Non era solo uno scambio di battute quello tra finiani e sottosegretario all’Economia. L’onorevole Napoli ha chiesto l’accelerazione dell’iter di un ddl bipartizan che prevede fino a 5 anni di carcere per i politici che usano i voti della criminalità organizzata in cambio di favori.
Se Nicola Cosentino riceve da parte del presidente Berlusconi il via libera alla sua candidatura per la guida della Regione Campania, vuol dire che inevitabilmente a dover fare un passo indietro sono solo ed
esclusivamente gli ex An come il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il fido Italo Bocchino, che avevano ripetutamente nei giorni scorsi chiesto al Sottosegretario all’Economia la rinuncia alla competizione del prossimo marzo. Cosentino non aveva risparmiato stoccate ai compagni di partito ostili alla sua scalata: “Fra le cose che mi hanno molto amareggiato – rispondeva a Bocchino nell’intervista al Giornale di ieri – una riguarda il suo giornale (il “Roma”, ndr) che ha seguito l’inchiesta molto da vicino, rivelando dettagli coperti dal segreto istruttorio che i miei avvocati nemmeno conoscevano. Il Roma sembrava il Fatto di Travaglio…”. E rivendicava i suoi meriti nella gestione del Pdl: “E’ stata dura ripartire nel 2005 quando perdemmo malamente con un candidato (Bocchino, ndr) che dopo tre mesi abbandonò la guida dell’opposizione dicendo: “Qui non c’è niente da fare, questo sistema non lo abbatteremo mai”. E invece con Landolfi, con Cesaro e altri, piano piano l’abbiamo buttato giù il sistema”.
UN ITER SCORRETTO – Uno scontro, quello tra ex An e il coordinatore campano del Pdl, che aveva raggiunto l’apice con la richiesta di accelerazione dell’iter di un ddl inerente il “divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione”. A sottolineare la necessità di nuove norme è stata la deputata Angela Napoli, prima firmataria della proposta, solo una settimana fa proprio da Bocchino in persona elogiata, in diretta televisiva ad Annozero, per il suo operato in Commissione Giustizia e in Commissione Antimafia. “Io sto ad Angela Napoli, come tu a Di Pietro”, faceva sapere Bocchino rivolgendosi a De Magistris, presente con lui in studio, per marcare l’unità di intenti con la collega sul tema giustizia e sulle misure da adottare nei confronti della criminalità. “Proporrò che si arrivi ad un’approvazione della legge prima delle prossime elezioni, perchè credo che anche i partiti vadano responsabilizzati nella scelta delle candidature”, ha fatto sapere la Napoli sponsorizzando il testo al vaglio della Commissione e frutto della sintesi di cinque diversi progetti di legge presentati dalla stessa Angela Napoli, da Sabina Rossa e Nicodemo Olivero del Pd, da Roberto Occhiuto dell’Udc e dall’ex Idv (ora gruppo Misto) Aurelio Misiti.


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