“Montezemolo sapeva dell’abuso edilizio a Capri”
di Dario Ferri - 25/07/2012 - Il giudice lo scrive nelle motivazioni della sentenza che ha condannato Luca Luca a un anno di reclusione
Sul Fatto Quotidiano Vincenzo Iurillo spiega cosa c’è scritto nella sentenza che ha condannato Luca Cordero di Montezemolo e il suo fiduciario Francesco Saverio Grazioli a un anno di reclusione, subordinando la sospensione della pena al ripristino dello stato dei luoghi in Villa Caprile, alterata con la trasformazione di un garage in alloggio e di un piccolo deposito degli attrezzi in dependance (demolita dell’inizio del processo):
Scrive il giudice: “La tesi difensiva che il Montezemolo anche se locatario e maggiore azionista della Fisvi srl (società proprietaria dell’immobile, ndr) non avesse il potere di commissionare i lavori e che il curriculum e gli impegni professionali dell’imputato facciano venire meno l’elemento psicologico del reato, quasi a ritenere possibile nel nostro ordinamento una ‘innocenza d’a u t o re ’, contrasta con le acquisizioni probatorie”.
I difensori hano spiegato che i molti immobili posseduti da Montezemolo gli rendevano impossibile controllare i lavori in uno di essi. Il giudice smonta questa linea:
“Montezemolo è il committente della ristrutturazione, sceglie architetto e arredatore, detta i tempi di consegna”. E aggiunge: “É stato ampiamente provato che già tra il 2004 e il 2005 (prima del contratto di locazione di Fisvi a Montezemolo, ndr) il Montezemolo e la moglie si erano direttamente e personalmente occupati dell’andamento dei lavori, continuando anche s u c c e s s i va m e n t e ”. Il giudice definisce “macroscopicamente illegittimo” il permesso di costruire in sanatoria nr. 26/2011 rilasciato dal Comune di Anacapri dopo il rinvio a giudizio di Montezemolo, e relativo al garage- alloggio. Permesso che quindi non può estinguere il reato.












ma è ovvio che tutto è successo ‘a sua insaputa’….