Il boom dei bambini “predicatori”

18/07/2012 - Tra i cristiani evangelici spopolano pastori che parlano di Dio prima di saper dire "papà"

Il boom dei bambini "predicatori"

Negli Stati Uniti, ma anche in altri paesi dove è forte il cristianesimo evangelico, cresce il fenomeno dei bambini che salgono sul palco al posto del pastore per incitare i fedeli. Piccoli già colpiti dal dono della fede o show organizzato?

 

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IL CASO DI KANON - Sui baby pastori, che parlano ai fedeli prima di dire papà, dedica un resoconto il portale elvetico 20 Minuten. Il racconto parte da Kanon Tipton, un bimbo che oggi ha cinque anni, figlio di un sacerdote pentecostale. Il padre svolge le sue funzioni nello stato del Mississippi, in piena Cintura della Bibbia, e aveva affidato al piccolo Kanon il suo microfono quando il piccolo aveva solo ventuno mesi. Con gestualità appropriata ed un tono di voce già da predicatore il giovanissimo Kanon aveva entusiasmato i fedeli, come mostrano i video presenti sul canale di Youtube di suo padre Damon.

REALTA’ O FINZIONE - Il piccolo sapeva parlare a malapena, eppure sul palco della chiesa si muoveva come un sacerdote consumato. Il padre pastore spiega come così: ” Kanon ha una forte vocazione, ma probabilmente imitava quello che i suoi occhi vedevano in chiesa”. La vicenda di Kanon non è isolata, ed ha attratto notevoli curiosità. Oltre ai fedeli entusiasti ci sono anche religiosi più scettici, che hanno indicato nel piccolo una replica di Marjoe Gorntner, che nel 1940 fu ordinato come il prete più giovane al mondo. Il suo successo fu enorme, ma era costruito come uno spettacolo, su ordine della madre. Nel mondo cristiano però i casi dei baby predicatori sono numerosi, e continuano ad entusiasmare i fedeli che vedono in loro i segni della fede.

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37 Commenti

  1. Lia scrive:

    Che schifo, che strumentalizzazione dei bambini, obbligati dai propri genitori a dire cose che neanche capiscono. Questo è vero e proprio sfruttamento minorile.

  2. franco scrive:

    Signora Lia,anche i chierichetti sono sfruttati? Perchè parla di sfruttamento? Sfruttamento dei bambini è anche l’ora di religione a scuola? Se un genitore insegna un figlio a camminare o a leggere è sfruttamento? Se vuole indicargli un percorso da intraprendere nella vita è sfruttamento? Bah…..

    • Lia scrive:

      Se un genitore costringe il bambino a dire cose che il ragazzino non capisce, è sfruttamento. Mi chiami signorina Lia, per favore. I bambini non possono fare i predicatori, i predicatori comprendono ciò che dicono, parlano perché hanno una sorta di vocazione, vogliono farlo, i bambini no, non credo che un bambino dica improvvisamente ai genitori di voler imparare a memoria delle frasi per poter così predicare. Gli esempi che mi propone lei non c’entrano con questo caso, i genitori sono liberi di indicargli un percorso da seguire, ma non si può fare in questo modo, non si può ordinare a un bambino di fare il predicatore quando il bambino non ha l’età adatta per farlo, è come se mia zia ordinasse al suo bambino di 5 anni di fare il predicare il vangelo! Ma il bambino non sa neanche cos’è il vangelo? Come può predicare? Questo è vero e proprio sfruttamento dei bambini.

  3. Io ho avuto la immensa sfortuna di avere come socio un personaggio dichiarato comunista ed evangelico battista è stato l’essere più schifoso che io abbia mai conosciuto in 68 anni di età si dichiarava onesto ma più ladro non si può nella sua chiesa pregava con gli occhi al celo e nell’azienda due bestemmie e una parola gente diffidate completamente di chi prega troppo sono dei delinquenti

    • cervelletto scrive:

      hai presente quella cosa che si chiama “puntegiatura”?

      • daria scrive:

        Puntegiatura???? E cos’è? Volevi forse dire punteggiatura? Anche lei professore non ha fatto un figurone con l’italiano…..

    • bobo scrive:

      il solito sig. etrusco, il fan di berlusconi. A 68 anni uno può incominciare ad accusare i primi problemi di senilità, però, dico… almeno inventarsi discorsi appena più credibili? Uno che si dichiara “comunista e evangelico battista”?? Ma de che??

  4. Ardito scrive:

    Ahahahahahaha tutti a scagliarsi contro questa gente (giustamente eh) poi però si tace quando si vedono bambini che partecipano a manifestazioni come quelle in Val di Susa, oppure che sventolano bandiere al gay pride accompagnati dai genitori.
    Anche quella è strumentalizzazione!

    • Lia scrive:

      Far conoscere ai bambini la bellezza del mondo, le varie forme di amore non è come obbligare un bambino a predicare cose che non sa. Io comunque nel post in cui si parla del rapper-bambino ho parlato dello sfruttamento minorile, non sono stata zitta. Riguardo al gay pride non so cosa ci sia di male nel mostrare al bambino la bellezza dell’amore, facendo in modo che il bambino aumenti le sue conoscenze rispettando tutti.

      • Ardito scrive:

        Anche se sono ateo ammetto che pure il messaggio cristiano è pieno d’amore, se si vuole, quindi se predicano la pace nel mondo c’è qualcosa di male?
        No non c’è niente di male neanche nel gay pride, ma vedere bambini di due o tre anni sventolare bandiere arcobaleno è abbastanza ridicolo, considerando che non hanno una minima conoscenza di cosa sia l’amore, sia nell’aspetto più carnale che in quello morale. A mio parere i bambini andrebbero lasciati fuori da certi discorsi in modo che possano affrontarli da soli e poi chiedere consigli. Sia la religione, sia l’omosessualità che qualsiasi altra cosa.

        • Lia scrive:

          Allora, un conto è far conoscere al bambino una religione, un conto è invece obbligare il bambino a dire qualcosa che il bambino non conosce, sfruttandolo. Il discorso è ben diverso. Al bambino si deve insegnare sin da piccolo il rispetto per gli altri, è come insegnare al bambino che ci sono uomini bianchi e uomini di colore e che non deve discriminare per il colore della pelle. Così si deve dire al bambino che esistono persone che amano il sesso opposto e persone che amano lo stesso sesso e che non deve discriminare nessuno per l’orientamento sessuale. Se i bambini non si informano da subito cresceranno disinformati, non credi? Il discorso quindi cambia.

          • Ardito scrive:

            Sì ma le informazioni vanno anche capite e non credo che un bambino possa capire veramente. Qui non fraintendere, non voglio dire che sia sbagliato insegnare al bambino il rispetto dell’altro però va fatto gradualmente, sempre secondo la mia opinione. Cioè non puoi parlare di omosessualità ad un bimbo di tre anni, così come non gli puoi parlare di sesso o di politica. Le cose vanno fatte a tempo debito, in modo che il bambino possa acquisire veramente il rispetto e non andarlo a recitare solo a parole.
            Stesso discorso vale ovviamente anche per la religione, è facile raccontare ad un bambino la storia di Adamo ed Eva, ci crederà perché non ha gli strumenti per costruire un pensiero critico. Quindi lasciamo ai bambini la loro fanciullezza, insegnando un po’ alla e in modo che possano capire e rendersi conto che le cose non vanno fatte solo a parole.

          • Lia scrive:

            Secondo me il discorso è differente.
            Nel caso di Adamo ed Eva ti do ragione, se tu dici che esistono il bambino ci crederà subito, ma nel caso dell’omosessualità si ha una situazione diversa. Infatti tu MOSTRI al bambino le diverse forme d’amore, dimostri al bambino che quelle due persone si amano. Quindi quale modo è più adatto per far conoscere al bambino l’amore, se non il gay pride?
            Ritornando alla religione, non puoi dimostrare in alcun modo che Adamo ed Eva siano esistiti, per cui il bambino non ha modo per verificare ciò che hai detto. Questa non è vera conoscenza, il bambino crede senza sapere. L’omosessualità non è come il sesso o la politica, temi che il bambino affronterà più in là. Il tema dell’omosessualità si approfondirà in seguito, quando il bambino crescerà e sarà più maturo, ma per adesso si insegna al bambino che ci sono eterosessuali e omosessuali e che tutti devono essere rispettati. Solo questo qui, non è che si va a spiegare cos’è l’orientamento sessuale e altro ancora. Si procede gradualmente, ma si parte dalla giovane età.

          • franco martinelli scrive:

            Lia lei è un bel…volpino! Tira sempre acqua al suo mulino eh? Per me il sig. Ardito dice una cosa vera, mi ha anticipato nel commentare. I bambini devono fare i bambini: non devono predicare,non devono fare i video musicali osè (vedi “Il rapper di 6 anni che scandalizza gli USA” su questo stesso portale) d’accordo con lei, non sono cose per bambini. Però non dovrebbero nemmeno sventolare bandiere arcobaleno nei gay pride, perchè non sanno nulla sull’argomento omosessualità e vi partecipano solo perchè strumentalizzati dai genitori. Se parla di sfruttamento di minori deve farlo nella interezza dell’argomento, non come conviene a lei. E nulla c’entra il fatto che bisogna insegnare da piccoli ai bambini il rispetto verso gli altri o a non discriminare i neri o gli omosessuali, quello credo sia nella logica, ogni genitore intelligente insegna cose intelligenti ai propri figli, ma a tempo debito non a 5/6 anni: come dice lei, a quella età non capirebbero bene gli argomenti di cui vorremmo parlarle.

          • Lia scrive:

            Obbligo è quando un bambino è costretto, in un gay pride, a parlare dell’orientamento sessuale e dell’omofobia riferendosi al Pdl e cose del genere, facendo discorsi che ancora non capisce. Non è obbligo quando, invece, si fa vedere al bambino che ci sono eterosessuali e omosessuali. Adesso che le menti di oggi sono meno retrograde di 40 anni fa, l’omosessualità non è più un tabù e ci sono tanti ragazzi e ragazze omosessuali che si tengono per mano e si scambiano gesti di affetto. I bambini, come tutti sappiamo, si fanno mille domande, è normale che domandino: mamma\papà quei due ragazzi si stanno baciando! Il bambino ha sempre visto infatti eterosessuali, a cominciare dai genitori, vedere quei due ragazzi omosessuali lo confonde un po’, no? Tu cosa diresti al bambino? Io gli direi: sì, quei due ragazzi si baciano perché si vogliono bene, un uomo può amare una donna come può amare un uomo, una donna può amare una donna come può amare un uomo. è normalissimo che si amino. Questo è per caso sfruttamento? Il gay pride è un occasione per mostrare ai bambini che ci sono uomini che amano uomini e donne che amano donne, per mostrare loro che è la semplice normalità. Questo non mi pare sfruttamento, non voglio tirare acqua al mio mulino, questo è ciò che penso. Poi l’argomento omosessualità, come già detto, si approfondirà in seguito, gradualmente, ma intanto si comincia a spiegare da quando il bambino è piccolo. Credi che il bambino non si faccia delle domande sugli omosessuali? Diamogli delle risposte.
            Saluti, Lia

          • franco martinelli scrive:

            Lia, lei continua ad essere un bel…volpino! Non mi ha risposto sulla differenza di sfruttamento che c’è tra un genitore che fa fare il predicatore o il rapper al proprio figlio e il genitore che lo porta con sè ai gay pride facendogli sventolare bandiere-arcobaleno. Per me in tutti e 3 i casi i bambini sono ignari di quel che fanno: secondo lei?

          • Lia scrive:

            Primo caso, il bambino fa il predicatore.
            Allora, il bambino è costretto a dire a memoria delle cose che non comprende, in quanto un bambino all’età di 5\6 anni non si chiede: esiste un dio? Chi è dio? Quindi il bambino, poiché non comprende ciò che dice quando fa delle prediche, viene sfruttato.
            Secondo caso, il bambino rapper.
            Ho già espresso il mio pensiero, ma lo ripeto. Il bambino viene sfruttato perché canta cose che non comprende, cioè il sesso.
            Ma non mi dilungo troppo, se volete potete andare nel post e leggere il mio commento.
            3 caso, il bambino, in compagnia dei suoi genitori, va in un gay pride e sventola una bandiera color arcobaleno.
            Non è sfruttamento, il bambino, se hai seguito il mio ragionamento, sa cos’è l’omosessualità. Diciamo al bambino: ci sono degli uomini cattivi che non sanno cos’è l’amore, ti va di sventolare questa bandierina color arcobaleno? L’arcobaleno rappresenta l’armonia. Se dice di sì va bene, se dice di no va bene lo stesso, il bambino non deve di certo essere obbligato a portare una bandiera se non vuole. Se viene obbligato, allora non è giusto. Mi pare ovvio. Tuttavia andare in un gay pride per apprezzare di più l’amore non è sfruttamento minorile.

          • franco martinelli scrive:

            Lia, scrivere: “un bambino di 5/6 anni,sa cosa è l’omosessualità” mi sembra a dir poco azzardato! Mi Permetta un po di scetticismo su ciò che ha scritto. Poi rincara:
            “Diciamo al bambino: ci sono degli uomini cattivi che non sanno cos’è l’amore, ti va di sventolare questa bandierina? Se dice di sì va bene, se dice di no va bene lo stesso il bambino non deve di certo essere obbligato a portare una bandiera se non vuole” Ecco, a questo punto le dico: E se anche i genitori dei predicatori hanno chiesto ai bambini volete predicare o no? e se lo stesso è stato fatto con il “baby-rapper”? Quindi,per logica, essendo che ai bimbi gli è stato preventivamente chiesto consenso ed hanno accettato non sono casi di sfruttamento minorile nemmeno questi. Scusi se insisto ma il suo ragionamento non sembra che abbondi tanto di coerenza…. Saluti

        • diego scrive:

          il messaggio cristiano pieno d’amore… ahahahahahahahahahahahahah

  5. Ardito scrive:

    Ma se il gay pride è una rivendicazione di diritti non è una lotta politica? Dunque usiamo bambini come portastendardi? Se un genitore volesse far capire al proprio figlio cos’è l’amore tra due individui dello stesso sesso non lo porta al gay pride, ma spiega al bambino che è possibile l’amore anche tra uomo-uomo e donna-donna.
    Scusa Lia ma se io volessi far capire a mio figlio cos’è il nazionalismo lo porto ad una parata di estremisti oppure gli insegno che ci sono stati uomini che hanno donato la vita per il proprio paese in guerra o nella lotta alla mafia?

    • Lia scrive:

      Non mi hai capito, portando il bambino al gay pride do una DIMOSTRAZIONE dell’amore, gli faccio vedere l’amore, glielo mostro. Se glielo dicessi e basta il concetto rimane un po’ astratto, il bambino non capirebbe a fondo.

      • Anna scrive:

        Il tuo è un bimbo-fenomeno: a 5 anni già capisce l’amore! Complimenti al tuo pargolo! Ma la vuoi smettere di arrampicarti sugli specchiiii????

        • Lia scrive:

          Sa cos’è l’amore in modo semplice, per lui amore significa affetto, un bacio è amore. Non ho detto che sa tutto sull’amore, lui sa che tra i suoi genitori c’è amore, scambiarsi dei baci significa amore. Per lui questo è l’amore

  6. Lia scrive:

    A Franco Martinelli:
    l’omosessualità, spiegata in parole povere, è l’amore nei confronti dell’altro sesso. Il bambino sa quindi cos’è l’omosessualità, almeno ha un’idea di cosa sia.
    Una cosa è dire:
    “Diciamo al bambino: ci sono degli uomini cattivi che non sanno cos’è l’amore, ti va di sventolare questa bandierina?”
    Il bambino, se vuole sventolare la bandiera, lo fa perché conosce (in parte) l’omosessualità. Se non vuole non fa niente.
    Un’altra cosa è dire:
    “ehi, ti va di parlare di sesso cantando una canzone rap in compagnia di due ragazzine che “sculettano”?
    Il bambino non sa cos’è il sesso, forse non sa neanche cos’è il rap.
    Se la canzone fosse stata diversa e se non ci fossero state quelle donne oggetto la situazione cambierebbe un po’. Tuttavia è sempre necessario sentire il parere del bambino prima di tutto. Non credo che un bambino scelga di sua spontanea volontà di ballare con delle donne oggetto parlando di cose che non conosce.
    Il bambino non conosce la religione, quindi non è in grado di fare una predica, è come se un bambino facesse un inno contro il Pdl perché a sfavore dei diritti gay, non è ancora in grado di capire.
    Non so se avete compreso il mio punto di vista.

    • franco martinelli scrive:

      Quindi,se ho ben capito il bambino del gay pride a 5 anni conosce benissimo l’omosessualità e quindi l’avalla con la sua bandierina e la sua piena approvazione, il bimbo di 6 anni con le ragazze -come ami dire te- “sculettanti” non conosce nulla dell’argomento sesso. Quindi secondo te nel primo caso non c’è sfruttamento minorile e nel secondo si! complimenti per la coerenza di pensiero! Mah….

      • Lia scrive:

        Non hai capito niente. Oppure fai finta di non capire?
        “Quindi,se ho ben capito il bambino del gay pride a 5 anni conosce BENISSIMO l’omosessualità”
        Chi ha detto che conosce BENISSIMO l’omosessualità? Chi l’ha detto? Ho detto che il bambino ha un’idea di cos’è l’omosessualità, alla fine l’omosessualità, detta in parole povere, è amore verso lo stesso sesso, basta. Questo basta al bambino per farsi un’idea. Il bambino portato al gay pride ha una dimostrazione di cos’è l’omosessualità, ha l’opportunità di vedere gesti di affetto tra persone. Il bambino-rapper non conosce nulla di sesso, un argomento delicato che andrà affrontato in seguito. Il bambino comincia a porsi molte domande, quando vede due ragazzi(un uomo e un uomo, ma anche una donna e una donna) che si scambiano gesti di affetto, non si fa una domanda, non si dice perché loro, pur essendo dello stesso sesso, si baciano? Lui è infatti, come ho già detto, abituato a vedere eterosessuali, quindi per lui l’omosessualità sembra “strana”. Tu cosa risponderesti al bambino se egli vede degli omosessuali? Io gli spiegherei in parole povere e molto semplicemente cos’è l’omosessualità e, per fargli capire meglio il concetto, lo porterei ad una manifestazione omosessuale, dove potrà anche divertirsi. Dammi pure dell’incoerente, io la penso così. Se non capisci e mi metti in bocca cose che non ho detto non è colpa mia.

        • Ardito scrive:

          Allora ti riporto il mio esempio di prima: se devi far capire a tuo figlio cos’è il nazionalismo lo porti ad una manifestazione estremista oppure gli spieghi che si sono persone che sono morte per la patria? Cioè sono due esempi diversi ma il concetto è uguale! Non si portano i bambini a manifestazioni, non si dovrebbero, a parer mio, neanche portare in chiesa o in qualsiasi altro luogo di culto, vanno lasciati crescere! Puoi spiegare benissimo a tuo figlio cos’è l’omosessualità senza portarlo alle manifestazioni, portarli vuol dire STRUMENTALIZZARLI, perché sarà anche la cosa più bella del mondo però i bambini non possono capire.

          • Lia scrive:

            Non hai capito, io intendo questo: porto il bambino al gay pride per mostrargli la bellezza dell’amore, non per gridare contro l’omofobia, Bossi e quant’altro, solo per mostrargli l’amore, per fargli comprendere meglio il concetto. Quando, invece, il bambino incita a una migliore politica o altro, allora quella è strumentalizzazione.
            Ma se un bambino guarda gli omosessuali che si scambiano gesti di affetto non è strumentalizzazione. L’esempio con la manifestazione nazionalista non c’entra. Guarda, per farti capire meglio, io dico al bambino che ci sono tante persone morte per la patria. Quindi gli mostro dei monumenti dedicati a questi eroi, facendo sì che ciò che gli ho detto non rimanga astratto, voglio DIMOSTRARE al bambino che ciò che ho detto sia vero per fare in modo che il concetto venga compreso bene. Ecco il mio punto di vista.

          • Lia scrive:

            Io ti ho risposto, Ardito, ma non vedo il mio commento

          • seria scrive:

            Si riesce a parlare di culi anche qui.
            A già, dimenticavo!
            Ce ne sono giusto pochi di articoli dedicati…

          • fra scrive:

            Seria sii siria ogni tanto

  7. Lia scrive:

    Detesto quando non vedo i miei commenti, si può sapere perché a volte non riesco a vederli? Vanno in moderazione? Il mio commento non contiene link, quindi non ci sono problemi di spam.

  8. Ardito scrive:

    Sì visto tranquilla ;)
    Sono punti di vista, ma sinceramente io stavo parlando di partecipazione ad una manifestazione, non al semplice fatto di guardare. Se mi dici che porti tuo figlio a guardare il gay pride per dimostrare cos’è l’amore è un conto, ma se inizi a fargli sventolare la bandierina arcobaleno è un altro e io criticavo il secondo modo. Si può anche portare un bambino a guardare una manifestazione di neonazisti semplicemente per fargli vedere cosa sono ma non lo capirà veramente sino a quando non crescerà, stessa cosa per il gay pride penso. Poi certo il rispetto va insegnato perché quello è un punto fermo. Comunque chiudo qui, penso di aver esposta abbastanza il mio punto di vista! ;)

  9. Priapus scrive:

    I bambini parteciperanno volentieri al gay pride (contro il quale non
    ho niente) ed agiteranno le bandiere come un gioco, ma cosa ci capi ranno?
    Mi sembra un pò il caso delle maestre che, quando si cominciò a par lare di maestra unica, con la quale peraltro mi trovai benissimo, trascinarono gli inconsapevoli scolaretti in manifestazioni per le strade, cosa ne capirono?
    Poi mi arrabbiai quando seppi che tutti i soldi risparmiati finivano
    alla scuola cattolica. Insomma, solo buffonate, niente di serio.

  10. diego scrive:

    ci sono anche i bambini soldati, che sono sfruttati alla stessa maniera.

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