Le droghe sono già libere, le vogliamo regolamentare?
di Leonardo Fiorentini - 19/07/2012
Bisogna ammettere che l’articolo di John B. pubblicato nella rubrica “doktor debunker” offre una serie di interessanti spunti (anche se da punti di partenza un po’ arretrati) sul dibattito sulla legalizzazione della cannabis. A partire dal titolo, per finire alle conclusioni, questo articolo è quindi un tentativo – rivedibile e perfezionabile, di questo mi scuseranno i lettori – di debunking del debunker.
UN MERCATO GIA’ LIBERO - Non nascondiamoci dietro il dito di Giovanardi, oggi il mercato delle sostanze stupefacenti è un mercato libero nei fatti: chiunque puo’ trovare qualunque tipo di sostanze ovunque si trovi. Le uniche cose sotto controllo sono i prezzi delle sostanze e la loro disponibilità, che sono in mano alle organizzazioni criminali. E non è certo un caso che dall’avvento della tabella unica della Fini-Giovanardi i prezzi dei derivati della cannabis siano progressivamente aumentati per avvicinarsi a quelli di sostanze ben più pericolose, ma più facilmente trasportabili e molto più remunerative per il narcotraffico. Del resto questa è la dura legge del mercato, baby. Quindi cominciamo sgombrando il campo da fraintendimenti, o equivoci più o meno voluti: legalizzare significa regolamentare un mercato che è già liberalizzato.
I COSTI DELLA WAR ON DRUGS – Quindi le droghe sono già libere, nonostante la politica repressiva di oltre 50 anni di War on Drugs, e sono largamente usate nel nostro come in tutto il resto del mondo. Non vorrei dilungarmi troppo sui costi della Guerra alla Droga, che vanno ben oltre il “togliere risorse alle organizzazioni criminali”. Ma recentemente una campagna promossa a livello internazionale ha voluto conteggiare questi costi, e vale la pena di riassumerli sinteticamente così (punti ripresi da Giorgio Bignami, War on drugs, i conti non tornano, Fuoriluogo.it):
- Si sprecano almeno 100 miliardi di dollari l’anno senza effetti significativi sulle dimensioni del narcotraffico (almeno $ 330 miliardi annui) e con una serie di danni collaterali a livello economico e socio-antropologico: infiltrazione capillare delle economie legali, crescente ostilità nei riguardi di chi rispetta le regole…
- Si colpiscono sviluppo e sicurezza. L’escalation della violenza e della corruzione seguita a crescere in modo esponenziale; i danni ai territori e alle popolazioni più deboli e meno sviluppati diventano incommensurabili: per la violazione dei diritti umani, la distruzione di ecosistemi fragili, lo scoraggiamento di investimenti con finalità positive e legittime. L’esempio del Messico è sotto gli occhi di tutti.
- Si favorisce la deforestazione e l’inquinamento, a partire dalle attività di distruzione chimica dei raccolti, che accelerano il disboscamento e la messa a cultura di sempre nuove aree.
- Si crea crimine e si arricchiscono i criminali, non solo fomentando i noti conflitti alla messicana, ma trasformando milioni di cittadini consumatori, altrimenti rispettosi delle leggi e delle regole del vivere civile, in criminali, riempiendo sempre più i carceri di tutto il mondo.
- Si minaccia la salute pubblica, disseminando malattia e morte: in russia si registrano tra gli iniettori di droga di strada oltre l’80% di sieropositivi e malati di AIDS, vedi recente rapporto della Global Commission.
- Si ledono gravemente i diritti umani, come il diritto alla salute e all’accesso alle misure di riduzione del danno, alla privacy, al due process, alla libertà di pensiero e di azione; e questo, punendo in maniera sproporzionata comportamenti che non dovrebbero essere considerati reati e neanche infrazioni; incarcerando a dismisura spesso prima di qualsiasi giudizio; usando trattamenti degradanti sino alla tortura; applicando in alcuni casi la pena di morte; calpestando culture indigene come nel caso della criminalizzazione dell’uso di foglie di coca.
- Si promuove lo stigma e la discriminazione dei consumatori, in particolare per le fasce deboli
Più umilmente in Italia una serie di associazioni impegnate da anni nella proposta di revisione delle leggi sulle droghe hanno presentato poche settimane fa il 3° Libro Bianco sugli effetti della legge Fini-Giovanardi i cui disastri dovrebbero essere sotto gli occhi di tutti. In Italia sui 37.750 detenuti con condanna passata in giudicato, presenti al 27 novembre 2011, ben 14.590 (38,90%) lo sono per violazione della legge sugli stupefacenti. Se sommiamo a questi i detenuti tossicodipendenti in carcere per reati collegati al loro status (piccole rapine, scippi, etc) il conto arriva facilmente al 50%. L’impatto carcerario della legge antidroga è quindi la principale causa del sovraffollamento negli istituti di pena italiani. All’aumento della carcerazione e delle sanzioni amministrative corrisponde un abbattimento dei programmi terapeutici, alla faccia dei proclami di Fini e Giovanardi sul “noi i tossicodipendenti li vogliamo curare”. Migliaia di giovani ogni anno sono privati di patente e passaporto, perchè trovati a fumarsi una canna su una panchina e devono sottostare a controlli per anni e anni, mettendo a rischio non solo la loro vita lavorativa.
LEGALIZZARE VALE UN PUNTO DI PIL – In Italia i costi della repressione sulle droghe ammontano, secondo uno studio di Marco Rossi del 2009 a circa 10 miliardi di euro. Se stimiamo che 2/3 siano legati ai derivati dalla cannabis possiamo quantificare in circa 7 miliardi l’anno l’impatto nell’economia di una legalizzazione e regolamentazione della cannabis al pari del tabacco, fra minori costi per la repressione e imposte sulle vendite. Senza contare la tassazione derivante dall’emersione dell’economia illegale e dell’indotto che tra emersione del lavoro e tassazione dei profitti puo’ far arrivare tranquillamente il valore economico della regolamentazione vicino al punto di PIL.
L’ESEMPIO OLANDESE – Nell’articolo che fornisce lo spunto vengono citati alcuni dati sul consumo di cannabis in Olanda presi da un vecchio rapporto dell’EMCDDA, con un confronto fra il 1997 e il 2006. Oltre al dettaglio di omettere a cosa si riferisse il dato della prevalenza (si trattava dell’uso nella vita nella fascia d’età 15-64), si è evitato di citare il dato immediatamente accanto nella stessa tabella, ovvero come l’uso della cannabis nell’ultimo anno fosse non solo molto più basso, ma pure in calo (dal 5,5 del 97 al 5,4 del 2006). Se poi andiamo a vedere la distribuzione per età, sempre nello stesso rapporto, notiamo come l’uso nell’ultimo anno (che è in effetti il dato che viene usualmente utilizzato per la stima del consumo) sia in calo soprattutto per i più giovani (dal 14,3 all’11,4). Onestà intellettuale mi obbliga a riferire come questi dati siano ampiamente superati. Oggi la prevalenza dell’uso lifetime della cannabis in Olanda è al 25,7% (fonte dati EMCDDA, con l’avvertenza che è cambiato il sistema di campionatura e lo stesso Istituto li utilizza con “parsimonia”, soprattuto per i raffronti con i precedenti) mentre è al 7% quella dell’uso nell’ultimo anno.
L’AUMENTO PROGRESSIVO – Ma, oltre a non aver molto senso imputare l’aumento progessivo del consumo dai primi anni 2000 ad una politica che è iniziata 25 anni prima, questi dati non hanno significato se non vengono confrontati con quelli di un paese a caso che applichi coscientemente la politica internazionale di repressione sulle droghe: l’Italia. Così scopriamo che (dati 2008, qui l’EMCDDA manco li cita gli strabilianti dati di Giovanardi degli anni successivi) in Italia l’uso durante la vita è al 32%, mentre l’uso nell’ultimo anno al 14,3%. Se prendiamo invece un paese, sempre a caso, che ha avviato politiche di depenalizzazione come il Portogallo ritorniamo all’11,7% nella vita e al 6,6% nell’ultimo anno. Insomma, la Legalizzazione certamente non fa aumentare i consumi, e forse li puo’ far diminuire.
LEGALIZZARE? REGOLAMENTARE – In un volume tradotto in italia col titolo “Dopo la War on Drugs” e pubblicato da Ediesse, la fondazione britannica Transform ha ipotizzato, a partire dalle esperienze internazionali, un percorso per la regolamentazione di ogni tipo di sostanza. E’ un libro interessante, che invito a consultare. Serve soprattutto a comprendere come legalizzare significhi regolamentare: oggi un minorenne puo’ acquistare cannabis, senza sapere come è stato prodotta, cosa ci è stato aggiunto, come è stato trasportata e a chi andranno i suoi soldi. E spesso senza conoscere neanche gli effetti della sostanza, o i pericoli derivanti dalle poliassunzioni. Una volta regolamentato, un minorenne non potrà acquistare, ci potranno essere controlli sulla qualità delle sostanze e si potrà informare con un po’ più di serenità sugli effetti delle sostanze, favorendo quindi un uso più consapevole e attivando campagne di informazione come per il tabacco.
AL CONTRARIO – Qui l’esempio olandese ci è utile anche al contrario. L’adozione del Wietpas, ovvero il divieto di vendita ai non residenti e la registrazione dei clienti dei coffeshop, nelle regioni del sud del paese ha infatti provocato un ritorno dello spaccio in strada, la sostituzione del turismo dello sballo col pendolarismo dello spaccio, una forte diminuzione dei prezzi nelle piazze (a confronto con quelli “controllati” nei coffeshop) ed una maggiore disponibilità delle sostanze per tutti, compresi i minorenni utilizzati anche come spacciatori.












Secondo me la cosa scandalosa non è che la cannabis sia illegale, tantomeno che l’alcol sia legale. La cosa veramente sconcertante è vivere in un Paese in cui Sig. Giovanardi abbia fatto una legge !
http://www.youtube.com/watch?v=RHZh0GqB3R0
Come pure tutti quei bastardi maledetti che violentano e picchiano donne e bambini: e mai si dice – che molto spesso – questi maiali sono ubriachi mentre fanno quelle cose!!!..di alcol ovviamente.
Scusate, volevo chiedere a Mara, a Lia, a TheQ e agli altri proibizionisti una cosa:
Io che ho 52 anni posso continuare a fumarmi la mia ottima ganja autoprodotta? La fumo da 31 anni. Solo a casa mia, in sala insieme a mia moglie e ai miei 2 figli. Un paio al giorno, la sera. Mai al lavoro e mai se devo guidare. Per rispetto degli altri e paura dei controlli in quanto si riesce benissimo a guidare (anzi diventi più prudente senza accorgetene)e anche a lavorare (sono avvocato) sotto thc. L’alcool ti rende impulsivo e spesso aggressivo. La cannabis ti rende riflessivo, introspettivo e molto amichevole.
Quando compravo hascisc in piazza quasi sempre il tipo mi diceva:”quando diventiamo grandi? che ne diresti di provare qualcosa di serio?” proponendomi coca o addirittura crack. Da quando ho deciso di rischiare la galera e di coltivarmi le mie piantine non ho più contatti con la malavita e i miei soldi li do al consorzio agrario per la terra, i vasi e i fertilizzanti.
Altra cosa: io che sono della generazione anni ’60 ho perso molti amici per overdose e aids. Roberto era un fratello per me: prime ragazze insieme, prime sigarette o sbronze insieme. Un brutto giorno, avevamo 17/18 anni, Roberto ha cominciato a farsi qualche canna, la sera d’inverno. Io no in quanto ero contro tutte le droghe e inoltre avevo genitori molto severi che mi pedinavano (li ringraziero’ sempre) e non mi permettevano di uscire durante la settimana in Inverno. Io studiavo ancora mentre Roberto già lavorava. Dalle canne in poco tempo Roberto è passato allo sniffare eroina e dopo un po’ a farsela in vena. E’ andato via dalla mia compagnia. Io ho sempre pensato perche’ mi voleva bene e non voleva tirarmi nel giro. Dopo 2 anni che non lo vedevo più un giorno ho letto sul Secoloxix che lo hanno trovato morto come un cane nei giardini davanti a Brignole (genova). Lo ha trovato uno spazzino alle 6 di mattina. Overdose ha stabilito l’autopsia. Aveva 21 anni appena compiuti e una vita davanti. Quando ci penso mi viene ancora da piangere (tipo ora) perchè gli volevo bene come un fratello.
Con il tempo ho capito. Subito davo la colpa agli spinelli e alla maledetta DROGA. L’eroina è stata la pistola ma il grilletto lo ha premuto lo stato. Se i primi spinelli li avesse comprati dal tabacchino insieme alle sigarette non avrebbe incontrato gli spacciatori che gli consigliavano l’eroina (molto più remunerativa per i pusher). Se lo Stato lo avesse informato che l’eroina è una cosa molto diversa dalla cannabis e non avesse messo insieme le due sostanze sotto il nome DROGA forse si teneva alla larga dall’eroina. A 19 anni pensi di essere più forte di tutto e tutti e visto che la cannabis non da dipendenza fisica ed è facilissima da tenere sotto controllo o da smettere, ti viene da pensare che puoi dominare pure la “roba” se nessuno ti dice la verita’. E infine se lo Stato gli avesse permesso di comprarsi l’eroina legalmente e di iniettarsela in strutture sanitarie controllate sarebbe ancora con me. Preferirei averlo con me pure sfatto da 30 anni di roba che morto per una dose tagliata male
Ovvio. Il proibizionismo (di qualunque droga) è solo un regalo a mafie e criminalità.
Per quanto riguarda poi una droga leggera come la canapa è una vera assurdità… si pensi solo agli introiti fiscali che si avrebbero con la canapa legale.
Se solo ci fossero più persone come trimbulzio e Meno come Lia e Mara (poi Mara ha scritto che i commenti più intelligenti sono suoi e di Lia ahah) in questo mondo! Siete due cagate uscite male per colpa dei vostri genitori con mentalità del cazzo che vi riempiono la testa di minchiate, aprite un po’ gli occhi e cercate di non credere a tutto quello che sentite! E non potete venire a dirmi che tutte le cose che fanno male devono essere vietate. Perché se solo fosse così niente sarebbe più legale dalla tua schifo di coca cola alla televisione! E poi se tu hai così paura di tutte queste sostanze che puoi trovare nell’aria stattene a casa, ci fai solo un favore, avrò anch’io il diritto di bruciare il mio fiore (così come madre natura me l’ha dato) all’aperto o perché te hai paura di morire intossicata io non posso fumarmi un cannone?? A me anche se mi stanno in culo i tuoi ragionamenti non ti ho vietato mai di pubblicarli su internet perciò non mi sembra giusto che tu vieni a vietere a me di fumare ganja, al massimo ci mettiamo di’ accordo: scriviamo in due siti diversi e tu esci dove io non fumo la canna, ma di certo non mi sembra una cosa intelligente mettersi a vietare tutto perché te non vuoi prenderti un po’ di passivo: 1 ti farebbe bene 2 inspireresti un solo atomo che espirerei io! Chiudendo proporrei di preparare un bong per Lia e Mara per dar loro l’opportunità di una critica fondata dopo aver provato gli effetti della marijuana (tanto dall’intelligenza dimostrata nei commenti non saprebbero cosa sia e tirerebbero senza problemi) ps Lia ho 16 anni anch’io, fumo erba e la salute non mi manca, conosco molte persone molto più grandi di me che hanno fumato e/o fumano ancora ma che stanno bene. Pps non so come tu ti sia scandalizzata dopo che hai scoperto che il sabato sera alle superiori si beva e che qualche canna giri, o non esci mai o non hai amici! Mi dispiace per la vita di merda che vivrai, forse leggermente più lunga della mia ( ma per colpa del proibizionismo che mi obbliga a far miste col tabacco e non farmi purini) Pace