Già che siamo in tema di “zii nobili”: D’Alema è meglio come mister Pesc o come ministro degli esteri in Italia nello (speriamo) prossimo governo del Pd?
Se D’Alema verrà eletto Ministro degli Esteri dell’Unione sarà un successo enorme dell’Italia e anche un riconoscimento per il Pd. Mi fermerei qui, anche per scaramanzia.
Sempre in tema di zii: come giudichi la partenza di Rutelli, cofondatore del Pd?
Una scelta sbagliata e strumentale, che non va banalizzata. Rutelli si illude, o finge di illudersi, che un nuovo soggetto, che certo sarà più piccolo del Pd, possa far ripartire una stagione di riforme in Italia.
Veniamo al domani: come immagini il futuro ruolo del Pd in Italia?
Il Pd è oggi il maggior partito di opposizione. In questi ultimi 15 anni quando ha governato la destra sono cresciuti i privilegi e le rendite di posizione, l’Italia è diventata più ingiusta, meno moderna e più egoista e divisa. Quando è toccato al centrosinistra è mancata la forza e la stabilità per fare le riforme necessarie. L’Italia è oggi un Paese carico di contraddizioni: il mercato del lavoro e il sistema di protezione sociale sono sbilanciati a svantaggio dei giovani; il sistema pubblico ha sacche di inefficienza insopportabili, con tante risorse eccellenti; la scuola e le università italiane sono inadeguate rispetto alle sfide della globalizzazione nonostante la qualità di tanti docenti, ricercatori, studenti; l’elenco potrebbe continuare a lungo…Consiglio la lettura del libro di Aldo Schiavone “L’Italia contesa” perché lì c’è, a mio avviso, la risposta alla tua domanda. Il Pd deve indicare una strada nuova per avviare un ciclo di riforme vere, difficili, su cui unire i diversi “frammenti” della società italiana. Questo compito non può essere fatto da una forza di stampo socialdemocratico perché quella tradizione oggi è in crisi in tutta Europa. Il Pd deve avere una “narrazione” nuova che sappia affrontare le paure e le insicurezze frutto della globalizzazione.
Partito di opposizione o partito di alternativa. Premesso che a me in questi mesi il Pd è sembrato soprattutto “distratto”, pensi che adesso ci sarà una vera svolta? E verso quale direzione?
Fare bene l’opposizione non basta ma è una precondizione per costruire l’alternativa. Siamo dentro una situazione che io considero pericolosa per la qualità della democrazia. Mi riferisco a due fattori: il peso enorme dei mezzi di comunicazione di massa sulla formazione degli orientamenti di ampi strati di popolazione e lo svuotamento progressivo del ruolo del Parlamento. La crisi economica e sociale è stata occultata per mesi. Se i lavoratori che perdono il posto devono andare sui tetti per far sapere del loro dramma c’è qualcosa che non va. Se della pandemia si contano solo le (poche) vittime e non le (tantissime) persone che guariscono si produce un effetto di vera e propria disinformazione.
Ehm, non ti seguo tanto bene
Aspetta. Perché parto da qui? Perché credo che questo fenomeno, che noi abbiamo sottovalutato e che in Italia prende la forma peculiare di uno spaventoso conflitto di interessi e di un pesante squilibrio nella proprietà e nel controllo dei mezzi di informazione, abbia finito per rendere molto più difficile il compito dell’opposizione. Difficile far sapere agli elettori cosa proponi, cosa accade nell’economia reale, cosa fa DAVVERO il governo, quali alternative ha avanzato il Pd.
E’ solo un problema di informazione?
A parte che non è poco, c’è una seconda contraddizione drammatica: riguarda il sistematico scivolamento del potere legislativo verso l’esecutivo. Le Camere sono chiamate a ratificare i provvedimenti del Governo, sempre più spesso attraverso la conversione di decreti legge e voti di fiducia. In Parlamento lo spazio per l’opposizione (e ormai anche per i deputati della maggioranza) è sempre più ristretto.
Allora, ci si arrende?
No, siamo chiamati a fare tutto quello che è possibile per denunciare ciò che non va delle politiche del centrodestra e a fare le nostre proposte alternative. Protesta e proposta devono andare insieme. Essere nella società, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e di studio è indispensabile per il Pd per dare forza all’attività parlamentare.
Partito liquido oppure radicato nel territorio. Io sono un semplice e non mi raccapezzo.
Ci sono già delle idee su come dovrebbe operare il partito nel territorio e nella società, o ancora ci dovete pensare?
Un partito che fa migliaia di feste e di iniziative pubbliche, che tiene 7000 assemblee dei circoli in cui vanno a votare oltre 400.000 iscritti e che poi riesce ad organizzare un evento straordinario come le Primarie del 25 ottobre non mi sembra poi tanto liquido. Questo fa anche giustizia di un giudizio ingeneroso che alcuni hanno dato in questi anni sul Pd. Ora dobbiamo estendere il radicamento del nostro partito nei luoghi in cui le persone vivono, studiano, lavorano. Il falso dilemma partito di iscritti o partito di elettori mi sembra superato.
Ma come ci si rapporta con quella società frantumata e corporativizzata di oggi di cui hai parlato all’inizio?
Resta il problema, molto serio, di innovare le forme organizzative della politica. Oggi i cittadini sono più consapevoli, più esigenti e hanno un rapporto meno ideologico e totalizzante con la politica. I giovani hanno grande dimestichezza con la rete e se non impariamo ad usare più seriamente le opportunità di comunicazione e partecipazione che essa offre rischiamo di non intercettare le nuove generazioni. Insomma se vogliamo coinvolgere iscritti ed elettori ed essere un partito organizzato e aperto dobbiamo saper sperimentare molti strumenti diversi, dai circoli ai gazebo, da internet ai referendum interni…



Ottima intervista. Da sostenitrice di Bersani, ovviamente non ho timori sul progetto del segretario e apprezzo molto chi ha scelto di rimanere perchè nel Pd ha sempre creduto. In bocca al lupo alla neovicepresidente, allora
La necessità della seconda gamba della democrazia è palese più che mai in questo momento.
Un PD finalmente capace di mostrare un progetto politico non farebbe altro che bene.
D’altra parte continuo a non capire. Cosa si sarebbe dovuto fare per fronteggiare la crisi? Quale era la linea politico-economica che avrebbero voluto seguire? Considerando che, come ha affermato la Sereni stessa, Tremonti ha cercato di non aumentare le spese ma il debito pubblico è cresciuto comunque da dove avrebbe tirato fuori le risorse per dare e fare qualcosa che avrebbe rilanciato l’Italia?
Se sento lotta all’evasione urlo.
Oh,la signora!Come si è mantenuta nel generico,nel tentativo di non prendere una posizione univoca,continuando oggettivamente la politica del ” Si,ma anche.” Se il P.D. non scioglierà il nodo della sua sudditanza nei confronti del Vaticano,ribadita ,come suo primo atto da segretario, da Bersani con la squallida dichiarazione sul crocifisso,e quella nei confronti dei padroni,che è ormai diventata una categoria assoluta del “Pensiero ?” piddiino,i tre milioni e passa di astensionisti che hanno determinato la sua sconfitta non li recupererà giammai. E’ possibile che questa cosa non ci sia nessuna brillante intelligenza nel partito che la capisce? E’ possibile che non capiscano che una fetta consistente dei dirigenti di tutti i livelli è costituita da ladroni di prima categoria ,che niente hanno da invidiare a quelli della destra,con i quali spesso si comportano come i ladri di Pisa…..etc,etc,etc…
Pienamente d’accordo con Ipazia.
Tanto fumo, poco arrosto e pure indigesto.
Il succo del discorso mi sembra essere questo. Dato che viviamo una realtà sempre più frammentaria e corporativa, la risposta non può che essere un partito frammentato e corporativo. Ora, a me questa sembra più l’ottica di chi si predispone a raccogliere più voti possibili che non di chi abbia un’idea da portare avanti.
Ma la frase che più m’ha inquietato è questa:
“Serve un progetto, un’idea di Italia che possa unire le forze del mondo del lavoro e dell’impresa. ”
Se dovessi leggere questa frase isolata dal contesto l’attribuirei a Mussolini.
Ma su, dai, Bersani NON ha raggiunto la maggioranza, quella gliel’hanno attribuita per evitare il ballottaggio, la sera stessa delle elezioni quando i risultati definitivi sono arrivati sopo una settimana, ed i parzialissimi pure 2 giorni dopo.
Il PD per rendersi appetibile deve cambiare radicalmente, come devono cambiare le persone