MANCANO EFFICACIA ED OGGETTIVITA’ - Il metodo lungo e complesso sarebbe quello di introdurre un controllo sistematico e capillare di efficienza e produttività, tramite strumenti di misurazione dei risultati oggettivi e trasparenti. A ben vedere quindi la difficoltà di individuare e applicare questi strumenti continua a rimandare la messa in moto di un meccanismo in grado di incentivare davvero il merito e l’impegno. Gli strumenti della fase due della riforma Brunetta appaiono troppo semplicistici, si punta soprattutto verso strumenti assolutamente non obiettivi, quali le esperienze personali, che possono essere influenzate da mille fattori esterni (non sempre moralmente irreprensibili),
l’autoproclamazione a meritevole poi appare ridicola, per fare un esempio è come se un docente anziché interrogare gli studenti al fine di stabilirne il grado di preparazione e dare di conseguenza un voto, dicesse agli studenti che quelli che ritengono di essere preparati devono alzare la mano. E’ evidente che tra questi studenti c’è chi è preparatissimo ma per vari motivi non alza la mano, c’è chi alza la mano pur non essendo per nulla preparato, vuoi per imbrogliare, vuoi perché convinto invece di essere pronto. Infine c’è chi è pronto e alza la mano. La stessa cosa accade con lo strumento di qui al punto due dell’elenco sopra riportato e non è detto che le misurazioni e le valutazioni successive riescono ad evidenziare le diverse situazioni. A questi problemi evidenti anche a chi è privo di malizia si aggiungono altri inconvenienti più “succulenti“, anche se si assicura che i risultati devono essere misurabili e tracciabili nel tempo, oltre ad essere valutati anche con visite on site. All’email nonsolofannulloni@governo.it dipendenti pubblici, cittadini e imprese clienti possono segnalare le amministrazioni che funzionano. Visto che Brunetta dichiara che i “premi non [saranno] più a pioggia ma selettivi. Chi avrà risultati, avrà soldi“, c’è da scommettere che si troverà il modo di “imbrogliare” segnalando l’amministrazione per motivi diversi dal raccontare la propria esperienza positiva. Dove manca l’analisi oggettiva dei risultati si da spazio anche a questi deplorevoli comportamenti.
CONTROLLO - Se dunque la fase due così come esposta dal ministro è solo un primo passo per tastare il terreno, allora è un fatto positivo, anche se limitato e con non pochi problemi, se invece è un modo per evitare di attivare strumenti più complessi, allora viene da domandarsi il motivo. Se il ministro Brunetta ha veramente intenzione di rendere efficace la Pa non può rimandare la costruzione di sistemi di trasparenza, valutazione e controllo nelle amministrazioni pubbliche (un simile sistema può richiedere anche tre o cinque anni prima di entrare “a regime”), i cui risultati si avrebbero in un’altra legislatura, spero non sia questo il motivo che spinge alla ricerca di strumenti più rapidi, per ottenere risultati immediatamente spendibili nel rapporto con l’opinione pubblica, strumenti che fanno tanto rumore appena presentati e/o attivati ma perdono poi ogni sostanza con l’andar del tempo.






















gran pezzo, Luk
Thanks Greg!