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Editorialedi Teresa Scherillo (makia)
pubblicato il 12 novembre 2009 alle 09:00 dallo stesso autore - torna alla home

Tutto è partito da una lettera aperta di Claudio Fava di Sinistra e Libertà sull’ Unità e diretta allo scrittore Roberto Saviano. Un accorato appello a candidarsi alla presidenza della Regione Campania, nelle drammatiche ore in cui stava per compiersi il destino di Nicola Cosentino autoproclamatosi già da tempo come candidato per il Pdl.

“Caro Saviano, due giorni fa a Napoli ho chiesto pubblicamente la tua disponibilità a candidarti per la presidenza della Regione Campania. Non è stato uno sgarbo né una forzatura ma una necessità civile. Perché a Napoli, fra qualche mese, ci giochiamo non solo il destino della tua regione ma un’idea di nazione. Chiamata stavolta a decidere di sé stessa: se pensa cioè di potersi riscattare dal giogo delle mafie e dei sospetti, dai furti di verità e di memoria, dall’impunità che s’è fatta sistema. O, altrimenti, se questo paese si è ormai arreso alla forza degli eventi, al corso inevitabile delle peggiori cose”.

E’ per questo, proprio in virtù di quella necessità civile invocata da Fava che, con tutto il rispetto per l’impegno di Saviano, dobbiamo dire quello che assolutamente non va in una simile richiesta. In primo luogo perché una regione non ha necessità di un candidato simbolo e men che meno la Campania. Un simbolo va bene nel momento in cui intorno ad esso si vuole raccogliere una sensibilità collettiva, ma un momento dopo deve tradursi in capacità di indirizzo politico rispetto alle scelte strategiche di governo di una regione.

Il che vuol dire : come e dove destinare le risorse economiche, quale pianificazione di sviluppo territoriale si vuole realizzare, affrontare le problematiche connesse al welfare e alla sanità, rinnovare la macchina amministrativa, affrontando le sfide poste dalla riforma del federalismo fiscale. Se il simbolo poi di fatto, come nello specifico di Saviano, non possiede le capacità politiche per ricoprire adeguatamente il ruolo di Governatore si rischia di dover necessariamente avere un governatore ombra che potrebbe lasciare inalterate le situazioni e i compromessi che al contrario con quel simbolo si vorrebbero cambiare.

Non serve alla Campania un governatore-cartolina da presentare nei momenti di rappresentanza, ma serve tutta piena la capacità della Politica di incidere nella società a salvaguardia del bene comune.

Lo sforzo del centrosinistra deve essere quello di individuare un candidato che sia in grado di saper coniugare la capacità politica e la voglia di rinnovare con un alto profilo etico. E’ questa la sfida che per prima si pone davanti al Partito Democratico per porre le basi di una possibile vittoria alle elezioni regionali. Con un simbolo si può anche vincere, ma certamente non governare.

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