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pubblicato il 27 novembre 2009 alle 13:30 dallo stesso autore - torna alla home

I filmati ci sono: sarebbero trailers di contenuti più lunghi, usati per ricattare i clienti. Ma la tesi dell’omicidio per Gianguerino Cafasso vacilla. L’ipotesi è quella di ricatti continuati ai clienti.

Se non fosse una battuta che darebbe adito a doppi sensi, si potrebbe dire gradoli 6 Brenda e la lista vip: trans, bugie e videotapesche l’affare si ingrossa. Piero Marrazzo non trova di meglio da fare che chiedere scusa al papa per il suo comportamento: dimostrando con ciò che, oltre a essere un pessimo amministratore della cosa pubblica (voleva aprire un aeroporto a Viterbo per penalizzare le low cost e favorire Alitalia), ha imparato la lezione dell’ipocrisia. D’altronde, far sapere attraverso l’avvocato che si è pronti al rientro in Rai dopo aver gridato a destra e a manca che si è sotto shock dà la perfetta dimensione del personaggio.

I VIDEO - Ma oggi sotto i riflettori c’è altro. Il computer di Brenda, adeguatamente fatto ritrovare e scandagliato dalla Procura: il perito, a quanto pare, ha trovato materiale per 130 gigabyte, anche se l’analisi dei files non è stata fatta. Visto il normale digital divide che impetra giornalisti e poliziotti, è facile pensare che la parola “materiale” non sia da prendere alla lettera: probabilmente nel conto totale sono stati messi anche file di sistema e programmi. Ma i dati recuperati dal cestino promettono bene, visto che sicuramente sono stati messi lì per essere occultati. Nel frattempo, Libero parla di vip che chiamano gli amici in Procura per sapere se ci sono video che li ritraggono: un segnale di nervosismo ben preciso che fa comprendere le dimensioni che sta assumendo la storia. In ogni caso, il materiale presente nell’hard disk parla chiaro: ci sono video “compromettenti” – dicono gli inquirenti – o, per meglio dire, trailer: spezzoni che potrebbero costituire estratti di filmati più lunghi, una sorta di promo da mostrare al ricattato per spiegargli che volendo poteva fare una brutta fine. Filmini fatti con il cellulare, poi trasferiti sul computer e lì lavorati per essere utilizzati. E adesso sotto chiave dentro l’hard disk in Procura, per evitare antipatiche fughe di notizie. E di immagini.

L’INDAGINE - Intanto sembra vacillare la tesi dell’omicidio camuffato per sircana trans  400x300 Brenda e la lista vip: trans, bugie e videotapesGianguerino Cafasso: l’autopsia ha confermato che non c’è nessun veleno nella droga, che è un tipico speedball molto in voga tra i drogati. Costa meno della cocaina, non fa male in maniera fulminante, e non mette a rischio morte. Insomma, uccidere qualcuno contando sullo speedball non dà sicurezza sull’eventuale risultato. E questo a prescindere dalla situazione giudiziaria, sospetta, di Jennifer, la fidanzata di Capasso che è stata riascoltata ieri dagli inquirenti. Che le hanno chiesto del telefonino sparito dello spacciatore che si vantava di “tenere in mano mezza Roma” con i suoi ricatti. Diversa la situazione dell’indagine su Brenda. L’elemento del computer ritrovato sotto l’acqua del lavabo fa ritenere che ci siano ancora sospetti sulla presenza di una seconda persona nella stanza prima dell’arrivo dei vigili del fuoco. Ma non necessariamente questa persona potrebbe aver appiccato il fuoco nella stanza: potrebbe anche essere intervenuta dopo l’accaduto. i certo c’è che si continua a parlare di una Brenda ricattatrice professionista, in grado di muoversi tra vip e politici, medici e calciatori per massimizzare il profitto della sua attività.

“BRENDA FILMAVA E MINACCIAVA” – Quello di cui parlano gli ex amici di Brenda è il ritratto di una trans che filmava e minacciava: una decina i clienti tenuti sotto scacco dalla brasiliana, e tra questi ci sarebbe proprio quel Marrazzo che ha sempre negato di aver accettato ricatti. Secondo altri, i nomi della lista sarebbero dodici, o addirittura quattordici: un ministro, un ex ministro, un campione dello sport, due medici, un giornalista che appare spesso in televisione, politici del centrosinistra di grande importanza a livello regionale. I nomi girano, uno degli interessati ha smentito ufficialmente in un’intervista al Corriere della Sera, ma anche Marrazzo smentì all’inizio. Ma nessuno parla, e non succederà finché non verranno depositati gli atti dell’inchiesta, sempre che quei video ci siano davvero. Comunque, l’ipotesi di omicidio per Brenda continua a rimanere sul tavolo: la valigia pronta per la partenza, la voce di un alone sulla porta esterna – smentita dalla Questura – che farebbe pensare ad un incendio appiccato da fuori, e il computer sul lavabo. Difficile togliersi dalla testa l’idea che sia stato tutto ben organizzato. Ma altrettanto difficile trovare una prova certa che lo sia stato davvero. Di sicuro c’è solo che prima di dire la parola fine per questa storia di tempo ne passerà molto.