20 novembre 2009
Gli investigatori a caccia di prove scandagliano agende e segreti della casa della trans. Il mistero del Pc trovato in bagno. E la lista di dodici personalità clienti assidui del giro di viados
Era uno dei personaggi del caso Marrazzo. Brenda, la trans brasiliana trovata morta stamani nel suo appartamento a Roma, sapeva sicuramente di più di quanto ha raccontato agli investigatori. E non solo sullo scandalo che ha travolto l’ex presidente della Regione Lazio ma, forse, anche su altri vip filmati o fotografati duranti incontri a luci rosse e poi ricattati. Per il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed il sostituto Rodolfo Sabelli la tesi dell’omicidio dietro la morte di Brenda è quella più probabile, tanto che il fascicolo processuale aperto è stato intestato omicidio volontario. E a breve potrebbe mutare, con la stessa ipotesi di reato, anche quello sulla morte di Cafasso. Di sicuro saranno i risultati delle autopsie a fare luce sui due decessi. Quella riguardante Brenda è stata disposta oggi e si svolgerà tra domani e lunedì. Intanto, a piazzale Clodio, si valutano gli elementi raccolti nell’abitazione del trans brasiliano in via Due Ponti e le testimonianze di amici, viados e vicini di casa. Tra quelli più singolari c’è il ritrovamento del computer dentro un lavandino con il rubinetto dell’acqua aperto. Sarà sottoposto ad analisi tecniche per verificarne il contenuto. Il punto in cui si è sviluppato il fuoco è stato individuato nell’ingresso dell’abitazione, dove Brenda aveva lasciato un borsone ed una valigia con propri indumenti. Ma non sono state trovate tracce di liquido infiammabile, nè di innesco delle fiamme. Il portone di ingresso era chiuso con un giro di chiave. Assenti anche tracce visibili di colluttazioni, secondo quanto si è appreso, e di altre presenze nell’abitazione.
DOSSIERAGGIO? - Le indagini punterebbero ora ad accertare se il trans fosse coinvolta in un’attività di dossieraggio per conto terzi. Per questo saranno setacciate agende e rubriche del trans alla ricerca di contatti e amicizie. L’ipotesi è che potesse essere l’anello operativo tra ricattati e ricattatori. E non solo per soldi. Brenda chiamava Piero Marrazzo alle utenze fisse della sua segreteria alla Regione Lazio, presentandosi col suo nome di battaglia. Chiamate non isolate e che ora sono nel fascicolo di indagine. E la stessa Brenda aveva ammesso agli investigatori durante un interrogatorio di avere un secondo video che la ritraeva con Marrazzo e un altro trans, Michelle. «Certo, avevo quel video, lo custodivo nel mio pc ma l’ho distrutto perchè avevo paura», si legge nel verbale di interrogatorio di Brenda reso i primi di novembre ai Ros. Nella casa di Brenda non è stato trovato liquido infiammabile: trovare carbonizzato qualcuno per mero incidente sembra sempre più difficile, allo stato delle cose. E poi c’è il computer. Ritrovato nel bagno, dopo essere passato ben bene sotto l’acqua. Strano anche questo: soprattutto per qualcuno che si vuole suicidare.
IL SECONDO VIDEO – Nei verbali di interrogatorio, Brenda parla di foto e video fatti durante incontri in una casa in via Cortina d’Ampezzo, forse la stessa casa dove si reca Natalie, l’altro trans, dopo il blitz dei due carabinieri infedeli (Luciano Simeone e Carlo Tagliente) nell’appartamento di via Gradoli 96. Brenda però dopo avere ammesso di avere distrutto il secondo video non aggiunge altro. I magistrati sospettavano e sospettano di un ricatto cominciato già all’inizio di quest’anno ma anche di altre possibili estorsioni nei confronti di altri potenti. Interrogato dai carabinieri del Ros, Brenda parla dunque di incontri «nella casa» del Governatore di via Cortina d’Ampezzo. Secondo il trans Marrazzo qui viene fotografato durante gli incontri a cui avrebbe partecipato anche Michelle, un altro transessuale che Marrazzo conosceva. «Insieme e me e a Marrazzo - spiega Brenda ai carabinieri del Ros – c’era anche Michelle, che aveva una copia del video ma adesso è a Parigi». Gli investigatori, dopo l’interrogatorio di Brenda, erano e sono convinti che altri personaggi, magari clienti di Brenda, potrebbero essere stati immortalati in video. E in questo quadro convergono le indagini su Gianguarino Cafasso, morto per overdose il 12 settembre scorso in un albergo ad ore di via Salaria a Roma. Cafasso, molto amico di Brenda, sarebbe stato il detentore del video completo di Marrazzo, quello di 13 minuti, e a detta dei carabinieri infedeli, colui che avrebbe girato loro il promo del film nell’appartamento di via Gradoli. Una tesi a cui la procura non crede. La morte di Cafasso, dopo quella di Brenda, appare ancora più inquietante. Teste del decesso la fidanzata Jennifer, altro trans, che dichiara di «avere gettato il telefonino di Cafasso dopo che era morto perche squillava continuamente». E il computer? A che serviva metterlo sotto l’acqua se il video era stato cancellato? In ogni caso, se l’hard disk è ancora intatto, molto probabilmente gli esperti della procura non ci metteranno tanto a scandagliarlo per bene.




Sembra la trama di un film
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Il pc sotto l’acqua, mi sembra rudimentale come sistema: dovevano avere una gran fretta.
Ma a quel punto tanto valeva portarlo via e distruggerlo con tutta calma da un’altra parte. Non capisco perché cercare di danneggiarlo con un metodo così rudimentale e tutt’altro che efficace (sarà forse che ho visto troppe volte RIS 4…)
Una fine inqiuetante…quasi peggiore di essere squagliati nell’acido…come un monito per le altre che restano, una sorta “che vi sia di lezione”.
Persone senza scrupoli…questa notizia mi ha atterrito questa mattina.
Questo è il clima di terrore che si sta creando in questo paese. I pestaggi nelle carceri, quelli davanti alle fabbriche (lasciati nel silenzio dai media), gli studenti arrestati e ora questo. Il clima di terrore per fermare sul nascere eventuali venti di rivolta.
Il “bel paese”… di merda!!!
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L’ipotesi più attendibile su Sindona è però il suicidio.
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MI DOMANDO! ma se non e’ omicidio , per quale motivo troviamo un pc sotto l’acqua nel lavandino, per quale motivo non e’ stato portato via e distrutto in modo definitivo, un professionista” e solo tale potrebbe essere stato assoldato da uomini importanti ” non avrebbe commesso errori cosi banali, quindi se omicidio c’e’ stato non e’ stato cerdo ordinato da nessuno ma effettuato da persona che paura timore di essere scoperta!secondo me ,,,,,uno dei ricattatori
!