Se favella, muore Balotelli

23/11/2009 - Estinto per il momento il patetico assedio nazionale a Lippi, reo di non convocare Cassano, Pruzzo e Beccalossi, si ricomincia ad odiarci sul serio, per motivi seri cioè. Col campionato. Negli anticipi, ben due vittorie esterne su due gare. Ai

     
 

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Estinto per il momento il patetico assedio nazionale a Lippi, reo di non convocare Cassano, Pruzzo e Beccalossi, si ricomincia ad odiarci sul serio, per motivi seri cioè. Col campionato.

Negli anticipi, ben due vittorie esterne su due gare. Ai miei tempi, quelli dei due punti, le vittorie fuori casa valevano il doppio. Cioè quattro. Oggi che coi tre punti il pari è un mezzo fallimento e la differenza tra giorno e notte, perdere e arrangiarsi, s’è perduta, la vittoria fuori casa ha perso un punto e ne vale solo tre. L’Inter ha espugnato Bologna con un punteggio che avrebbe potuto essere più offensivo. Ai goal di Milito, Balotelli e Cambiasso, tre autentici regali della difesa rossoblu di cui due, le mancate marcature su calcio piazzato, da fermi e l’altro, la mancata chiusura su un Cambiasso partito dalla sua metà campo, persino in movimento, si sarebbero aggiunti oltre al facile tap in di Balotelli su Viviano i legni di Milito e Stankovic, quest’ultimo persino doppio a ricordarci un double simile di Edinho dell’Udinese degli anni ’80. Il condizionale è d’obbligo. Si sarebbero aggiunti al punteggio solo vivessimo in una meritocrazia. L’Inter tiene palla, Mourinho l’ha spiegata così, e quindi può permettersi di conservar le forze per le imprese.

MILANO – Balotelli pecca ancora in cinismo e non solo sotto porta. Prima dichiara al mondo ciò che il mondo (dei Milan store) già sa, che tifa Milan, mettendo il mondo stesso in serio imbarazzo. Manco fosse la figlia di Placido che vuol credersi Moana. Poi si permette di zittire dopo il goal quel pubblico di Bologna tanto competente da preferire la B a Moggi. Emulando in questo l’idolo di casa, Zalayeta al quale va riconosciuto il più bel goal della giornata. Riceve da Adailton un traversone lungo in area di quelli che non si fanno mai bene se non sai farli meglio, stoppa a rientrare nel senso che sbaglia il palleggio e starebbe rinculando a casa non fosse per il prodigioso sinistro con il quale si guadagna la pagnotta anche stavolta. Per la sua squadra, terz’ultima con altre tre, nulla di compromesso. In casa, non affronteranno sempre l’Inter. Ma fuori casa urge migliorare lo score. La capolista al momento ha solo il problema di Maicon, espulso per due parolacce. Mou la spiega così, bisogna che gli arbitri spieghino quali e quante se ne possono dire perché ognuno di loro reagisce in modo diverso. Non c’è uniformità di ‘fanculo.

LE ALTRE, IL MERCATO - Nell’altro anticipo, il Parma è passato a Firenze con le sue solite ripartenze smentendo la sua fama di squadra vincente tra le mura amiche. Fiore sfortunata. Del resto, il salto di qualità per eccellenza, la continuità, non è mai stata la sua storia. Ma sta ancora in Europa, sesta. E avrà un’Inter in casa propria senza Maicon. Nella sfortuna, Calciopoli insegna, le va spesso meglio che a tante altre. In coda, vincono Livorno ed Atalanta. Spinelli può dirsi soddisfatto: è riuscito ad aprire un’asta per Candreva (ottimo l’assist per Lucarelli) nonostante il giocatore non sia suo. Se tanto mi dà tanto, tutto quello che ne verrà non passerà per il Livorno calcio. La squadra nel frattempo mostra reattività e il goal della vittoria al minuto 49 della ripresa lo asserisce. Il Genoa irriconoscibile nella tenuta dell’Argentina gode dell’ennesimo favore arbitrale ma non riesce a farselo bastare. La squadra di Antonio Conte invece può maramaldeggiare su di un Siena allo sbando. Esonerato Baroni, richiamato Baroni: evidentemente Beretta, il vecchio tecnico protagonista di una toccata e fuga, una penultima unzione al capezzale della squadra del MontePaschi, non ha ritenuto realistiche le promesse di salvare la squadra col mercato di Gennaio. E’ un bel complimento per il mercato stesso, questo riconoscergli limiti e natura effimera.

L’altra genovese, la Samp, supera il Chievo di solito in undici e più corsaro di così. Al Chievo nella sua dimensione solita, dall’anonimato con simpatia, la sconfitta cambia nulla. A fine gara perciò Campedelli lamenta in piena tranquillità il goal buono non concesso a Pellissier e concesso alla Doria dopo due settimane di proteste. Si vede che dev’esserci una relazione tra favori e le volte in cui si dice vaffanculo, quasi una proporzione due vaffa a uno. La riprova si avrà con i turni che daranno a Maicon. Genova tutta intanto per questa domenica fa molto poco la Superba ed incassa eccome. Le romane si rinforzano. La Roma con una vittoria che le permette di agganciare proprio lo sconfitto Bari e di issarsi a tre punti dalla zona Coppe. Totti rientra e fa tre reti alla difesa più forte del torneo. Il terzo goal sembra una sassata spostata dal vento: solo che tutti gli ingredienti, sasso, piede e vento, li ha forniti la sua mente. La Lazio invece si innerva col brodino di un pareggio. Quando il pari è uno zero a zero a Napoli c’è più carne che acqua calda. Non tutti i brodini sono uguali. Ballardini salva la panchina da Beretta con una gara fisica, vinta ai punti e crampi. Ha anche un paio di rigori causati da Rinaudo, un gomito alto in ribattuta e un gancio destro in mischia a Cruz, e non concessi da esibire al suo principale. Può giocarsi lo spareggio salvezza col Bologna in casa con una buona chance di compensazioni in arrivo se l’ambiente saprà chiedere. Ah, archiviamo subito l’inutile derby siciliano: inutile montino sopra chissà cosa, riesce incomprensibile provare fascino per una sfida tra due squadre che non hanno mai vinto nulla con in palio il primato di una Regione che non conta nulla. Nel calcio. Anche fuori dal calcio, ma nel calcio lo si può dire ad alta voce anche sotto elezioni. Quest’anno però Palermo-Catania è servito almeno a cacciare Zenga. E dare l’erede a Mou, Zamparini e Moratti.

LO AVEVAMO DETTO – Angolo dello sborone. Avevamo detto di due squadre che si sarebbero riprese. Dopo la Roma, anche il Milan soddisfa le nostre giuste previsioni. Non è una novità, semmai una prassi di questi ultimi anni. La squadra rossonera parte sempre ad handicap e poi recupera. Oltre ai punti, ha recuperato anche il sorriso e il piede prensile da lanciatore di coltelli di Ronaldinho che rigore a parte in occasione del goal di Pato riduce il calcio ad una cosa sola: non significa niente ma oggi si usa il termine spettacolo. Oddio, mai quanto quello che ha fornito Momo Sissokò contro l’Udinese. Altro che Diego & Del Piero: il vero divertimento è lui. Nel posticipo da Museo degli orrori, Ferrara fa entrare a far la guardia al vantaggio appena acquisito Alex Del Piero e il francese. Nello stretto spopolano quando si può i Due. Per tutto il resto del largo, e dell’extralarge, c’è Momo Sissokò che smentisce anche le lamentele in settimana per la Francia ai prossimi mondiali. Ma andiamo. Chi di voi amanti del calcio avrebbe preferito l’Irlanda, con quel Trapattoni che, non dite no, per tutti voi è soltanto un residuo dei totalitarismi del secolo scorso. Quella mano di Henry probabilmente era la solita mano di Dio. Quella che tutto aggiusta. Anche perché altro dalla mano è impossibile: l’estensione del concetto di Dio l’hanno trovata. Dio, quando c’è, apre le gambe nella mediana della Juve.

     
 

11 Commenti

  1. Rado il Figo scrive:

    Solo per curiosità balistica: ma nel terzo gol di Totti, il pallone non è stato deviato da (mi pare) Ranocchia?

    SU Francia-Irlanda: mi devo ancora riprendere dalla minchiata di Galeazzi, per cui grazie a quel gol in Sudafrica per la prima volta saranno presenti tutte le squadre Campioni del Mondo.

  2. ricchiuti scrive:

    “tutti gli ingredienti, sasso, piede e vento, li ha forniti la sua mente”. Schiena di Ranocchia inclusa. Anche se con l’abolizione degli autogoal le deviazioni non le vedo più.
    Ha ragione Moggi, Totti va portato ai Mondiali a furor di popolo.

    • Rado il Figo scrive:

      Be’, non sono state abolite le autoreti (esistono tutt’oggi), solo che in Italia a fine secolo scorso si sono adeguati alle “norme” del resto del Mondo.

      Totti ha rinunciato lui alla nazionale: ergo se ne stia a casa. Fra l’altro, per “il gruppo”, ha senso far (ri)entrare uno che ha espressamente detto “se ci qualifichiamo alla fase finale posso fare un pensierino per ritornare in azzurro”? Ovvero: intanto fatevi il mazzo voi per le eliminatorie che poi arrivo io solo a pappa fatta.

  3. Tess scrive:

    Totti ai mondiali. Altro che Cassano.
    La parolaccia che è stata sdoganata in settimana è “stronzo”. La possono dire tutti, anche i bambini e anche a Balotelli quando segna e vorrebbe zittire gli stadi

  4. ricchiuti scrive:

    A me queste ultime novità in materia di convocabilità, “decide il gruppo” o che so “l’Italia è di tutti”, che trasformerebbero solo non ci fosse quel fascista di Lippi la nostra Nazionale in una sorta di democrazia parossistica non convincono.
    La nazionale la fa il ct. Rossi nel 1982 non fece le qualificazioni e fu determinante.
    Totti in nazionale: potrebbe essere una campagna di Giornalettismo.

    • Rado il Figo scrive:

      Veramente “il gruppo prima di tutti” è il credo lippiano. E qui aggiungo: ma il gruppo che viene prima di tutto accetta così di buon grado uno che si degna di ripensare (anzi, di pensare di ripensare) sul suo abbandono solo se gli altri portano l’Italia nel frattempo in Sudafrica?

      Chiaro che è il CT che sceglie, d’altronde rischia lui da solo, poi. Oddio, Lippi no, giacché se ne va già via.

      Rossi e Bergomi sono i misteri gaudiosi del calcio azzurro: pur avendo fatto uno tre mondiali e l’altro quattro, nessuno dei due ha mai visto nemmeno la panchina nelle qualificazioni. :-)

  5. rebyjaco scrive:

    La curva della Juve, la solita curva di sempre, ha tenuto un comportamento incivile nei confronti di Balotelli e di tutti gli sportivi. Questo non sorprende, tutti sappiamo e tutti sanno che razza di animali si annidano negli stadi sotto le “” Vesti “” di tifosi. Quello che voglio far notare è che pochi giorni orsono, vi è stata una manifestazione dove, questi “”presunti”" sportivi, reclamavano per la decisione di imporre una tessera dello sportivo per partecipare alle manifestazioni calcistiche, in quella occasione, c’erano giornalisti che stupidamente sostenevano le loro richieste adducendo che in definitiva si trattava di “” Normali tifoserie”". Dal MIO punto di vista, bisognerebbe vietare l’accesso agli Stadi a tutti i gruppi ORGANIZZATI in quanto questi soggetti, o almeno una gran parte di loro, sono gli stessi che vengono utilizzati per provocare violenza in occasione di qualsiasi manifestazione anche politica o sindacale.

  6. Andrea scrive:

    Al signor Ricchiuti, autore dell’articolo.
    Vorrei far presente a lei, e a tutto il mondo dei razzisti schifosi, sperando che lei non ne faccia parte, che è vergognoso cantare quei cori allo stadio. Ma d’altronde ogni tifoseria ormai scende a livelli bassissimi. Ad ogni modo;
    Primo: Mario Balotelli, al di là del comportamento strafottente, al di là dell’atteggiamento supponente e del carattere indisponente, è e rimane un giocatore fortissimo, ma soprattutto un ragazzo come tanti, di 18 anni.
    Secondo: Tutte le cose che gli vengono dette riguardano il colore della sua pelle, e che non si arrivi a dire che i tifosi lo insultano per il suo carattere. Qualsiasi articolo giornalistico, dal più al meno pretenzioso, dovrebbe prendere in considerazione questo aspetto vergognoso della vicenda.
    Terzo: Io direi che chi davvero ha messo in serio imbarazzo il mondo intero, non è stato Balotelli dicendo d’essere tifoso del Milan, ma i tifosi del Bologna. Siamo al medioevo. Si chiama “teoria del mucchio selvaggio”. Se si è in molti, si diventa pecore. Complimenti, dunque, a quei pecoroni dei tifosi bolognesi.

  7. vertigoz scrive:

    capito ricchiuti?

    prendi nota.

    > Qualsiasi articolo giornalistico, dal più al meno pretenzioso, dovrebbe prendere in considerazione questo aspetto vergognoso della vicenda.

    ma quante volte lo avremo e lo hanno preso in considerazione finora? non si parla d’altro. vai a capire tuttavia come si potrebbe fare a impedire a 10 cretini in uno stadio di 100.000 persone di fare buu. questo nessuno ce lo spiega. molta più facile dire quanto è vergognoso fischiare balotelli, e tutte quelle ciance da antirazzista della domenica.

    • rebyjaco scrive:

      Tanto per cominciare obbligando all’uso della tessera tanto avversata dai “”Mascalzoni”", evidentemente la temono e se la temono qualcosa di buono per “” NOI “” e “” Cattivo “” per loro ci deve essere. POI, mettendo in galera i “” POCHI “” che sono i capoccioni. (ma questo si sa, non lo faranno MAI, li usano anche i politici per le LORO sporche faccende. e i presidenti di club)

  8. ricchiuti scrive:

    -Balotelli è un calciatore fortissimo potenzialmente anche più forte di fortissimo. Come uomo, è un ragazzino che come tutti i ragazzini odia il mondo e ne è ampiamente ricambiato. Fa bene a odiarlo, non vedo il motivo per smettere. Almeno l’odio lo rende interessante: il giorno in cui Balotelli diventerà buono, avremo un altro che dice bene di tutti.
    - Il coretto se saltelli … lo faccio perché mi piace e mi diverte. Inoltre lo posso fare. Visto che quelli sui napoletani e sugli ebrei non mi sono possibili, lasciatemi almeno Balotelli.
    - Sui tifosi del Bologna sfonda una porta aperta. Sto conducendo à la John Lennon una campagna per la distruzione di Bologna.

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