Somalia, fantasia mercenaria

20/07/2012 - di

Se c'è un paese al quale s'applica invariabilmente la legge di Murphy, questo è la Somalia. Dopo la fame arrivano anche i mercenari con gli arsenali galleggianti. Fungono da base per ogni genere di traffico , soprattutto per quelli d'armi

Somalia, fantasia mercenaria <1>

Tutte le foto <1>

Somalia, fantasia mercenaria

Vedi foto

    SCOPRI >>

    I somali non sono senza responsabilità, ma le ingerenze straniere in Somalia raggiungono livelli incredibili e spesso sfidano la fantasia.

    GLI APPRENDISTI STREGONI - In un paese senza governo dal 1991 e fin da subito laboratorio per le teorie di “nation building” di una comunità internazionale un po’ troppo al traino dell’iniziativa statunitense , la Somalia continua a rappresentare un formidabile caso di studio e a offrire un campionario di errori ed orrori che ben pochi paesi possono vantare. Quel che è all’interno dei confini della Somalia si ritrova oggi diviso tra due zone semi-autonome al Nord, Somaliland e Puntland; tollerate da anni da tutti, ma ugualmente disperate; e una zona meridionale che corre fino alla frontiera del Kenya, divisa tra il Governo Federale di Transizione e gli al Shabaab, che da quando gli etiopi si sono ritirati non hanno mai riconosciuto altra autorità che quella del loro progetto di stampo qaedista.

    GLI ISLAMICI - Gli al Shabaab da allora sono dati in rotta e in effetti negli ultimi mesi sono stati allontanati da Mogadiscio e dalle loro basi più sicure nel Sud, ma ultimamente sono riapparsi a Nord, a minacciare il Puntland grazie all’alleanza con un gruppo locale. La Somalia resta un paese di lealtà di clan e così anche gli Shabaab hanno qualche problema di leadership e di fedeltà tra le proprie fila, ma niente che possa riprodurre il caleidoscopio di rappresentanti più o meno anziani che da oltre un decennio dovrebbe votare una costituzione dalla quale ripartire. Anche di questi tempi la costituzione pare dietro l’angolo, ma il fatto che gli anziani si siano detti disposti ad andare al voto, non significa ancora che la voteranno anche se non saranno accolte le molte obiezioni che hanno espresso.

    IL RAPPORTO ONU - Al di là di questa che è stucchevole e tragica routine da almeno un decennio, uno squarcio preoccupante sulle ultime novità somale è stato offerto in questi giorni dal rapporto del Monitoring Group dell’ONU sulla Somalia, un lavoro che sembra abbastanza approfondito e che restituisce un quadro desolante, ancora di più se accompagnato alla notizia del ritorno della carestia nel paese echeggiata proprio negli ultimi giorni. Secondo gli investigatori dell’ONU il 70% dei fondi inviati in Somalia sparisce senza essere documentato e non ci vuol molto a capire che l’ONU punta il dito sul governo, incapace di controlli e sommerso da accuse di corruzione.

     

    LEGGI ANCHE: Il Governo che protegge un pirata

     

    LE COMPAGNIE MILITARI PRIVATE - Uno dei problemi che emerge con maggior forza è relativamente nuovo, ed è dato dall’esplosione degli affari delle compagnie militari private nel paese. Da mesi mercenari provenienti da ogni parte del mondo si stanno riversando a Mogadiscio, chi per addestrare i somali su mandato internazionale, chi per scortare funzionari o uomini d’affari, fatto sta che ce ne sono moltissimi e che il compound della Sterling Corporate Services (ex Saracen) a Bosaso, dove la compagnia addestra le reclute della polizia somala è diventato la seconda base militare del paese dopo la base dell’Unione Africana a Mogadiscio, con tanto di aeroporto, torre di controllo e alloggi in tende per 1.500 persone.

    STATI UN PO’ CANAGLIA – Accanto a queste attività legittime il Monitoring Group ha rilevato un enorme traffico d’armi che da Etiopia, Sudafrica, Uganda ed emirati Arabi Uniti alimenta la violenza in Somalia, ma anche una frenetica attività mercenaria. Riscontri che mettono in imbarazzo in particolare Gran Bretagna e Sudafrica, paesi per i quali le attività registrate sono illegali e che invece di intervenire hanno ostacolato le indagini ONU. Il Sudafrica che ha una legge intitolata ‘Prohibition of Mercenary Activities and Regulation of Certain Activities in Country of Armed Conflict Act” dal 2006, scritta proprio a causa delle infami attività mercenarie di numerosi sudafricani nel continente. Peggio per ora sembra essere andata agli Emirati, che hanno chiuso di corsa il loro programma in Puntland inseguiti dallo scandalo e sembra che abbiano trattato con l’ONU per scampare a penalità e sanzioni, che invece pare toccheranno a singoli individui coinvolti in queste attività, segnatamente la SCS, visto che si parla esplicitamene di servirsi in futuro di altri contractor. Intanto 800 reclute del Pntlnd sono rimaste senza stipendio, cibo e carburante in mezzo al nulla.

    I PROTAGONISTI - Tra le compagnie messe all’indice nel rapporto ci sono l’AEGIS (Sudafrica), la Pathfinder Corporation (Sudafrica), Sterling Corporate Services (ex Saracen International), di solida genesi britannica. SCS ad esempio è accusata di affittare elicotteri al Puntland, esportati con la frode dal Sudafrica attraverso un giro di documenti che il MG ha ricostruito nel dettaglio. Inviati negli Emirati, poi avvistati alle Seychelles a bordo di una nave-scorta della ex Blackwater (ora XE) la MV Eaton, sono finiti al servizio dell’esercito del Puntland.

    GLI ARSENALI GALLEGGIANTI- Ma non basta, perché questi geniali imprenditori della guerra si sono inventati una novità per evadere i problemi posti da divieti ed embarghi e hanno attrezzato diversi di quelle che il MG definisce “Arsenali galleggianti”. Si tratta di navi o piattaforme al largo della costa somala, in acque territoriali e quindi sottratte a ogni giurisdizione, che fungono da base per ogni genere di traffico , soprattutto per quelli d’armi. Sono circa 18 e conservano circa 7.000 armi secondo il rapporto, costituendo un supermarket intoccabile a disposizione di chiunque, nato in origine per assistere il numero sempre più nutrito di scorte civili a bordo delle navi in transito, che così possono dotarsi anche di armamento da guerra che nei porti d’origine non avrebbero mai potuto caricare e spesso neppure detenere.

    DI MALE IN PEGGIO - Un’idea che sembra nefasta e potenzialmente pericolosissima, anche perché facilmente esportabile ove tollerata come in queste aree. Più un problema che una soluzione, tanto che queste armi in effetti vanno in giro e ne sono già state trovate in altri paesi al seguito di mercenari britannici, come i tre arrestati in Egitto di recente. Inutile dire che le compagnie giocano quasi tutti i ruoli nella commedia, non disdegnando alcun incarico e nessuna collaborazione, nemmeno con i pirati.

    IL PIRATA DEL PRESIDENTE - I Pirati sono in calo, ma forse si stanno solo riconvertendo, sensazione ha fatto la coperta da parte del MG che quello che è forse il principale leader pirata sia stato dotato di un passaporto diplomatico dal presidente somalo, che dice di averlo fatto per convincerlo a cambiare vita. Per il futuro non si sa, oggi intanto Mohamed Abdi Hassan “Afweyne”continua a fare il pirata in Somalia e a passare per impegnato nell’anti-terrorismo quando è all’estero. I suoi colleghi intanto si sono dati anche al rapimento a scopo di riscatto di giornalisti, operatori umanitari e variamente benestanti, mentre la loro economia ha attirato somali della diaspora, benvenuti perché dotati di passaporti buoni, della conoscenza di lingue straniere e della possibilità aprire conti correnti liberamente, ricercatissimi come teste di legno. Il governo somalo ha detto che le accuse sono destituite di ogni fondamento e che il Monitoring Group è un nemico della pace.

    LA GRAN BRETAGNA COPRE -  Nel rapporto c’è anche una critica alla Gran Bretagna, sorvolata da BBC che pure ha dato conto estesamente del rapporto, che dal 2010 ha bloccato l’erogazione di sanzioni ai pirati e a chi collabora con loro al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Senza il blocco le somme che ricevono non possono essere considerate illegali da gestire, permettendo alle PMC di pagare i riscatti per le compagnie assicurative  e gli armatori, altro ramo d’attività molto lucroso e sviluppato professionalmente. Tra PMC, assicuratori marittimi ed armatori, la Gran Bretagna ha una discreta platea d’interessi da difendere, sarà per questo che i britannici sembrano più interessati ai primi due somali che si andranno alle olimpiadi da tempo (Zamzam Farah e Mohamed Hassan, che alle vicende del loro paese. Peccato solo che il presidente del Comitato Olimpico lo abbiano ucciso qualche mese fa, è l’evento che ha coronato il suo lavoro.

    LE DONNE ULTIME TRA GLI ULTIMI - Un altro problema che è saltato agli occhi del MG è stato quello della violenza sulle donne, le quali non si possono mai dire al sicuro. Nelle zone controllate dagli islamici sono trattate secondo la Sharia, ma questo non le risparmia dall’essere prelevate e “sposate” ai combattenti o offerte come ricompensa ai volontari suicidi, un anticipo sulle vergini a carico di Allah nell’altro mondo. Nel resto del paese si passa direttamente alla violenza sessuale senza tanti formalismi, ancora di più nei grandi campi per profughi dove la violenza sessuale è definita “endemica” da tutti i testimoni. Endemica come la fame per qualche milione di somali, quelli che da anni non possono fare altre che scappare qua e là in balia degli eventi, cercando di morire il più tardi possibile.

     

     

    LEGGI ANCHE:

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

    Ultime Notizie

    renzi mille giorni 2

    Il rimpasto che non c’è

    14:39 Il premier scende in campo: «Se qualcuno parla di "malattia degli annunci" io sono felice di essere giudicabile fatto per fatto». E sul tema «ideologico» dell'articolo 18 rilancia: «La Germania è un nostro modello, non pericolo» CONTINUA