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Niente resterà impunitodi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 19 novembre 2009 alle 17:25 dallo stesso autore - torna alla home

Ricompare, periodicamente come è ormai abitudine da queste parti, il caso di Emanuela Orlandi. Oggi sono state diffuse delle dichiarazioni della “superteste” Sabrina Minardi, la quale oggi – a un anno e mezzo dalla sua prima deposizione – avrebbe riconosciuto nella voce di Mario, telefonista del caso Orlandi (il secondo dopo Pierluigi, l’unico di cui esiste una documentazione fonografica) quella di un componente della Banda della Magliana. Sul quale oggi sarebbe partita un’indagine.

A tale proposito, giova ricordare che:

a) Se la voce è quella di un tal Rufetto, detto Libero, ebbene questo Libero non può essere Libero Mancone. Perché è morto. O è un altro Libero, o non si chiama Libero. Punto.

b) La circostanza secondo la quale soltanto oggi la Minardi avrebbe potuto ascoltare quella telefonata è curiosa: la registrazione è una delle prove documentali più vecchie e citate dell’inchiesta, e a spezzoni è stata riproposta in tv (c’è persino su internet).

c) Che il nome di Libero detto Rufetto era stato già fatto da Antonio Mancini, alias l’Accattone, come telefonista del caso Orlandi. Un sospettato era stato sottoposto alla prova fonetica, poi risultata negativa.

d) Che Maurizio Abbatino, qualche tempo fa, ha dichiarato che la Banda col sequestro non c’entra niente.

Tutto ciò, ovviamente, per la precisione.

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