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Culturadi Mariangela Vaglio (Galatea)
pubblicato il 13 novembre 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

La nuova frontiera del reality mette le stelle della tv nostrana davanti a una prova ardua: cucinare

Detto fra di noi, non se ne può più. In tv non si fa altro che cucinare. Passata l’era Wilma de Angelis, che con grazia naif proponeva qualsiasi genere di intruglio purché ci si potesse piazzare dentro i prodotti dello sponsor (spesso senza rendersi conto che lo sponsor era magari una ditta di calcestruzzo..), e quella della Clerici, che vagava fra pignatte e forni con la beata incoscienza di chi non riesce nemmeno ad immaginarne lontanamente la funzione, 36184 dgmdnh66zex3kephnzmq Vip ai fornellil’ultima frontiera della cucina in tv è la commistione fra fornelli e reality show.

FORMAT - Due programmi simili,Stelle e Padelle”, in onda su All Music e Chef per un Giorno, su la la7. L’impianto dei due programmi è molto simile nella partenza. Si prende un vip, o meglio un semivip di livello medio (i vip veri a certe cose non si prestano, ma quelli in ascesa o in fase declinante sì) e lo si induce a cucinare davanti alla telecamera. Nel comodo scenario della sua casa, per All Music, dove il cantante (siamo in una televisione generalistico-musichettara) spignatta e prepara un primo o un secondo per i due intervistatori ed un fan selezionato mediante concorso. Siamo ggiovani, quindi l’ambiente è alla bbuona, lo stile è “se magna quello che trovate nel frigo”, e spesso solo l’innato sprezzo per il pericolo dei due conduttori e l’amore senza limiti del fan spiegano come possano essere considerati mangiabili gli intrugli propinati dal padrone di casa. Il programma, nel complesso però, è simpatico e vedibile: non dice nulla di più di quello che puà dire una intervista fatta davanti ai fornelli, e con la bocca semipiena, ma male non fa. Più ambizioso ma anche più riuscito è invece Chef per un giorno, dove il vip-semivip viene portato a cucinare sì, ma in un vero ristorante. L’aspirante cuoco deve produrre un menù completo: due antipasti, due primi, due secondi, e due dolci. A giudicarlo sono i clienti, veri, del ristorante, che non sanno che sta dietro ai fornelli, e tre critici gastronomici, anche loro ignari dell’identità dell’esaminando. Non solo la cucina è vera, ma c’è addirittura uno staff, che aiuta lo chef a preparare i piatti e poi osserva, con l’aiuto di telecamere e di microfoni, le reazioni e le crtiche dei clienti-assaggiatori.

AND THE WINNER IS - È un programma divertente, perché, oltre allo spignattamento e alle ricette generosamente elencate, ciò che risulta simpatico sono le dinamiche del ristorante e dell’assaggio. I tre critici gastronomici con la puzza sotto il naso, che s’interrogano sulle portate con la serietà priva di senso del ridicolo che altri critici mettono nell’illustrare un Mondrian, i clienti che cercano di commentare i piatti con identico 7996b DiscoveryRT Chef per un giorno4 b Vip ai fornellisussiego; le clamorose cantonate di entrambi, che, millantando conoscenza sopraffina e palato allenatissimo, sono poi capaci di scambiare la polenta bianca per un purè, il profumo di cannella per il chiodo di garofano, e via svarionando, gli sguardi desolati dello staff di cuochi veri nel ritrovarsi a lavorare con vip che dicono di cucinare abitualmente ma poi non sanno tenere in mano un coltello. E anche qualche simpatica sorpresa, come quando personaggi algidi e all’apparenza impossibili da immaginare fra i fornelli, come per esempio l’esangue Enrico Silvetrin, si dimostrano invece ferratissimi, sfornando menù di alta cucina con incredibile nonchalance, mentre altri, come il rotondo Patrizio Roversi, un tipo che è emiliano e sembra aver la faccia di uno che sta in cucina in pianta stabile, resta a fissare il piano di lavoro con l’occhio a palla, senza sapere neppure come si regge un mestolo. D’accordo, non è un programma che resterà nella storia della televisione. Ma per una mezz’oretta, specie prima di cena, si può guardare.

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