TIPS - L’assassino non le ha reciso solo la gola. No, l’ha colpita più volte alla schiena e al petto. E solo dopo che Carla era morta le ha tagliato le mani. Tutte operazioni che hanno richiesto tempo. Tutte operazioni che solo qualcuno con un profondo rancore verso la vittima avrebbe potuto compiere. Solo qualcuno che in un modo o nell’altro la conosceva bene. Portare via le mani potrebbe stare a significare la volontà di portare con sé il simbolo del proprio disprezzo. Era con quelle mani che Carla magari elargiva denaro? Potrebbe essere. Magari davvero qualcuno vicino a lei, escluso forse dal testamento, avrebbe potuto compiere un gesto del genere. Ma la testa? Perché tentare di staccarle anche la testa? Tutta questa ferocia, tutto questo accanimento farebbe pensare più a una pulsione sessuale,
qualcosa di represso, qualcosa a cui dare sfogo. Un vecchio amante ferito? Uno spasimante sgradito? Può sembrare assurdo pensarlo, la donna in fin dei conti aveva 82 anni, ma sembrerebbe l’unico modo per dare un senso al tutto.
ULTIMA IPOTESI - Questa è la più terribile. Lo è perché apre le porte al buio, quello vero. Carla è stata scelta come vittima. Chi l’ha uccisa ha agito osservandola, sapendo tutto di lei. E’ arrivato a compiere quel gesto solo al culmine di un lungo percorso. Dopo aver studiato ogni piccolo dettaglio. Per questo qualcuno uccidere la donna è stato un atto di piacere. E le mani sono state portate via come “trofeo”. Ecco questa è l’ipotesi davvero più paurosa perché vorrebbe significare che questo qualcuno, se non venisse preso in tempo, potrebbe tornare a uccidere ancora. Ma è solo un’ipotesi, peraltro anch’essa tutta dimostrare. E’ molto più facile pensare che nei prossimi giorni, o magari oggi stesso, l’assassino venga preso e si riveli essere, ancora una volta, un tipo qualunque, conosciuto da sempre dalla vittima.


