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Michela Vittoria Brambilla e la storia del canile di Lecco

‘Il canile di Lecco e’ al momento aperto e funzionante, sulla base delle deroghe temporanee concesse dalla Asl di Lecco’. E’ quanto si legge in una nota ufficiale diffusa dal Comune di Lecco sulla struttura gestita dall’associazione Leida che fa capo all’ex ministro Michela Vittoria Brambilla.
LA NOTA – ‘Il canile – prosegue la nota – e’ di proprieta’ del Comune e l’associazione che attualmente lo gestisce, sulla base di una convenzione, non ha responsabilita’ sulla struttura. Le problematiche relative all’edificio e la necessita’ di un nuovo canile a Lecco sono note almeno dall’anno 2008 e l’attuale amministrazione comunale, fin dal momento del suo insediamento, e’ al lavoro per trovare le opportune soluzioni’.
‘La riunione convocata oggi dall’assessore del Comune di Lecco, Armando Volonte’ – rinviata alla prossima settimana per sopraggiunti impegni dell’assessore – avrebbe avuto l’obiettivo di affrontare il problema insieme alle varie associazioni animaliste del territorio e valutare, in un contesto di trasparenza e collaborazione reciproca, le possibili soluzioni’.
‘Al momento – conclude la nota – il Comune sta valutando di chiedere una nuova deroga all’Asl per l’attuale struttura, quando saranno eseguiti gli interventi di ulteriore manutenzione’.

LA VICENDA – In mattinata Repubblica aveva pubblicato – e noi, come tanti altri, avevamo ripreso – un articolo a firma di Paolo Berizzi nel quale si informava che la struttura era stata chiusa dal comune di Lecco. Michela Vittoria Brambilla però aveva smentito tutto, con parole di fuoco nei confronti del quotidiano di Ezio Mauro, in queste righe scritte per Dagospia:

Caro direttore,
come ti ho anticipato al telefono, ho già denunciato sul web (www.nelcuore.org ), la falsità delle notizie riportate da repubblica circa il canile di Lecco, unitamente al fatto che, oltre a tale quotidiano, querelerò le testate anche on line che lo riprenderanno. Del resto, si parla di elezioni e “Repubblica” cerca di mettere in campo i soliti attacchi politici al centrodestra, privi di fondamento.

Questa volta lo ha fatto pubblicando un articolo che contiene una serie di falsità scritte ad arte per cercare di gettare discredito su di me e sulla mia attività in favore egli animali, come ad esempio la chiusura del canile della mia città. Si tratta di un chiaro autogol per il quotidiano, che sarà ora chiamato a risponderne in sede giudiziaria, peraltro dichiaratamente ispirato dalla presidente di una sedicente associazione animalista “Freccia 45”, già oggetto di querele da parte mia e alla quale sono stati recentemente notificati due avvisi di conclusione delle indagini per diffamazione nei confronti miei e dell’Asl di Lecco, proprio a proposito di dichiarazioni da lei rese su questo argomento.

L’AFFARE SI INGROSSA – Nel frattempo però di risposte ufficiale ne sono uscite. Come ad esempio questa riportata dall’Agi:

Il canile di Lecco e’ stato chiuso perche’ ritenuto non a norma. Gestito da una decina di anni da un’associazione vicina all’ex Ministro Maria Vittoria Brambilla, “la struttura e’ molto vecchia e non risponde piu’ ai requisiti di legge” come si legge da una nota del Comune di Lecco con la quale si sottolinea che “l’amministrazione comunale, per i vincoli derivanti dal Patto di stabilita’, non e’ in grado di porre mano alla ristrutturazione dell’edificio, ne’ ha a disposizione aree dove edificare un nuovo canile rifugio”.

Il canile era stato affidato per 540mila euro nel 2002 fino al 30 novembre prossimo all’associazione Leida (Lega italiana per la difesa degli animali) costituita dall’ex Ministro. Con la sua chiusura vengono ‘sfrattati oltre 150 cani. “Stiamo contattando le varie associazioni animaliste per individuare strutture dove collocare provvisoriamente gli animali”, fa sapere l’Assessore comunale alle Attivita’ Produttive Armando Volonte’ secondo il quale il canile lecchese non risponderebbe alle norme in materia dettate da Regione Lombardia. Dai sopralluoghi dell’Asl sarebbe emerso che box e gabbie sarebbero insufficienti e inadeguate; ambulatori inesistenti o non a norma; niente ambienti per il lavaggio e la disinfezione delle attrezzature e nemmeno acqua calda; mancherebbero anche spogliatoi e servizi igienici per il pubblico.

Nella relazione dell’Asl si sottolinea pure che la struttura presenterebbe “grosse lacune per quanto previsto dalla legge 626”. Una settantina dei 150 cani ospiti apparterrebbero all’associazione dell’ex Ministro al Turismo nonostante il Comune avesse diffidato Maria Vittoria Brambilla da detenervi cani privati essendo una struttura pubblica. Cinque anni fa contro la Leida era stato presentato un esposto sulla gestione del canile da parte dell’Associazione ‘Freccia 45′ la cui responsabile alla notizia della chiusura si dice soddisfatta perche’ “finalmente viene fatta chiarezza sulla gestione di una struttura che avrebbe dovuto essere chiusa anni fa”.

E sempre l’Agi riporta una lunga smentita di Michela Vittoria Brambilla:

“Si tratta di un chiaro autogol per il quotidiano – aggiunge Brambilla – che sara’ ora chiamato a risponderne in sede giudiziaria, peraltro dichiaratamente ispirato dalla presidente di una sedicente associazione animalista “Freccia 45″, gia’ oggetto di querele per diffamazione da parte mia e alla quale sono stati notificati due avvisi di conclusione delle indagini per diffamazione nei confronti miei e dell’Asl di Lecco”. “Il canile di Lecco e’ infatti aperto – continua l’ex ministro – in regola, perfettamente funzionante e nessun rilievo e’ mai stato fatto, ne oggi ne in passato, alla gestione degli animali affidata alla Le.I.D.A.A. , l’associazione di cui sono presidente. Per tale ragione ho dato mandato ai miei legali di procedere per l’articolo pubblicato oggi e contro tutte le eventuali altre testate giornalistiche, anche on line, che intenderanno riprenderne il contenuto. E preciso fin d’ora che devolvero’ interamente la somma di risarcimento del danno subito agli stessi cagnolini ospiti della struttura cittadina”.
Ripercorriamo i fatti. “Il Comune di Lecco, proprietario del canile e unico responsabile della struttura e dei suoi requisiti strutturali – spiega Michela Vittoria Brambilla – ha affidato nel 2004 la sola gestione degli animali ricoverati alla associazione animalista di cui sono presidente. Questo contratto aveva la durata di 7 anni (dal 2004 all’inizio del 2011) e prevedeva un rimborso spese assolutamente inadeguato (circa 1 euro a cane al giorno). Pertanto si e’ reso necessario da parte mia, sostenere in prima persona la maggior parte delle spese per il personale, le cure veterinarie degli animali, l’alimentazione e via dicendo. Allo scadere della convenzione, il comune di Lecco (sindaco pd) invece di realizzare una nuova gara di appalto per l’affido della struttura, ha voluto predisporre ben due proroghe (la seconda scade nel novembre 2012) affinche’ la Le.I.D.A.A. continuasse a gestire gli animali del canile e alle stesse inaccettabili condizioni economiche. Lo ha fatto, peraltro senza nemmeno chiedere all’associazione un preventivo assenso, in ragione dell’ottima gestione dei cani ricoverati, certificata regolarmente dai verbali Asl e dagli altri organismi di controllo. Il Comune di Lecco ha quindi chiesto ed ottenuto dalla regione Lombardia un finanziamento per ristrutturare il suo datato canile municipale, adeguandolo ai requisiti previsti dalle nuove normative regionali e a breve comincera’ tale opera. Il canile di Lecco e’ quindi aperto, perfettamente funzionante e nessun rilievo e’ mai stato fatto, ne’ oggi ne’ in passato, alla gestione degli animali affidata alla Le.I.D.A.A. Per tale ragione, – conclude Michela Vittoria Brambilla – ho dato mandato ai miei legali di procedere per diffamazione e contro tutte le eventuali altre testate giornalistiche, anche on line, che intenderanno riprenderne il contenuto”.

L’ATTACCO POLITICO – Nel frattempo l’agenzia di stampa Agenparl riporta sì un attacco politico alla Brambilla. Ma chi lo fa è del suo stesso partito:

“Colei che è stata la prima sostenitrice della battaglia per far chiudere Green Hill, un’azienda che assicura lavoro a decine di dipendenti in un momento in cui in Italia il lavoro è un bene sempre più prezioso, è la stessa che da 10 anni gestisce, con soldi pubblici, un canile in pessime condizioni e che oggi è finalmente stato chiuso perché non idoneo ad ospitare gli animali”. E’ il commento dell’on. Sergio Berlato, Deputato al Parlamento europeo e Coordinatore del Popolo della Libertà della Provincia di Vicenza, sulla vicenda che ha riguardato la chiusura del canile di Lecco gestito dall’Associazione presieduta dall’ex Ministro Michela Vittoria Brambilla.

“La situazione di precarietà del canile – continua Berlato – era già nota, come note erano le pessime condizioni di detenzione dei cani, nonostante questo canile fosse gestito dall’associa zione dell’ex Ministro in virtù di un contratto con il Comune di Lecco che in 9 anni pare abbia stanziato ben 542 mila euro”.

Berlato ricorda nella sua nota come “quel canile era già balzato ai disonori delle cronache per una denuncia per maltrattamento di animali presentata nel 2007 al Comune ed all’ASL dai volontari che si occupavano della gestione del canile, denuncia a seguito della quale questi volontari furono estromessi dalla gestione del canile incriminato”.

“Questa è l’ennesima dimostrazione di come a volte si predichi l’amore per gli animali ma si pratichino attività in modo tale da considerarle come cattivi esempi di coerenza. Quando “l’affare” della gestione dei soldi pubblici viene a mancare, sembra venire meno anche l’indignazione per il maltrattamento degli animali e la preoccupazione per il loro benessere. Coerenza vorrebbe che, a questo punto, l’ex ministro Brambilla si portasse tutti i cani sfrattati dal canile di Lecco a casa sua, a far compagnia al noto asinello ed alle sue amiche caprette”.