorni di piena crisi da spread le istituzioni comunitarie sono tornate ad inquietarsi per le decisioni delle agenzie di rating. Nei mesi scorsi era stata Standard& Poor’s, con la decisione di declassare la Francia, ad innescare la prima grande polemica del 2012 contro lo strapotere di queste imprese il cui compito è valutare la solidità patrimoniale ed economica di stati ed imprese. Ora invece è Moody’s che ha ferito l’orgoglio europeo, mettendo nel mirino perfino la Germania. L’agenzia ha annunciato di aver rivisto il giudizio sul fondo salva-stati, l’European Financial Stability Facility (EFSF), abbassando da stabile a negativo l’outlook. All’origine della decisione, ha spiegato l’agenzia, il taglio di appena due giorni fa delle prospettive di Germania (che controlla il 29,1% del fondo di garanzia), Olanda (6,1%) e Lussemburgo (0,3%). Moody’s, che ha per il momento confermato il rating di tripla A, ha anche lanciato un monito sul fatto che “un indebolimento dell’impegno dei paesi dell’area euro verso l’Efsf, potrebbe avere un impatto negativo sul giudizio” del Fondo. In mattinata è arrivata la replica dell’Efsf. Che “prende nota della decisione di Moody’s di cambiare la previsione sul rating di lungo periodo da stabile a negativo”, ma la previsione ha “un orizzonte temporale di 12-18 mesi e questo non indica alcuna azione sul rating dell’Efsf per l’immediato futuro”. L’European financial stability facility ha reagito cosi’ in una nota al downgrade deciso dall’agenzia di rating americana. “La previsione negativa non prevale sul fatto che, nonostante le condizioni volatili dei mercati – ha sottolineato in una nota diffusa a Bruxelles l’amministratore delegato del fondo salva-stati, Klaus Regling – l’Efsf e’ un emittente affermato e affidabile, , come dimostrato dalla recente asta di titoli a sei mesi, collocati ad un tasso negativo dello 0.0113%”.
RIFORMA EUROPEA - LA Ue è dunque in pieno panico da agenzia di rating. La crisi dei debiti sovrani è stata dettata a livello mediatico dai continui declassamenti decisi da Standard&Poor’s, Moody’s e in misura minore da Fitch, ma spesso i giudizi delle agenzie di rating hanno sostanzialmente confermato le tendenze già emerse sui mercati internazionali. Il commissario al mercato interno Michel Barnier ha però spesso rimarcato come i rating rafforzino la volatilità dei mercati internazionali, un giudizio condiviso dai vertici comunitari. Nel novembre dell’anno scorso Barnier ha presentato il terzo progetto di riforma del sistema delle agenzie di rating, che ora si trova sospeso tra Parlamento e Consiglio. L’approvazione non è affatto facile, perchè una nuova, più stringente regolamentazione è già stata bocciata nello scorso novembre,quando Gran Bretagna, Svezia, Paesi Bassi e Belgio si opposero alla possibilità di sospendere il giudizio delle agenzie di rating per i paesi sottoposti a programmi di risanamento finanziario europeo. E’ oltre modo probabile che la riforma Barnier, già depotenziata visto che non prevede l’istituzione di un’agenzia europea, sia ulteriormente annacquata.





















Se non fallisce l’europa, tocca fal fallire l’america… e questo le agenzie di rating non lo vogliono fare…