Parte il “digitale terrestre”. Più canali, più informazione più interattività. Eppure c’è chi denuncia il taglio di molte emittenti locali e denuncia: “a rischio informazione e pluralismo”
Parte oggi nel Lazio, con esclusione di parte della provincia di Viterbo e di Roma, e si dovrebbe concludere il prossimo 30
novembre “switch-off”, ovvero, lo spegnimento progressivo del segnale trasmesso per via analogica e la sua sostituzione con quello inviato per via digitale. Roma, pertanto, sarà la prima grande capitale europea ad essere coperta da un segnale televisivo digitale. Il processo di spegnimento di tutti i segnali televisivi analogici interesserà complessivamente 360 comuni del Lazio per un totale di 2.200.000 persone.
ISTRUZIONI PER L’USO - La DGTVi, l’associazione che riunisce tutte le emittenti che offrono servizi presenti sul “digitale terrestre”, ha comunicato che: “Per un migliore svolgimento delle operazioni la regione è stata divisa in 4 aree tecniche”. Oggi, 16 novembre, (con alcune operazioni che continueranno sino al 18) passeranno integralmente al digitale la città di Roma e i 121 comuni della sua provincia. Allo stesso modo si procederà per la città di Latina e per la sua provincia. Dal 19 al 21 novembre, poi, dovrebbe toccare ai 91 comuni della provincia di Frosinone e allo stesso capoluogo ciociaro. I 73 Comuni che compongono a provincia di Rieti, effettueranno invece la transizione al digitale terrestre tra il 16 e 24 novembre. Per quanto riguarda la provincia di Viterbo, lo Switch off riguarderà 42 comuni su 60 (saranno escluse fra le altre Viterbo, Tuscania, Orte Bolsena, Capodimonte). Il passaggio dovrebbe avvenire entro il giorno 16 novembre. Inoltre, nei quindici giorni di passaggio saranno interessati anche alcuni comuni della provincia di Terni (tra cui Orvieto), dell’Aquila, di Caserta e di Ascoli Piceno. Per conoscere la data esatta di spegnimento del segnale nel proprio Comune c’è la pagina messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Comunicazioni. Oppure si può chiamare il numero verde, 800.022.000. “Le conversioni del segnale in televisivo in digitale -sottolinea inoltre la DGTVi - saranno effettuate gradualmente a partire dalle ore 10,00 di ciascuna giornata. È quindi opportuno attendere che tali operazioni siano concluse, nel corso della giornata, per avviare le operazioni di risintonizzazione del proprio ricevitore”.
UN MASTER PLAN DIFFICILE - L’associazione ricorda, infine, “che sono ancora disponibili i contributi all’acquisto del decoder di tipo interattivo, istituiti dal Ministero dello Sviluppo Economico per agevolare la fascia di popolazione economicamente più debole, per età e reddito”. Tutto bene, almeno sembra, se non fosse che, come vuole un antico adagio popolare, “nei particolari si nasconde la coda del diavolo”. Nelle ultime ore sarebbe sorto un allarme, proprio alla vigilia dello switch off. Mancherebbe ancora un vero e proprio masterplan per le emittenti. Quello presentato lo scorso 7 novembre, a detta degli stessi operatori, era troppo zeppo di errori. Era stato perciò necessario riscrivere, daccapo, tutte le procedure poiché il documento definitivo è necessario all’attivazione del nuovo protocollo che contiene, tra l’altro, tutti i codici degli impianti da convertire che i tecnici delle emittenti devono spedire via sms o e-mail durante le operazioni. Secondo un operatore, il masterplan su cui si è operato in queste ore presenta numerose incongruenze tecniche. “Nessuno – spiega - ha riletto il foglio di Excel prima di averlo spedito alle emittenti e i modi di accorgersene sono molteplici. Innanzitutto la clamorosa sovrapposizione di impianti a Monte Cavo sul canale 6, assegnato sia a Canale 10 di Ostia che alla Rai. Quest’ultimo è finito invece sul canale 11. Tra le novità di rilievo c’è che a Roma è stato assegnato anche il canale 69 e che il solo 45 è stato lasciato libero per un’eventuale Tv del Vaticano”.



