Dopo le proposte su immigrazione e cittadinanza, giungono i distinguo dei finiani su processo breve, finanziaria e lotta alla mafia. Il forcing del Presidente della Camera apre lo spiraglio ad un’estrema soluzione: l’espulsione dal partito
I dolori del giovane Werther sono ben poca cosa se rapportati ai
contorcimenti e ai mal di pancia che monsieur Gianfranco Fini sta causando all’interno del Pdl. Ultimi in ordine cronologico la contrarietà ad un voto di fiducia su un maxi emendamento, il no al processo breve, il plauso alla bozza Violante e perfino le perplessità sulla legge elettorale in vigore. Il Presidente della Camera, infatti, ultimamente ha cominciato a parlare anche di collegio uninominale da preferire alle preferenze e alla lista bloccata.
LA CONTA DEI FINIANI – Ma la notizia del giorno è la dichiarazione sulla finanziaria: “Ove il maxiemendamento contenesse provvedimenti non graditi, il voto a favore non è scontato”, ha fatto sapere Fini. Dopo le aperture mattutine al Pd, il Gianfranco nazionale, insomma, per l’ennesima volta dal caso Boffo ad oggi, si è rimesso l’elmetto e ha puntato i piedi con decisione. Tanto da far suonare un campanello d’allarme. Il malumore e l’irritazione ai piani alti del Pdl è così forte che i sorrisi di circostanza assumono il sapore di un riso sardonico al limite dell’attacco isterico. Ambienti vicini a Fabrizio Cicchitto rivelano che si è addirittura parlato di un procedimento di esplusione per quei parlamentari che, eventualmente, decidessero di votare contro l’indicazione del partito. Un modo tutto interno per una resa dei conti all’arma bianca, una via di uscita per costringere i finiani a contarsi sul serio e vedere quanti e chi sono quelli realmente convinti a giocare la partita fino in fondo.



certo che Cicchitto, boh….
All’espulsione non credo. Darebbe solo una visione mediatica del Pdl come neo-partito staliniano (i,n fondo, qual è) che non possono tuttavia, permettersi.
L’addio di Fini? Mah… Fini, in questi anni ne ha dette tante. Dal “Mai più un caffè con Bossi” a quel celebre: “Siamo alle comiche finali” quando Mr.B fondò sul predellino della sua Mercedes il Pdl. Però, poi, ne ha fatte molte di meno. Non dimentichiamoci che fino al 1994 Gianfranco considerava ancora “Mussolini, il più grande statista del ’900″.
Poi, tutto è possibile. Magari si presenta alle prossime primarie del Pd e le vince pure. Chissà…
Sai che figura di merda se lo espellono… ma mica per Fini. Lew stesse cose le disse alla manifestazione romana del PDL, e allora tutti lo abbracciarono, Bossi, berlusconi etcetcetc… il discorso è su radio radicale, quindi anche Berlusconi può “ascoltarsi”… il problema è solo uno. Fini ha ragione ma va contro la
Lega…
Fini ormai è irrecuperabile, si è posto lui stesso di fatto fuori del Pdl; non passa giorno che egli non faccia delle esternazioni contro il Governo, per bene che va solo una, ma in genere parecchie al giorno. Non credo che si possa continuare così, ma come si fa? Se fosse possibile una conta (elezioni anticipate, primarie, sondaggi controllati), sarebbe possibile, ove Fini come credo fosse perdente, espellerlo; altrimenti, la sua eventuale espulsione diventa una cosa delicata. Certo la deriva sinistrorsa di Fini me l’aspettavo, ma non fino a questo punto. E’ diventato un incubo perfino per gli italiani, figuriamoci per un governo che cerca di fare le cose utili all’Italia, ma è braccato dalla magistratura politicizzata e ora anche da Fini.
incubo o speranza?
Mi par di parlar con i muri. Ma tutta sta gente che si lamenta, dov’è stata in questi 4 anni che Fini diceva le medesime cose?
Un uomo solo, ma non è al comando.
Ma se ne andasse veramente, stapperei una bottiglia di quello buono!