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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 16 novembre 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Niente rivelazioni clamorose, ma un semplice appello. Nonostante le succose anticip. di Franco Bechis su Libero, la puntata di Report dedicata ai misteri della Arner Bank andata in onda ieri sera non è arrivata dove immaginavano alcuni quotidiani di centrodestra. Che oggi, nell’ansia di rovinare gli sgùb agli altri, finiscono spesso per fare danni a Berlusconi facendo circolare notizie che poi finiscono per rivelarsi o false, o non rilevanti.

4104240444 ba43547fa9 o Berlusconi, Report e la Arner BankReport ha tracciato il quadro di rapporti fra la Arner e il mondo della finanza e dell’imprenditoria italiana, parlando, con riferimento all’ispezione di Bankitalia, di «impossibilità di accertare i beneficiari economici di alcune società che hanno il conto alla Arner Italia»: fra queste la Flat Point Development Limited di Antigua, che sta costruendo ville nell’isola caraibica. E fra gli acquirenti delle ville c’è anche Silvio «che, a maggio 2008, trasferisce 3 milioni e 367 mila euro» per la bisogna. I futuri proprietari di queste ville avrebbero inviato i soldi all’ufficio di Torino della Flat Point, la quale avrebbe depositato «ad Arner Milano, che a sua volta invia i soldi ad Arner Lugano».

Nella trasmissione condotta da Milena Gabanelli, l’inchiesta giornalistica di Paolo Mondani, ha legato, sempre citando il rapporto di Bankitalia, ad Arner Italia il nome di due società lussemburghesi, la 155 Sa e la Karfira Holding Sa, società anonime che controllano due società italiane amministrate dalla famiglia dell’avvocato Giovanni Acampora (condannato definitivamente per le vicende Imi-Sir e lodo Mondadori), che a Roma controllano il Grand Hotel Via Veneto che e´ uno tra i piu´ importanti alberghi di Roma: secondo Report, «la Banca d’Italia avrebbe puntato l’attenzione su alcune operazioni finanziarie attorno all’albergo» perché «non sarebbero chiari i reali proprietari dell’hotel e il perché di alcuni bonifici milionari».

Dopo la testimonianza di un ex-spallone, il quale ha rivelato che anche un politico di importanza nazionale all’inizio della sua carriera arrotondava lo stipendio facendo il “portavalori” in Svizzera, è arrivato l’appello della Gabanelli: visto che la Banca Arner è stata commissariata dalla Banca d’Italia sarebbe auspicabile che il Cavaliere i suoi figli, Marina e Pier Silvio, spostassero i loro conti in un istituto italiano al di sopra di ogni sospetto. Tutto qui, anche se la trasmissione ha finito per meritarsi persino un articolo sul Financial Times, dove Guy Denmore illustra i contenuti dell’inchiesta e ricorda i processi aperti sulla questione.

Quindi, ad occhio, parevano un tantinello infondate le lamentele preventive di Stefano Filippi sul Giornale e quelle di Libero sulla vicenda: in particolare, il quotidiano di Belpietro ha addirittura esagerato ipotizzando che durante Report sarebbe venuto fuori che “i nomi dei due figli di primo letto di Berlusconi sono riapparsi fra le carte del processo Mills e fra quelle del filone di inchiesta su Frank Agrama. L’ipotesi è sempre la stessa: che nel sistema estero del gruppo Fininvest e in particolare nella compravendita dei diritti televisivi con le major cinematografiche americane (il lavoro di Agrama) si fossero creati fondi neri in parte destinati a pagare i mediatori e in parte a fare arrivare redditi esentasse a Berlusconi e ai suoi primi due suoi figli.Per ora è solo un filone, ma è quello che più irrita e preoccupa il Cavaliere, che si indigna in pubblico e in privato per il coinvolgimento dei figli. Anche perché sa dove portano queste ipotesi giudiziarie: a possibili condanne e pene accessorie in grado di togliere ai Berlusconi quanto creato dal Cavaliere nella sua vita“. Ovvero, l’interdizione dalle cariche societarie per Marina e Piersilvio, che così dovrebbero lasciare Fininvest e Mediaset. Di questo in trasmissione non si è parlato, e a dirla tutta nemmeno si sa se esistono davvero le ipotesi di reato (figuriamoci le condanne definitive). Insomma, ad occhio si direbbe che Libero, immaginando un futuro né tanto prossimo né assai probabile, cerca a tutti i costi di portare sfiga al povero Cavaliere. Ci riuscirà?

(vignetta di Mauro Biani)

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