Un emendamento costituzionale forse scritto un po’ troppo in fretta, pensato per impedire la celebrazione di unioni gay, ha creato un piccolissimo problema: ha reso tutte le unioni, senza nessuna eccezione, non legali nello Stato
Sì, oramai sono incostituzionali anche le fedi texane: i matrimoni celebrati in Texas sarebbero tutti illegali. A denunciarlo un’avvocatessa e candidata democratica di Houston,
Barbara Ann Radnofsky. Secondo la donna tutte le coppie di coniugi dello Stato sarebbero state poste nella condizione involontaria di delinquere da circa quattro anni. Colpa di un accidente? Meglio dire di un aggettivo. Assente.
L’AGGETTIVO CHE NON C’E’ – Nell’emendamento costituzionale pensato per bandire le unioni tra gli omosessuali, ratificato nel 2005, si legge che il matrimonio consiste solo nell’unione tra un uomo ed una donna. In una sua clausola però c’è scritto anche che “This state or a political subdivision of this state may not create or recognize any legal status identical or similar to marriage.” cioè “Lo Stato…non può creare o riconoscere alcun tipo di “unione” legale identica o simile al matrimonio”. Punto. Quello che manca è quasi solo una parola: “gay“. Senza di essa, o senza un esplicito riferimento alla stessa, il ban si estende, secondo la possibile interpretazione letterale che ne evidenzia la Radnofsky, ad ogni tipo di matrimonio o di unione di fatto eterosessuale, anche perché ciò che è identico a “qualcosa” è, per l’appunto, quel “qualcosa“. Non c’è bisogno di una laurea per capire quello che c’è scritto, ironizza l’avvocatessa che chiede che venga preparato un nuovo emendamento costituzionale che possa rimediare all’errore di questo. Così com’è- dice- esso si presta ad essere impugnato per ricorsi di vario genere.
UN ERRORE DI MASSA – Nel 2005 la donna aveva votato contro la sua approvazione, ma – ammette – non si era ancora nemmeno resa conto delle implicazioni giuridiche che poteva comportare. Così, ora che ha studiato per bene la questione, chiama in causa l’attuale procuratore generale repubblicano Abbott, e gli chiede di riconoscere quello che lei definisce un “errore di massa“. Di scusarsi, in sintesi, di fare un passo indietro. D’altro canto il portavoce di Abbot, Jerry Strickland, sostiene la costituzionalità dell’emendamento e la legalità dello statuto del matrimonio. “Continueremo a difenderli entrambi“, afferma. Al momento la querelle resta sospesa. La rete, intanto, ad una superficiale indagine, sembra schierarsi divertita a favore della Radnofsky.
In Texas non si discrimina nessuno. Se i gay non si possono sposare, allora non possono farlo nemmeno gli “altri”
…(buzzy55)



L’ho sempre detto io che bisogna vietare il matrimonio per legge!
Pienamente d’accordo!
“Il matrimonio è come una trappola per topi; quelli che son dentro vorrebbero uscirne, e gli altri ci girano intorno per entrarvi.” (Giovanni Verga)
Beh mi sembra una iniziativa folkloristica… d’accordo, la legge è scritta male e non ci piove, ma se a quattro anni dalla sua approvazione si continuano a celebrare matrimoni (a meno che non si dimostri che dal 2005 ad oggi in Texas non si è sposato nessuno) allora vuol dire che la interpretazione letterale paventata dalla Radnofsky non c’è stata proprio.
forse non se n’erano resi conto
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