Le avventure di Mr. Legittimo Impedimento

18/07/2012 - Una legge è per sempre, anche quando non si è più Presidente del Consiglio

Le avventure di Mr. Legittimo Impedimento

Nonostante siano passati i tempi del Governo, Silvio Berlusconi non ha perso il vizio appellandosi al “legittimo impedimento” per evitare la convocazione da parte della Procua di Palermo a seguito dell’indagine sulla trattativa Stato-mafia in cui è coinvolto Marcello dell’Utri con l’accusa di “estorsione politica” nei confronti di Sua Emittenza.

DRIBBLING - Il Manifesto ci spiega che il legittimo impedimento di Silvio Berlusconi era relativo alla discussione necessaria a Villa Gernetto con alcuni economisti del futuro dell’euro, e della crisi economica. Un impegno importantissimo, tanti quanto quelli di un presidente del consiglio in carica, a misura del quale fu approvata la legge sul legittimo impedimento, che già permise a Belrusconi di “dribblare” vari appuntameti tra Procure e Tribunali.

 

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INTERMEDIARIO - Il Fatto Quotidiano ci ricorda che il procuratore generale che rappresenta l’accusa, Luigi Patronaggio, ha chiesto che venga sentito come testimone proprio l’ex presidente del Consiglio. ”In questo processo – ha detto Patronaggio non è mai stata sentita la persona offesa dal reato: Silvio Berlusconi, che nel 2002, essendo indagato di reato connesso, si è avvalso della facoltà di non rispondere”. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Dell’Utri avrebbe fatto da intermediario tra Berlusconi, all’epoca imprenditore, e Cosa Nostra facendo da tramite presso Berlusconi alle richieste estorsive dei clan.

CONTIGUITA’ CON COSA NOSTRA - “La giurisprudenza è cambiata – ha detto Patronaggio – perché gli indagati di reato connesso la cui posizione è stata archiviata non possono più avvalersi della facoltà di non rispondere e tutt’al più possono essere sentiti nella forma del testimone assistito”. Patronaggio ha ricordato le dichiarazioni del pentito Giovanni Brusca che aveva detto ai magistrati: “Dopo l’omicidio di Salvo Lima il suo ruolo di mediatore fu preso da Vito Ciancimino prima e da Marcello Dell’Utri dopo”. Secondo il magistrato, Dell’Utri – che nel frattempo ha lasciato l’aula per tornare al Senato – “ha tenuto un immutato atteggiamento di contiguità con Cosa nostra, dagli anni Settanta in poi”.

IMPEGNI PRECEDENTI - Nell’ambito dell’inchiesta palermitana sulla presunta trattativa tra Stato e mafia, invece, Berlusconi sarà ascoltato come semplice testimone con l’obbligo, in questo caso, di rispondere. Questa la comunicazione arrivata ai suoi avvocati. Prima data fissata: due giorni fa, lunedì 16 luglio. L’ex premier però ha opposto una questione di legittimo impedimento per “impegni già presi in precedenza”. E proprio in queste ore sono in corso contatti tra la procura e i suoi legali per fissare al più presto una seconda data.

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ESTORSIONI - Alla base del colloquio programmato dalla procura di Palermo alcune spese effettuate dal Cavaliere a favore dei Circoli della Libertà, Marcello Dell’Utri. Nel mirino anche diversi prestiti infruttiferi fatti sempre a favore del senatore di Forza Italia. I pm vorranno chiedere conto a Berlusconi di quei venti milioni di euro pagati all’amico Marcello per l’acquisto di una villa che, conti alla mano, ne valeva la metà. Denaro, questa è l’ipotesi dell’accusa, che potrebbero essere il conto di un’estorsione. Vittima il Cavaliere. C’è di più: da quanto si apprende lo stesso Berlusconi potrebbe essere stato vittima di un ‘altra estorsione, questa volta politica, all’epoca in cui, nel 1994, era presidente del Consiglio. Al centro sempre la trattativa Stato-mafia. Secondo le ipotesi investigative della procura, Dell’Utri sarebbe subentrato a Salvo Lima come mediatore nei confronti dei padrini siciliani.

STRANE COINCIDENZE - A portare la citazione della procura ad Arcore è stata la Guardia di Finanza di Palermo. La stessa che nel marzo scorso si è presentata nello studio milanese del notaio Arrigo Roveda per sequestrare l’atto di compravendita della villa sul lago di Como. Atto firmato, guarda le coincidenze, alla vigilia della sentenza di Cassazione nei confronti di Dell’Utri. Sentenza, che, bocciando la condanna in Appello ha riaperto i giochi del processo. Perché tali coincidenze? Una di queste, ipotizzano i pm, è che in caso di condanna al senatore di Forza italia sarebbero stati sequestrati tutti i beni.

IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO NEL CASO RUBY… - La Repubblica ci ricorda di quando Berlusconi si avvalse del legittimo impedimento in occasione del processo Ruby. Il tribunale accossentì al rinvio dell’udienza in quanto all’epoca Silvio fu impegnato in una riunione romana con i parlamentari del Pdl. Il pm Antonio Sangermano aveva chiesto ai giudici di respingere la richiesta di rinvio dell’udienza presentata nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi e dai suoi legali, Niccolò Ghedini e Piero Longo (il primo deputato, il secondo senatore del Pdl). Per l’accusa l’impegno addotto era infondato. “Non si tratta di attività parlamentare ma di partito”, aveva detto il pm citando precedenti decisioni della Corte costituzionale.

…E NEL PROCESSO MILLS - Sky invece ci ricorda di quando il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta di legittimo impedimento avanzata dai legali di Silvio Berlusconi, rinviando così a fine novembre il processo in cui il presidente del Consiglio è imputato di corruzione in atti giudiziari dell’avvocato britannico David Mills. Niccolò Ghedini ha spiegato che l’allora Presidente del Consiglio doveva essere impegnato nella riunione di domenica 23 ottobre mentre il 26 sarebbe stato occupato in un incontro con l’allora Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano. L’udienza in quel caso venne spostata al 5 dicembre 2011.

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7 Commenti

  1. Lara scrive:

    Ma..come cazzo si fa ad andare a letto con uno schifo del genere? Come si fa a farsi toccare da uno del genere? Con tutti i soldi che ha manco uno sbiancamento decente ai denti s’è fatto fare? Puah!

  2. Rambo scrive:

    E’ il potere dei soldi. Fa miracoli altro che chirurgia plastica!tutti più belli, affascinanti,più giovani, più alti, più tutto insomma. Non lo sapevi?

  3. Priapus scrive:

    Chiagnolo è fatto così, confonde le cose e non sai se è effetto dell’età
    o di malizia.
    Nel’94 promise una rivoluzione liberale ma ha fatto solo una rivoluzione
    libertina.
    Poi si è fatto prescrivere una legem “ad caricam”, ma vuole usarla come
    “legem ad personam”.

  4. alessandro scrive:

    ma italiani ci vogliamo svegliare?nell antica roma il senato durava 5anni poi si cambiavano i senatori si erano accorti di qualcosa?

  5. licantropo scrive:

    la bufala più grande è stata quella di cercare di togliere l’esecutività alle sentenze… con tutti i subalterni senza spina dorsale e senza ..arte… a sostenere che era legittimo farlo…comunque questo processo sta durando troppo a lungo…..

  6. liplop scrive:

    rispetto a quella di mandara,quella di cercare di togliere l’esecutività alle sentenze…scompare…c’è bufala e bufala…a quella dell’esecutività parteciparono gli asserviti che senza avere uno straccio di laurea,ne sostenevano la legittimità

  7. bastardon de bastardoni scrive:

    Mister legittimo impedimento, mister mi consenta, mister sono stato frainteso, mister gli elettori italiani sono come degli adolescenti nemmeno troppo intelligenti, mister Mangano è un eroe, mister Scilipoti è un amico, MISTERO: HA MAI FATTO QUALCOSA DI ONESTO NELLA SUA VITA SENZA CHE CI FOSSERO IN BALLO I SUOI INTERESSI PERSONALI?

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