La tubercolosi non fa più paura?
di Maghdi Abo Abia - Grazie a un nuovo farmaco sarà possibile curare in soli quattro mesi la prima causa di morte per i sieropositivi africani
Il Guardian ci presenta un nuovo trattamento anti-tubercolosi capace di combattere un nuovo ceppo della malattia dimostratosi finora resistente a qualsiasi trattamento.
IL NUOVO FARMACO - Il test condotto su un gruppo di 85 malati africani è stato realizzato con la combinazione di tre diversi farmaci. Uno non ha ancora ottenuto la licenza per il commercio mentre un altro è completamente nuovo. Dopo due settimane di cura è stato eliminato oltre il 99 per cento dei batteri presenti nei malati. A oggi il trattamento dura almeno sei mesi che possono diventare due anni se i pazienti vengono colpiti dal ceppo più “virulento”.
LEGGI ANCHE: Che mondo sarebbe senza antibiotici?
IL NUOVO TEST - Al momento è in corso un secondo test della durata di due mesi, ma secondo gli scienziati le prime evidenze sono sufficienti a mostrare un discreto entusiasmo. A oggi la malattia è la prima causa di morte per tutti coloro che sono stati contagiati dal virus dell’Hiv, il quale ha debilitato le loro difese immunitarie. Il nuovo farmaco invece sembra in grado di schiacciare la malattia come e più di quanto non abbiano atto finora gli antibiotici usati per combattere la tubercolosi risultati poco efficaci e molto costasi.
LA NUOVA SPERANZA - ”Per la prima volta è stato testato un nuovo farmaco non ancora autorizzato le cui capacità si sono dimostrate sinceramente strabilianti”, ha spiegato il dotto Mel Spiegelman, direttore esecutivo della Tb Alliance, un’organizzazione no-profit dedicata alla ricerca di nuovi farmaci antitubercolosi. “Con questo nuovo farmaco -continua Spiegelman- sarà possibile curare tutti coloro affetti dai ceppi più virulenti della malattia in soli quattro mesi anziché i due anni impiegati precedentemente, il tutto con una riduzione dei costi pari al 90 per cento del trattamento”.
LA NUOVA FORMULA - Il nuovo farmaco è stato chiamato “PaMZ” ed è formato dall’unione del nuovo farmaco anti-tubercolosi conosciuto con il nome tecnico “Pa-824″ con la moxifloxacina, un antibiotico non ancora approvato nell’uso della cura nei confronti della tubercolosi e dalla pyrazinamida, un farmaco già conosciuto nella lotta contro la malattia. La ricerca è stata finanziata dalla Fondazione di Bill e Melinda Gates, dall’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale e dai sistemi sanitari inglese ed irlandese.
LEGGI ANCHE:
- Di cosa morivamo ieri, di cosa moriamo oggi
- Quelli che curano la Tbc con i porcospini
- “Gli organi in provetta sono quasi realtà”











