Non piangere per lei, Angelino
16/07/2012
Angelino Alfano, con maschia e neroboruta risoluzione, ha fatto sapere che Nicole Minetti deve dimettersi. Il perché non è che l’abbia proprio ben spiegato, e per sua fortuna nessuno gliel’ha chiesto con la dovuta decisione. Perché avrebbe avuto un bel daffare, l’ex candidato virtuale a premier del Popolo delle Libertà, a spiegare quale sia il problema oggi, dopo aver tenuto la ragazza per tanti anni tra le file del partito.
Qualcuno particolarmente in malafede potrebbe anche pensare che Angelino è un altro caso di coniglio mannaro di forlaniana memoria: tira fuori un ordine perentorio dopo aver taciuto visto che il capo gli imponeva il silenzio. Ma non è così: è peggio. Perché Alfano non si rende conto che insieme alla Minetti dovrebbe andarsene chi è stato responsabile della sua candidatura, chi l’ha avallata e chi l’ha difesa a spada tratta davanti all’unico argomento che avevano i detrattori: il modo in cui è stata scelta.
Mentre batte i piedi e fa la voce grossa, Angelino sembra uno di quei bambini che sta per scoppiare a piangere, e se ne capisce bene il perché: lo stesso modus operandi che ha portato Nicole al consiglio regionale ha portato lui prima addirittura al ministero della Giustizia, e poi a diventare segretario dell’allora primo partito d’Italia. Non piange per lei, Angelino: piange per sé. Visto che magari oggi tocca a Nicole, ma domani i veri responsabili della situazione attuale del centrodestra italiano pagheranno. E si porteranno insieme a loro tirapiedi e conigli mannari.
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Condivido appieno le considerazioni.Forse era molto meglio lasciarla li e continuare a difenderla che di colpo accorgersi di che schifezza fosse la sua elezione.
ahahah, il gioco di parole nel titolo è degno di tuttosport!! con simpatia, naturalmente
Povero Agnellino!