Chico Forti e l’ombra del complottismo

18/07/2012 - Dopo l'articolo sull'italiano condannato e detenuto in Florida sono arrivate alcune risposte che dimostrano di non aver capito la domanda. Rispieghiamo

Chico Forti e l'ombra del complottismo

In realtà sembra che le sue informazioni le abbia tratte dal “Sun Herald” del”8 marzo 1998 e dalla “Associated Press” del 14 ottobre 1999, articoli scritti da giornalisti meno informati di lui e che proprio il sig. “B.” tanto critica per le “bufale” che i media vanno scrivendo spiegando i ripetuti dinieghi della riapertura del caso!

E’ qui che emerge la malafede tipica di chi è infettato dal virus complottista. La Magda, infatti, omette accuratamente di indicare le due fonti principali che ho linkato nel mio articolo: la scheda informativa del processo reperita sul sito Web del Tribunale e la trascrizione integrale delle interviste al padre della vittima e all’investigatore. Questa è la tipica tecnica complottista ben conosciuta a chiunque abbia esperienza nel debunking.

Nella seconda ipotesi, il sig. “B.” insinua il sospetto che i sostenitori dell’innocenza di Chico Forti mettano sotto accusa “tutta” la giustizia americana, ignorando volutamente che l’oggetto della contestazione è semplicemente l’operato di un singolo prosecutore di un singolo giudice in un singolo caso.

Davvero? Vediamo cosa scrivono gli innocentisti sul loro “sito ufficiale”:

GARY SCHIAFFO- Durante una visita alla casa galleggiante, Chico Forti un giorno trovò “casualmente” ad aspettarlo il capo della squadra investigativa di Miami, Gary Schiaffo, che aveva condotto le indagini sul caso Cunanan per conto del dipartimento criminale di Miami (…) Schiaffo per questo ebbe motivi di rancore nei confronti dell’italiano e al processo divenne uno dei principali testi dell’accusa. Dopo le dimissioni dalla polizia, Schiaffo lavorò presso il dipartimento criminale di Miami, alle dipendenze di Reid Rubin, incaricato delle indagini sull’omicidio di Dale Pike (…)

REID RUBIN - Le indagini per l’omicidio di Dale Pike vennero affidate al prosecutor Reid Rubin. Il p.m. venne informato da Schiaffo sulla persona di Chico Forti e fu messo al corrente dell’inchiesta da lui realizzata sul caso Versace/Cunanan dove venivano messe in dubbio le dichiarazioni della polizia di Miami (…) Le indagini preliminari furono affidate ai detective Catherine Carter e Confessor Gonzales che, guarda caso, facevano parte della squadra investigativa di Schiaffo. In seguito, la conduzione del processo ad Enrico Forti fu affidata alla giudice Victoria Platzer, anche lei membro della squadra di Schiaffo prima di essere nominata giudice.

IRA LOEWY - Avvocato dello studio legale incaricato della difesa di Enrico Forti. A Loewy venne contestata un’assoluta inefficienza nella difesa di Chico tale da far sospettare una collusione con l’accusa. (…) Ira Loewy, prima di professare l’avvocatura privatamente, lavora per sei anni presso la procura di Miami. Reid Rubin era quindi suo collega ed amico.

Allora, abbiamo Gary Schiaffo, già capo della squadra investigativa di Miami. Poi gli investigatori Carter e Gonzales. Poi il difensore Loewy. Poi il procuratore Rubin. Poi il giudice Platzer. Un bel complotto, non c’è che dire.

E NON FINISCE QUI – Però tutti questi cospiratori (espressamente indicati dagli innocentisti), da soli non bastano. Ci vuole qualche complice alla Polizia Scientifica e bisogna assicurarsi la piena collaborazione dell’intera giuria popolare di dodici giurati. Poi ci sono gli appelli respinti, non meno di cinque, presso altrettanti giudici: se il processo contro Forti fosse così palesemente viziato, se esistessero prove cosìevidenti della sua innocenza (come sostengono gli innocentisti) bisogna necessariamente dedurne che i giudici che hanno negato l’appello sono anch’essi parte del complotto. Il numero dei cospiratori sale parecchio. Doveva essere una vera e propria minaccia alla sicurezza nazionale, questo Chico Forti…

 Fatta questa lunga prolusione, che pensiamo sua chiara per tutti, passiamo al vaglio dei punti riportati nell’articolo, cominciando dagli “ESEMPI” citati dal sig. “John B.”

“La prospettiva del sistema processuale americano, basato sul modello accusatorio e quindi sulla parità tra accusa e difesa con terzietà del giudice, è generalmente considerato un buon sistema”.

Elementare, sig. “John B.” Ma è proprio la mancanza della parità fra accusa e difesa dell’imparzialità del giudice che è in discussione, altrimenti non saremmo qui a parlarne.

Se il sig. “B.”, prima di scrivere, si fosse informato, saprebbe che c’è stata una ricerca precisa e minuziosa da parte dei legali italiani di Chico Forti effettuata sugli atti processuali del caso, attraverso la quale si sono rilevati macroscopici vizi procedurali, nonché le regole violate e i diritti negati all’imputato Chico Forti oltre alle prove nascoste, gli indizi inventati e le prove circostanziali inesistenti (manipolate o addirittura false e comunque prive di alcun supporto forense oggettivo).

Tante belle parole. Ma per verificare cosa c’è di vero, bisogna ancora attendere che siano pubblicati gli atti processuali. La criminologa assicura che lo farà presto.Qui nessuno vuole darle fretta, ma se davvero Enrico Forti è innocente, sono già passati 13 anni da quando è finito in galera. Forse, dico forse, sarebbe il caso di darsi una mossa

Di questo rapporto hanno abbondantemente parlato i media messi sotto accusa dal sig. “John B.”, il quale non si cura affatto che queste conclusioni siano state tratte dagli atti del processo e comprovate da centinaia di documenti.

Documenti che non si possono vedere. Tutti li citano, nessuno li vede. E’ stato più facile trovare il Bosone di Higgs

Quando poi il sig. “John B.” afferma che “il processo americano, per sua natura, è basato su una procedura accusatoria e non inquisitoria” abbiamo l’impressione che non sappia nemmeno di cosa parla. Non ci sembra che lui abbia la qualifica o la competenza per affermare questo, o comunque non si è informato minimamente se si permette di dire che descrive i fatti come si sono svolti veramente.

Il fatto che il processo americano sia di tipo accusatorio è una di quelle cose che conosce bene anche uno studente di giurisprudenza al primo anno. Nell’articolo ho inserito il link a un testo universitario che spiega benissimo la questione. C’è anche questo, ad abbondare. Anche i docenti universitari e i giuristi sono inqualificati e incompetenti?

Questo “signore” non sa che la procura ha dedicato ventotto mesi alla fase inquisitoria attraverso la quale ha proposto una fantasiosa ricostruzione dei fatti basata, come detto, su indizi e circostanze inventate che hanno permesso di arrivare alla fase accusatoria.

No, effettivamente questo signore non lo sa. E non lo saprà finché qualcuno non si degnerà di esibire gli atti processuali. In compenso la Magda, pur non avendo mai visto un atto processuale (dato che sono tutti custoditi nel cassetto della criminologa), sa tutto…

Il sig. “John B.” afferma subito dopo che in un processo americano “non è facile che un innocente venga condannato e, anzi, è molto difficile che finisca anche solo processato” perché la giustizia “assicura il pieno esercizio dei diritti e delle garanzie difensive”. Ma come molto difficile sig. “B.”? E’ proprio il diritto ad un giusto processo che è stato leso. E quindi oggetto della nostra contestazione.

Poco conta quel che affermo io. Quel che conta è che i giudici chiamati a valutare i motivi di appello, non la pensano come Magda. E questo è successo non una, non due, ma almeno cinque volte. O c’è un gigantesco complotto o i motivi di appello non sono validi.

E’ proprio di questi giorni un’inchiesta del “Washington Post” che mette a nudo migliaia di incarcerazioni negli Stati Uniti senza prove certe.

Classico tentativo di imbrogliare le carte. Primo: l’inchiesta non è del Washington Post bensì è un articolo del Washington Post che illustra un’iniziativa dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia. Secondo: riguarda solo casi trattati dall’FBI (e quello di Chico Forti non risulta trattato dall’FBI). Terzo: l’FBI ha semplicemente scoperto che un particolare esame sui capelli utilizzato dai propri laboratori, non era affidabile al 100% e pertanto dovranno essere riviste le condanne basate su quel tipo di esame. Tutto questo con il caso Forti c’entra come la marmellata sulla pizza margherita.

Ed è ufficiale una commissione dell’amministrazione Obama di rivedere tutti i casi dove si evincono negligenze ed incertezze.

Buono a sapersi. Quindi perché agitarsi così tanto? Basterà scrivere alla commissione e rappresentare le ragioni per la revisione. Se il caso di Chico Forti non sarà rivisto, vuol dire che non evincono negligenze e incertezze. Semplice, no? O si teme che anche Obama faccia parte del complotto? Non sarebbe stato male, comunque, indicare un riscontro a questa notizia. C’è mai una volta, dicasi una volta, che Magda si degni di mettere almeno un link…?

 

36 Commenti

  1. Katia scrive:

    Buongiorno, mi spiace vedere questi commenti pieni di ironia, ho piu o meno letto l’articolo e vorrei dire la mia, avrei voluto negli ultimi otto anni confrontarmi con un giornalista come il signor Jhon Battista, probabilmente qualcuno avrebbe fatto analisi piu’ approfondite sul caso Parlanti. E’ vero che una delle cose che mi ha lasciato sempre perplessa sul caso Forti era il non mettere in linea la documentazione e ancor di piu’ il non voler muovere i media americani, ma nella mia esperienza indiretta col caso Parlanti, nulla potrebbe stupirmi, del resto non e’ vero pero’ che il sistema giudiziario americano sia da imitare, sarebbe un suicidio, ancor di piu’ che se un italiano incappa in quel sistema potrebbe essere spacciato, sopratutto per il motivo che e’ non tutelato dal suo governo (L’Italia), del resto vorrei farmi una chiccherata con il giornalista che ha scritto l’articolo per confrontarmi su alcuni argomenti, ma non riesco a trovare il modo per farlo, mi aiutate?
    Katia Anedda
    http://www.prigionieridelsilenzio.it
    http://www.carloparlanti.it
    http://www.thepeoplevscarloparlanti.com

  2. John scrive:

    Caterina Armanini: “Caro john b, non voglio entrare in merito alla vicenda di chico forti ne al tuo articolo ,
    vorrei pero semplicemente spezzare una lancia in favore delle splendide persone che ho scoperto essere i sostenitori di chico forti… probabilmente ci sara stato qlc che preso del nervosismo dopo aver letto il tuo primo articolo ti avra insultato ma devi capire”

    Io avevo scritto chiaramente nel primo articolo:
    “E’ bene puntualizzare che ai familiari e agli amici di Forti va riconosciuto il giusto rispetto per gli sforzi che stanno compiendo ed è umanamente comprensibile che lo ritengano innocente.”

    Gli attacchi personali e gli insulti mi lasciano indifferente, ci sono più che abituato, ma chiaramente li valuto come biglietto da visita dell’interlocutore e della sua capacità di dialogare e confrontarsi.

    Quel modo di fare e di reagire induce antipatia, e l’antipatia è un pericoloso nemico per chi si batte per un causa. E’ lo stesso effetto di una manifestazione che degenera in violenza: le ragioni dei manifestanti tendono a passare in secondo piano rispetto alla violenza.
    Dubito che questo sia di grande aiuto alla causa per cui vi battete.

    Anche la scelta di puntare su personaggi che sfruttano certe situazioni per acquisire notorietà, alla lunga rischia di attirare più antipatie che simpatie.

    E ancora, insinuare teorie di complotto e congiura a livello investigativo e giudiziario è uno dei modi migliori per predisporre sfavorevolmente qualsiasi giudice chiamato a decidere sulle ragioni di appello.

    Se a ciò si aggiunge l’intervento di Imposimato… Per gli americani l’11 settembre è una ferita ancora aperta e probabilmente lo resterà per sempre. Far tutelare le ragioni di Forti dalla stessa persona che accusa gli americani di essersi auto-inflitti gli attacchi dell’11 settembre, è il miglior sistema per irritare i giudici americani e per precludersi l’appoggio dell’opinione pubblica di quel paese.

    In conclusione, io posso capire tutto quel che volete. Il problema è cosa capirà chi ha il potere di decidere se riaprire il caso o no.

    Saluti.

    • caterina scrive:

      ciao, scusa ma non ha copiato tutto cio che avevo scritto… hai copiato solo una parte..

      • caterina scrive:

        Caterina Armanini · Università DI Trento
        “Il vero problema di Enrico Forti è che le sue ragioni vengano portate avanti da un manipolo di gente che si approccia in maniera violenta e prepotente nei confronti di chiunque esprima una posizione differente”

        scrive john b. Caro john b, non voglio entrare in merito alla vicenda di chico forti ne al tuo articolo ,
        vorrei pero semplicemente spezzare una lancia in favore delle splendide persone che ho scoperto essere i sostenitori di chico forti, o meglio, molti di loro, inizialmente anch io ero scettica ma loro con molta pazienza, educazione e intelligenza hanno sempre risposto alle mie domande, per cio credo che dire che sono un manipolo di gente che si approccia in maniera violentA e prepotente sia un errore,. probabilmente ci sara stato qlc che preso del nervosismo dopo aver letto il tuo primo articolo ti avra insultato ma devi capire che noi tutti mettiamo il cuore e l anima in cio che facciamo e puo capitare di scaldarsi un po pero ti assicuro che nessuno e chiuso, violento prepotente o non rispettoso delle opinioni altrui :) o almeno, questo e cio che io ho visto da quando sono venuta a conoscenza della storia di chico!!

        QUESTO E CIO CHE HO SCRITTO!!!

  3. Sperimentando scrive:

    “E’ bene puntualizzare che ai familiari e agli amici di Forti va riconosciuto il giusto rispetto per gli sforzi che stanno compiendo ed è umanamente comprensibile che lo ritengano innocente.”
    Però dovrebbe essere *anche* loro interesse pubblicare i documenti del processo se è innocente. E il fatto che si preferica ometterli depone decisamente a loro sfavore.
    Quando ci sono in causa due campane non si può pretendere di far suonare solamente la propria anche se in Italia è di moda…

    Io firmerei subito per il sistema giudiziario americano: già sapere che nel 99% dei casi, accertati delinquenti (che vengono presi) pagano per quello che fanno – il contrario di quel che succede in Italia dove anche i delinquenti accertati recidivi scorrazzano allegramente per le strade in attesa di compiere un nuovo reato magari per qualche vizio di forma (ma non di sostanza) – è confortante.
    Ma evidentemente nel nostro paese siamo troppo abituati a preservare i diritti, anche se a scapito della giustizia.

    Ogni tanto sarebbe bene ricordarsi che oltre ai diritti dei delinquenti ci sono i diritti delle vittime, e, soprattutto, ci sono i doveri.

  4. roberto scrive:

    “di regola gli innocenti non patteggiano” Ecco, questa è una minghiata. Una cazzata enorme. Gli innocenti patteggiano e come, quando hanno la certezza assoluta di vedersi condannati. DEl resto, ai difensori dell’ammerica ad oltranza io consiglierei di traferirsi lì, e togliersi dai cosiddetti. Magari dopo un po’ cambieranno idea.

    • claudio giusti scrive:

      False confessions and incriminating statements lead to wrongful convictions in approximately 27 percent of cases. 28 of the DNA exonerees pled guilty to crimes they did not commit. The Innocence Project encourages police departments to electronically record all custodial interrogations in their entirety in order to prevent coercion and to provide an accurate record of the proceedings.
      http://www.innocenceproject.org/Content/When_the_Innocent_Plead_Guilty.php

    • John scrive:

      Oh Claudio, lo sappiamo che anche in USA ci sono gli errori giudiziari, inutile che continui a postare l’acqua calda. Il fatto che gli aerei cadano non significa che il trasporto aereo non sia sicuro, fattene una ragione.

      Roberto, chissà perché un “innocente” dovrebbe avere la certezza assoluta di essere condannato… Quanto al consiglio di trasferirsi in America, non è particolarmente felice, visto che Chico Forti l’aveva fatto, e quindi con il tuo modo di vedere le cose bisognerebbe concludere che se l’è cercata, accettando il bello e il meno bello di quello stile di vita…
      Tu stattene buono buono in Italia, che qui la giustizia è perfetta, e lascia che gli americani si tengano il sistema processuale che hanno voluto.

      • claudio giusti scrive:

        Gentile Sig. Johnny B.
        Mi permetto di ricordare che Lei ha scritto che in America:
        “non è facile che un innocente venga condannato e – anzi – è molto difficile che finisca anche solo processato”
        e che
        “di regola gli innocenti non patteggiano”
        Credo Le convenga tornare ad occuparsi di questioni di cui ha conoscenza (ricette di cucina?) e smettere di interessarsi di cose di cui non ha alcuna competenza, altrimenti si potrebbe pensare che lo faccia “per il mero gusto di frantumare un po’ di marroni”
        Con la considerazione che Ella merita.

        • Sperimentando scrive:

          1) “non è facile che un innocente venga condannato e – anzi – è molto difficile che finisca anche solo processato”, significa che di norma non succede non che è impossbile che accada;
          2) “di regola gli innocenti non patteggiano”, significa che di norma un innocente non ha vantaggi nell’accordarsi per un reato che non ha commesso (e quindi è difficile che lo faccia) non che sia impossibile che accada.

          Non è tentando di giocare con qualche frase dell’autore dell’articolo che si sposta di una virgola il discorso sul buon funzionamento del sistema penale americano.

          Ma un bel gioco dura poco e insistendo a giocare si dimostra la pochezza delle proprie argomentazioni soprattutto perché la predica arriva proprio da chi invece dovrebbe preoccuparsi di criticare gli errori che avvengono in Italia:
          http://www.errorigiudiziari.com/quattro-milioni-le-vittime-di-errori-giudiziari-in-italia/

  5. claudio giusti scrive:

    Ma almeno li guardate i telefilm? E poi con me il giochino del “guarda nel tuo paese” non attacca: me l’hanno già fatto con i dissidenti russi.Vi consiglio qualche lettura, così la smetterete di masturbarvi pensando a un sistema che fa acqua da tutte le parti:

    Chicago Tribune Justice derailed (9 reports)
    http://www.chicagotribune.com/news/watchdog/chi-justicederailed-htmlstory,0,7884432.htmlstory
    Forensics Under the Microscope
    http://www.chicagotribune.com/news/watchdog/chi-forensics-specialpackage,0,7787855.special

    Denver Post Trashing the Truth
    http://www.denverpost.com/evidence

    American Statesman
    Sloppy lawyers failing clients on death row
    http://www.savecathyhenderson.org/sloppy_lawyers_failing_clients.pdf

    St. Petersburg Times
    Under Twelve Under Arrest
    http://www.sptimes.com/News/webspecials/under12/
    Minimum age for criminal prosecution as an adult
    http://www.familyimpactseminars.org/s_ncfis03c03.pdf

    Courier Journal
    Justice Delayed, Justice Denied
    http://wjfa.net/violence/failed_system.html
    http://www.policeone.com/news/57706-Hundreds-of-Felony-Cases-Never-Prosecuted-in-Bullitt/

    The Atlantic Monthly
    Alan Berlow: The wrong man
    http://www.theatlantic.com/past/docs/issues/99nov/9911wrongman.htm

    The Economist
    America’s Death Penalty Lottery. June 8th 2000
    http://www.economist.com/displayStory.cfm?story_id=315416
    A nation of jailbirds Apr 2nd 2009
    http://www.economist.com/world/unitedstates/displayStory.cfm?story_id=13415267
    Gulags in the sun Aug 13th 2009
    http://www.economist.com/displayStory.cfm?story_id=14222337
    Too many laws too many prisoners July 22nd 2010
    http://www.economist.com/node/16636027?story_id=16636027

    Seattle Times
    An Unequal Defence.
    http://seattletimes.nwsource.com/news/local/unequaldefense/
    Your Court, Their Secrets
    http://seattletimes.nwsource.com/html/yourcourtstheirsecrets/

    Atlanta Journal Constitution
    A Matter Of Life Or Death: Death Still Arbitrary
    http://www.ajc.com/metro/content/metro/stories/deathpenalty/

    • Sperimentando scrive:

      Chi gioca qui sei tu, lo ribadisco, visto che sei duretto di comprendonio.
      Continui a svicolare dall’oggetto dell’articolo, pretesto per criticare il sistema giudiziario americano. Ma quali sono gli errori compiuti ai danni di Forti?
      Se un articolo parla di mele non è corretto tirare in ballo tutti gli altri frutti con la scusa che si sta parlando sempre di frutta (divagare un paio di volte è un conto, continuare a farlo dimostra le reali intenzioni).

      Quanto ai telefilm, la giustizia non si fa/amministra certo con i telefilm o i programmi di intrattenimento…

      • claudio giusti scrive:

        Lei proprio NON capisce. Gli articoli iniziano con un peana alle bellezze del sistema giudiziario americano e questo dimostra la NON competenza di chi li ha scritti. Poi sul caso di Chico Forti ci sono un sacco di cose da dire, ma non ho intenzione di discuterne con chi NON ha la più pallida idea di come funziona il sistema giudiziario americano.

        • il moralizzatore scrive:

          Segui un buon consiglio, stacca per almeno un mese da internet e vai al mare o in montagna, quella sfilza di link che posti in continuazione fanno pensare a un monomaniaco depresso nel buio della sua stanzetta intento a leggerseli tutti.
          Credici, non sarà la tua ossessione per il caso a cambiare le cose.
          Il tizio è stato giudicato colpevole dalla giustizia statunitense e si farà tutti gli anni di galera, a differenza che in Italia..

          • claudio giusti scrive:

            Lei promette di farsi i cazzi suoi e di non rompere quelli che sanno di cosa si parla ??????????????????????

          • il moralizzatore scrive:

            Sì te lo prometto, se vai un mese in vacanza senza internet e la pianti di ammorbarci coi tuoi inutilissimi link che non legge nessuno.

  6. Lia scrive:

    ma davvero c’è gente che crede che il sistema giudiziario americano funzioni bene?? ahahahaahahahahaha, premio per la barzelletta dell’anno! levatevi le fette di prosciutto (a stelle e strisce) dagli occhi e rendetevi conto di come stanno le cose! america non ha mai fatto rima con giustizia

  7. Mirella scrive:

    Gent. Sig.B

    i sostenitori di Forti stanno cercando di manipolare l’opinione pubblica senza fornire argomentazioni valide e soprattutto PROVE alle loro affermazioni.
    Prima di aderire tutti dovrebbero verificare le informazioni che devono essere necessariamente divulgate con i documenti processuali! Alcuni personaggi pubblici oltre ad ignorare il sistema giustizia americano, non si preoccupano mai di approfondire le vicende per le quali si espongono. Basta documentarsi un minimo per trovare gia’ alcuni documenti che cozzano con la versione innocentista .http://www.albaria.it/chicco_forti/thomas_knott.htm
    Chico Forti menti’ riguardo l’incontro con Dale Pike ancora prima di mentire alla polizia( con la moglie, con il suocero, con Anthony Pike, con Thomas Knot, con il poliziotto GarY Schiaffo) e questa e’ solo una delle cose taciute dagli innocentisti………
    La prego di scrivere al” Miami -Dade County Clerk Criminal Justice Office” per farsi spedire tutti i files del processo, cosi’ potremo finalmente divulgarli in rete al fine di formare quella ” massa critica” che i sostenitori del Forti auspicano.

    Con stima

    Mirella

  8. Mirella scrive:

    Fino a questo momento, avvocato Bierman, con il dovuto rispetto per le prerogative della difesa, lei non e’ mai stato cosi’ abile da riuscire a dare alcuna spiegazione relativa all’enormita’ e alla molteplicita’ delle menzogne che l’imputato ha sciorinato in relazione a questo delitto, in relazione alla persona di Dale Pike e riguardo all’interesse che egli nutriva per l’acquisizione dell’albergo…
    Mai. Sapete perche’?
    Perche’ non ci puo’ essere alcuna spiegazione, in quanto il suo assistito e’ colpevole.
    La difesa ha tentato di dirvi che la ragione per la quale l’imputato disse alla moglie Heather che non aveva visto Dale Pike era dovuta al ritardo accumulato. Che differenza poteva fare quel ritardo?
    Se la sola persona destinataria della menzogna fosse stata Heather Forti, sarebbe ancora comprensibile, ma la menzogna fu riferita ad altri… Fu riferita a Eric Crane (suocero del Forti ndt) e Tony Pike…
    Questa e’ la prova.
    Pike chiamo’ per giorni e giorni. Questa prova e’ proprio sotto i vostri occhi. Il padre di Dale chiamo’ per giorni. Diceva: «Mio figlio non e’ cosi’ irresponsabile. Chiamava e scriveva…».
    L’imputato mentiva, mentiva e mentiva, conducendo quel padre lontano dalla verita’ e deviandolo verso una ricerca impossibile.
    Qual e’ la spiegazione di tutto questo?
    Anche se vi fosse stata la piu’ comprensibile tra le ragioni – ma noi sappiamo che non vi e’ stata – per dire «io non ho mai visto Dale Pike» alla moglie nella giornata del 15 febbraio, quale potrebbe mai essere la ragione per dire cio’ a Tony Pike, reiteratamente, facendolo preoccupare per la mancanza di suo figlio.
    E ora parliamo di Paul Steinberg.
    Anche se l’imputato chiamo’ Paul Steinberg prima di incontrare Dale Pike, se era abbastanza importante chiamarlo e dire che non era giunto all’appuntamento perche’ non fu altrettanto importante richiamarlo e dire che era arrivato. Sappiamo dall’esame dei tabulati telefonici che l’imputato chiamo’ Paul Steinberg il 16 oppure il giorno11 e poi di nuovo il 16.
    e’ noto alla Corte… e’ noto a noi tutti.
    Ma l’imputato afferma che, forse, non era sempre in possesso del suo telefono cellulare.
    Ma, andiamo! Non c’e’ nessuna prova che qualcuno abbia usato il suo telefono, eccetto lui. Chiamo’ Paul Steinberg e gli disse che Dale non era mai arrivato e questa affermazione non fu mai modificata.

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