Il pomeriggio del 5 dicembre a Roma, un grande corteo arriverà fino in piazza del Popolo e chiederà le dimissioni di Silvio Berlusconi. Alla manifestazione, nata dalle quasi 250mila adesioni raccolte in rete, hanno già aderito l’ Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani. Il Partito Democratico ha per ora declinato l’invito ad aderire formalmente anche se singolarmente molti elettori saranno in piazza per partecipare.
In realtà una decisione ufficiale non è stata ancora presa e il segretario Bersani proprio nella Direzione di ieri ha affermato “Il Pd, per poter decidere se appoggiare o meno una manifestazione guarda le sue parole d’ordine. Il Pd fa le sue manifestazioni e se sono altri a promuoverle valutiamo se le loro parole d’ordine sono potabili per noi”. E quindi in attesa di capire la “potabilità” delle proposte dei manifestanti, cerchiamo di evidenziare le ragioni che spingerebbero il partito a dire no al no B day.
In primo luogo si tratta di una grande manifestazione “apartitica e pacifista”. E se così è nata nelle intenzioni degli organizzatori, non si capisce la corsa dei partiti per metterci il cappello. In secondo luogo, la grande prova di forza contro il Premier, il Pd l’ha già messa in piedi. Poco più di un anno fa, la mobilitazione del partito riempì di due milioni di persone il Circo Massimo. Il più grande partito dell’ opposizione ha dimostrato in quell’ occasione di possedere tutte le capacità per mettere in piedi manifestazioni nazionali di tutto rispetto, senza farsi dettare le piattaforme da altri..
Un altro motivo che porta ad avere molti dubbi su una manifestazione smaccatamente ad personam è la concreta possibilità che, nel massimo momento di divisione all’ interno del Governo e della stessa maggioranza e con livelli di gradimento popolare in flessione, nonostante si conservi un consenso ancora ampio, questo non farà altro che ricompattare il fronte berlusconiano ( vedi contromanifestazione già indetta lo stesso giorno ) ai quali “levagli tutto, ma non il loro Silvio”.


Sottoscrivo parola per parola.
Ognuno è libero di andarci, sia chiaro. Ma un partito serio, che si pone come obiettivo quello di rappresentare l’alternativa possibile sui tutti i problemi che assillano gli italiani e non (sempre) “su uno solo”, non si fa dettare la linea da un po’ di “autoconvocati”. L’adesione del Pd, che poi sarebbe un pedissequo accodarsi alla piattaforma e alle “parole d’ordine” imposte da altri, in questo momento, sarebbe deleteria, anzi, come scrive l’autrice, sarebbe un regalo bello e buono al Pdl nel loro momento di massima frizione interna.
P.
A me sembrano comunque argomentazioni ad personam. Nel senso di Di Pietro.
Quanto alla radicamento, in Calabria, Puglia, Campania, il partito è così ben radicato che per svellerlo ci vorrà un machete e qualche buon magistrato.
Ebbasta farsi dettare l’agenda dell’opposizione da Di Pietro. Il Pd è contro questo governo e questa maggioranza non solo contro Berlusconi e non ha bisogno di scendere in piazza ogni sei mesi per ribadirlo. In quanto al radicamento, io mi riferivo agli elettori e ai potenziali elettori. Poi che vi siano mele marce non l’abbiamo mai nascosto. Anzi, proprio qui su Giornalettismo si sono spesi fiumi di parole sul Pd di Castellammare. Figuriamoci.
E poi non ho capito cosa sono tutti questi richiami di Di Pietro. “Non fate i primi della classe” ” scendete a protestare”. Ha paura del flop ? E mica deve riempire il Circo Massimo ?
Sottoscrivo anch’io parola per parola.
Mi sono stufato di chi si sente sempre in diritto di fare l’esame del sangue di antiberlusconismo a chiunque voglia affrontare il discorso sul piano del ragionamento e della politica anziché solo su quello degli slogan.
Sia chiaro, chi decide di andare alla manifestazione, se lo ritiene utile e giusto, fa bene.
La cosa inaccettabile è dire che chi non ci va è pro berlusconi o giù di lì.
Un sorriso -iso
C.
Il problema è sempre “chi organizza cosa”
Quando l’ha organizzata il Pd, l’ora era quella x
Quando la organizza Di Pietro siamo già fuori tempo massimo.
E dunque si possono usare quegli argomenti buoni per tutte le stagioni (sta lì lì per cadere che se tu ti muovi si potrebbe mantenere in piedi per farci dispetto).
E guarda caso in coincidenza di tutto questo c’è la proposta di Berlusconi su D’Alema che mi sembra tanto pifferata magica con tutti i topi del Pd che si mettono in marcia a seguire topone Massimo…qui naturalmente la diffidenza non si è attivata, nessuno ha detto “ma fammi vedere le carte…”, mentre la manifestazione di Di Pietro suscita tutte le perplessità degli astrologi…
Quanto ai problemi delle regioni meridionali il problema è che Bassolino ad es. era e rimane l’uomo migliore del Pd. Il Pd napoletano (e a questo punto dev pensare anche il Pd a livello nazionale) è molto peggio di Bassolino.
E ancora, questa pretesa di dettare o non farsi dettare l’agenda, ricorda la velleità veltroniana di correre da soli, con i buoni risultati che abbiamo di fronte. Fino a che non si capisce che bisognerà fare una coalizione e questa coalizione dovrà sottoscrivere un programna comune che sarà un compromesso, in cui come Berlusconi ha concesso alla Lega, così il Pd dovrà concedere a qualcun altro, non andremo da nessuna parte. Signori, bisognerà tornare a Prodi. Lo avete capito o no ?
Di Pietro non organizza un bel niente. Si è accodato agli organizzatori. Come al solito, del resto. La manifestazione è velleitaria già nelle intenzioni. L’idea forza (si fa per dire) è lo slogan: “vogliamo le dimissioni di Berlusconi”, immagino il terrore che percorre il Cav.
Per ora, l’unico risultato che ha ottenuto questa “manifestazione” è stato di evidenziare le differenze (e dato che ci sono non è detto che sia un male) se non le spaccature nell’opposizione e magari di ricompattare la maggioranza.
Infine, il tuo ricordo dell’esperienza Prodi, il programma, magari fatto di centinaia di pagine e scritto a colpi di compromesso… è un deja vu piuttosto indigesto agli italiani, e persino agli elettori di centrosinistra. Uno che ricorda quella storia come te, direi quasi con nostalgia, deve essere per forza un elettore di Berlusconi, sbaglio?
” Di Pietro non organizza un bel niente. Si è accodato agli organizzatori. Come al solito, del resto.”
E allora perchè parlare di ” accodarsi a Di Pietro” o ” farsi dettare l’agenda da Di Pietro”?
Non dicuto che ci possano essere buoni motivi per non partecipare alla manifestazione,( per dire, io non ci andrei) ma non capisco perchè rifiutarla perchè sarebbe un ” accodarsi a Di Pietro”. La manifestazione non l’ha organizzata lui, ci si va o non si va se la si approva o meno, ma non capisco questo tirare in ballo Di Pietro, utilizzando pure le parole che usa di solito la destra ” ” farsi dettare l’agenda da Di Pietro”.
Ed infatti nessuno vieta niente. Nemmeno Bersani dice ai suoi di non andarci. E’ il partito, in quanto organizzazione politica, che non aderisce alla piattaforma così come proposta dagli organizzatori e fatta propria da Di Pietro. Infatti, è sempre Di Pietro che dice: “Non fate i primi della classe”, ”scendete a protestare”. E’ evidente che sta provando a mettere cappello sulla manifestazione. A questo punto trovo più che probabile che si ripeta una nuova Piazza Navona. Bersani, non fa altro che tutelare il suo partito ed i suoi iscritti.
P.
Mj è Di Pietro che dal suo pulpito lancia accuse contro il Pd se il Pd decide di non aderire. Io ho scritto che per gli organizzatori deve essere una grande manifestazione apartitica e dunque ?
Di Pietro non detta l’agenda al Pd, non gli può intimare di partecipare, non partecipare, organizzare, non organizzare e tantomeno insultare
Dal mio punto di vista in questa pentola bolle la solita minestra degli ultimi anni, Dalema che per fare il Ministro Europeo va a chiedere appoggio a Berlusconi e allora mica si può fare qualcosa di sgradito al Tizio. Bersani che, legato da questo impegno, invece di trovare una motivazione “”Intelligente”" va a cercare la solita sciocca frase “”non accettiamo lezioni”", ma dove ha vissuto negli ultimi anni? Non poteva dire (butto la una frase), Il partito ufficialmente non va perchè è inutile inseguire tutti coloro che vogliono manifestare contro. Chi vuole vada, ma non si faccia coinvolgere in caso vi siano “”Volgarità”". Ragionevole, Accettabile e non banale. Purtroppo ancora non si vgede un cambiamento, è presto sicuramente, ma se il giorno si vede dal mattino, avremo altri Marrazzo, Bassolino, Del Turco. Ho fiducia che Bersani non possa evitare di scazzare un po’, far digerire dei cambiamenti come quelli che sono necessari al Partito, non sarà facile. Troppa gente ha trovato il pane assicurato sotto l’ombrello del Partito.
Sono completamente d’accordo di non aderire alla manifestazione del 5 dicembre, anche le motivazioni mi trovano d’accordo.
Non sono d’accordo quando si dice che Fini è il capo dell’opposizione: Fini è una pistola che spara a salve. Alza la voce ma quando il suo capo parla lui ritorna zitto zitto, si mette a cuccia e vota a suo favore.