A history of violence

di - Dietro le stragi non c'è solo l'ombra della follia ma anche la facilità nel reperire strumenti di morte

A history of violence
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La notizia della strage di Denver pone di nuovo l’attenzione sulla facilità con cui un cittadino americano ha accesso alle armi da fuoco. La soluzione non è il proibizionismo ma forse urge la necessità di una politica di controllo più accurata.

IL CASO – Abbiamo visto tutti l’immagine della casa di quello che a suon di: “Sono Joker” seminava una strage. Un appartamento, dall’esterno, come tanti altri ma che al suo interno nascondeva un arsenale così ricco d’esplosivo che occorre farlo saltare in aria.

 

 

LA TRAPPOLA MORTALE - L’autore del massacro di Denver ha studiato nel dettaglio una trappola mortale prima di recarsi al cinema per aprire il fuoco su spettatori innocenti:

La polizia ha detto poche ore dopo la strage che l’appartamento era “una trappola esplosiva”: utilizzando una telecamera collegata a un’asta fatta entrare dalla finestra, gli agenti e i vigili del fuoco hanno capito che il salotto e’ attraversato da una serie di fili collegati ad una serie di bottiglie di plastica piene contenenti un fluido di cui non si e’ capita la natura. “A dire la verita’, non sappiamo esattamente di cosa si tratti”, ha dovuto ammettere in una conferenza stampa nel corso della giornata, il vice capo del dipartimento vigili del fuoco di Aurora, “ci sono una serie di strani ordigni attaccati alle bottiglie”. “Si tratta di ordigni piuttosto sofisticati, potremmo stare qui per giorni”, ha aggiunto il capo della polizia, Dan Oates. Prima di qualsiasi esplosione controllata, la polizia chiedera’ al traffico le strade nelle vicinanze. Gli agenti hanno gia’ sgomberato il condominio e molti edifici nelle vicinanze”.

Ma dove ha recuperato tutto l’arsenale? Si parla di esplosivi, quasi seimila pallottole, armi, e chi più ne ha più ne metta.

IL KIT DELLA MORTE – Holmes aveva due pistole Glock (una tipologia già usatain altri stragi negli Usa), un fucile a pompa Remington e un fucile semiautomatico Smith & Wesson modello AR-15. Secondo l’ultima ricostruzione Holmes avrebbe acquistato il biglietto per la proiezione dell’ultimo episodio di Batman per la prima allo spettacolo di mezzanotte. Quindi si sarebbe mischiato agli spettatori prima di iniziare ad aprire il fuoco. Il ventiquattrenne si è rifornito presso l’armeria Bass Pro Shops & Gander Mountain Guns a Thornton, in Colorado.

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ARMARSI È FACILE – Dal 1791, un emendamento della Costituzione, prevede il diritto dei cittadini americani di portare le armi ma è solo nel 26 giugno del 2008 che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha legittimato il diritto individuale dei cittadini ad essere armati. La sentenza è stata ritenuta storica e ha reso incostituzionale la legge del tempo del distretto di Columbia che vietava il possesso delle armi ai residenti. Il sì è stato combattuto e ha visto la votazione di nove giudici della Corte Suprema e incontrato i favori di cinque. Il voto di Anthony Kennedy è stato decisivo perché “il diritto a portare le armi è individuale e non collettivo. Questo significa che è inviolabile al pari del diritto al voto o della libertà d’espressione”. L’accordo ha diviso il paese, ad esempio Washington teneva il pugno duro dal 1976 quando proibì ai cittadini il possesso di qualsiasi arma non registrata, il provvedimento era stato pensato per allentare la morsa della violenza nelle strade. All’epoca dell’ufficializzazione della sentenza, i dati dell’FBI rilevano che nelle case degli americani sostavano 200 milioni di armi: la cifra escludeva quelle delle forze dell’ordine e della sicurezza. La libertà e la facilità all’acquisto sono le ombre scomode delle stragi americane? Denver non può che evocare la strage di Columbine del 1999 ma da allora sono molte le situazioni simili che hanno scioccato il paese e fatto il giro del mondo.

COLUMBINE – La distanza che ci separa dalla violenza di Columbine è di quindici anni ma Denver accorcia le distanze. Columbine come Denver, la vita che scorre in una scuola e in un cinema senza immaginare che qualcuno fuori progetta la morte. Eric Harris e Dylan Klebold uccisero dodici studenti e un insegnante, ventiquattro i feriti. Gli assassini si suicidarono e il fatto è l’episodio più brutale degli Stati Uniti avvenuto in un edificio scolastico prima di Virginia Tech del 2007. Anche allora, dopo il primo episodio, si parlò della legislazione americana in merito alle armi da fuoco e si esaminò l’influenza del bullismo, dei videogiochi violenti e dell’uso degli psicofarmaci: Harris venne ritenuto psicopatico e Klebold depresso. Il caso ispirò la violenza al college Virginia Tech.

IL VIRGINIA TECH –  Il 16 aprile del 2007 lo studente coreano Cho Seung.hui esce di casa con l’intenzione di compiere un massacro. Alle 07.15 del mattino comincia a sparare e uccide due persone. Dopo due ore arriva la seconda sparatoria e Cho uccide venticinque studenti e cinque professori utilizzando 170 colpi prima di utilizzare l’ultimo contro se stesso. Nella pausa tra la prima e la seconda sparatoria, Cho trovò la lucidità nel delirio di confezionare un pacco e di inviarlo attraverso l’ufficio postale del campus: all’interno una serie di video con dichiarazioni deliranti su religione e disprezzo verso la ricchezza e riferimenti ai “martiri” Eric e Dylan. Bilancio finale: trentadue i morti e quindici i feriti.

TUCSON – Il bersaglio principale dell’attacco è la deputata democratica Gabrielle Gifford che esce ferita dall’odissea che si porta via sei persone e ne ferisce quattordici. È l’8 gennaio del 2011 e all’esterno di un supermercato di Tucson, Arizona, avviene una sparatoria. L’obiettivo è interrompere il comizio e uccidere Gifford che invece riesce a superare la ferita alla testa di un colpo d’arma da fuoco dopo un intervento chirurgico. L’assassino è stato identificato come Jared Lee Loughner, classe 1988. Le motivazioni ad oggi risultano essere ancora sconosciute.

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2 Commenti

  1. Giobbe scrive:

    Il problema è enorme e difficile da risolvere. Secondo l’articolo 5 della Costituzione degli Stati Uniti (http://www.usconstitution.net/const.html#Article5) per convalidare una proposta di “amendment” (come pure la proposta di abrogarla, pare ovvio) ci vuole l’approvazione di 3/4 degli Stati confederati. Vallo a spiegare a tutti i conservatori repubblicani, e non solo, che avere tutte quelle armi in giro è pericoloso per l’incolumità della società.

  2. momin scrive:

    Per motivi “di sicurezza” controllano ogni singola parola scritta su twitter o facebook (vedi disavventura della coppia che aveva annunciato con troppo entusiasmo il suo viaggio negli USA) e non si preoccupano dei pazzi che accumulano arsenali in casa…

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