Operation Damascus Volcano
di Redazione - La situazione nella capitale siriana sembra ormai compromessa
Damasco si sta trasformando in un campo di battaglia. Come confermato della Bbc, i militari stanno schierando i carriarmati e gli elicotteri in risposta all’attacco su larga scala lanciato dagli attivisti anti-Assad.
MURO CONTRO MURO - L’operazione dell’opposizione è stata ribattezzata “Operation Damascus Volcano”. Nel frattempo l’inviato dell’Onu Kofi Annan ha parlato a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin sulla crisi in corso in Siria. Intanto il ministro degli Esteri inglese William Hague ha visitato un campo di rifugiati siriani in Giordania. ”La situazione è sempre più tesa a Damasco. La gente ha paura ad uscire di casa nel pomeriggio e in alcuni quartieri anche di giorno. Si prevedono giorni bui”. E’ quanto afferma all’agenzia di stampa missionaria AsiaNews, monsignor Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco.
LEGGI ANCHE: Donne di guerra - Foto
NIENTE VIOLENZE CONTRO I CRISTIANI - Monsignor Zenari spiega poi che il conflitto colpisce tutta la popolazione e fino ad ora non vi sono episodi di violenza contro i cristiani. “In alcune aree di Damasco, come in molti villaggi della Siria – dice il rappresentante del Papa – la presenza di maroniti, cattolici e ortodossi favorisce la riconciliazione fra la fazione alawita e i musulmani sunniti”. (la minoranza alawita è al governo nel Paese e ad essa appartiene il presidente Bashar al Assad, ndr).
LA RELIGIONE E’ SPERANZA - “A ciò -spiega Zenari – si aggiungono le testimonianze di diversi religiosi che hanno scelto di restare a fianco della gente e condividere con loro i dolori e il dramma della guerra, nonostante i rischi”. Il prelato cita la testimonianza di cinque suore cistercensi (trappiste) italiane di Azeir (nei pressi di Homs, città al centro della rivolta e dei combattimenti, ndr), piccolo villaggio vicino al confine con il Libano. “La presenza delle religiose – afferma – è un segno di speranza per gli abitanti dei villaggi limitrofi che considerano il monastero un luogo di pace che aiuta ad affrontare gli orrori della guerra”. Nel frattempo per la rpima volta dall’inizio dell’insurrezione si combatte aspramente dentro Damasco. (AdnKronos)
LEGGI ANCHE:
- Il video degli scontri nelle strade siriane
- “L’occidente ci ricatta per punire la Siria”
- La guerra torna a Damasco











