Interni

I boss e Cosentino: due facce della stessa difesa

18 novembre 2009

La linea difensiva del Sottosegretario all’Economia ricorda tanto quella dai capi dei Casalesi. Accuse ingiuste e persecuzione: ritorna la storia del complotto giudiziario e mediatico mosso ai danni di vittime innocenti.

La retorica difensiva della magistratura inefficiente, dei magistrati che perseguono obiettivi politici non passa mai di moda, così come la storiella che ci siano giornalisti e testate asservite, strumentali, al volere delle Procure. L’onorevole Nicola Cosentino è molto puntuale nel sostenere quelle tesi ed evitare così di entrare nel merito delle accuse che gli muovono i diversi pentiti che lo indicano come il politico che, almeno dalle regionali del ’95, avrebbe ricoperto il ruolo di referente degli interessi del clan dei Casalesi. Quella di alimentare il sospetto di condotte perverse della Procura e dei giudici in cattiva fede si tratta di una linea che avevano adottato perfino gli stessi boss casalesi nel corso del Processo Spartacus. Con una lettera ai magistrati napoletani per bocca dell’avvocato Nando Santonastaso il gotha della camorra casertana facendo leva sulla “legittima suspicione”, un anno e mezzo fa faceva sapere di voler essere giudicata altrove: esprimeva tutto il suo malessere per una persecuzione subita.

GIUDICI COMPLOTTISTI - Così come il Sottosegretario all’Economia parla oggi di una Procura non serena, nella stessa maniera parlavano di una procura non serena tramite i loro legali pure i boss sottoprocesso. Affermavano: “I giudici napoletani non sono sereni - riportava il contenuto della lettera Leandro Del Gaudio su Il Mattino - di fronte al tentativo di condizionamento della Dda di Franco Roberti: una trama consumata grazie a un presunto disegno del pm Raffaele Cantone nella gestione dei pentiti e da giornalisti e scrittori bollati come «prezzolati»”. Si tratta della stessa trama complottista citata a Porta a Porta dal Sottosegretario all’Economia sotto inchiesta. L’onorevole Cosentino ha espresso più volte le sue perplessità circa le fughe di notizie dalla procura napoletana ricordando le anticipazioni fatte dall’Espresso prima (un anno fa) e del Fatto Quotidiano poi (qualche settimana fa) in merito agli atti delle inchieste, inserendole in un contesto di congiura mediatica e giudiziaria mossa ai suoi danni.

GIORNALISTI COMPLOTTISTI - In particolare ha sottolineato la coincidenza della partecipazione del pm Giuseppe Narducci ad un convegno insieme al giornalista Marco Travaglio, uno dei pezzi da novanta del neonato quotidiano, Il Fatto, lo stesso che poi avrebbe dato notizia dell’ordinanza di arresto nei confronti del deputato una settimana prima che questa venisse inviata alla Camera. Poi ha più volte alimentato il fantasma del pm che lo seguirebbe come un’ ombra da quasi un ventennio, alla disperata ricerca di fatti penalmente rilevanti che potessero seriamente compromettere la sua attività politica. Quello del processo ingiusto dei metodi faziosi di indagine, strumentali a secondi fini sembra quindi un ritornello che ritorna. Anche Rosaria Capacchione era stata presa di mira in simil maniera da Bidognetti e Iovine, condannati all’ergastolo: in quella famosa lettera la definivano “una giornalista prezzolata dalla Procura di Napoli, puntuale a soddisfare con la penna le esigenze di alcuni pm”. Sono, insomma, le due facce della stessa difesa.

E LA SOSTANZA? -Gli imputati Bidognetti e Iovine avranno le risposte che meritano nelle sedi competenti”, si leggeva ancora nella lettera dei boss. Erano gli avvocati Nando Santonastaso e Carmine D’Aniello a parlare. Sarebbe il caso, ora, che Cosentino convergesse anche su questo punto. Sperando che magari venga tralasciata la forma e si cominci finalmente a parlare solo della sostanza dei fatti contestati all’onorevole. Senza tribune televisive. Può darsi si comprenda meglio tutta la vicenda.

2 commenti a I boss e Cosentino: due facce della stessa difesa

  1. Questa vale come cit. Al tg3: “Cosentino sono 15 anni che combatto il malaffare”. Infatti, si era infiltrato nel “sistema”.

  2. lelith

    lo style è il sempreverde “difendersi dal processo e non nel processo” ideato da benito craxi e perfezionato dal suo degno successore silvioni berlusco

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