E’ guerra aperta tra i vescovi spagnoli e la nuova legge del Governo Zapatero. E spuntano le minacce di scomunica.
Il segretario generale e portavoce della Conferenza Episcopale, Juan
Antonio Martínez Camino, ha avvisato che tutti i politici che oseranno sostenere la nuova legge sull’aborto,diventeranno “pubblici peccatori” e, dunque, non potranno più ricevere la comunione. Non solo, ma che diventeranno immediatamente eretici e scomunicati se solo sosterranno che è legittimo poter “togliere la vita ad un innocente“. Per i vescovi non si transige. Il diritto alla vita è “il diritto fondamentale dei diritti fondamentali“
LE PROTESTE - Il Consiglio di Stato spagnolo aveva, nei mesi passati, dato via libera al disegno di legge di depenalizzazione dell’aborto proposto dall’esecutivo socialista di José Luis Zapatero che concede, fra l’altro, ad ogni donna la possibilità di decidere autonomamente se abortire o meno entro la 14/esima settimana di gravidanza. Il parere del Consiglio, che non è vincolante, sosteneva che la riforma è compatibile con la Costituzione e non contestava uno dei punti più controversi, l’estensione del diritto all’aborto anche alle minorenni fra i 16 e i 18 anni senza consultazione dei genitori. Punto, che aveva portato il popolo antiabortista in piazza per protestare contro il dispositivo che deve ora affrontare l’ iter parlamentare. Al momento, l’aborto in Spagna è consentito solo in caso di stupro, di malformazione del feto o di pericolo per la salute psicofisica della madre. Quest’ultimo caso è invocato da circa il 98% delle donne che abortiscono senza che siano previsti dalla legge attuale, limiti di tempo.
SCOMUNICATI! - Il vescovo ausiliare di Madrid ha aperto le “Desayunos informativos” nell’ Università di San Pablo con una conferenza sul ‘diritto alla vita’. Presentato da Alfredo Dagnino, presidente dei Propagandistas come “un grande intellettuale”, Mons. Camino ha spiegato quali saranno le punizioni canoniche che verranno imposte ai politici che collaboreranno alla legge sull’aborto. In primo luogo, quelli che voteranno a favore della legge si posizioneranno in una “obiettiva situazione di peccato mortale pubblico“. E con un chiaro avvertimento per quei leader politici che partecipano alla Messa ha aggiunto che”coloro che sono in peccato mortale non possono essere ammessi ai sacramenti”. Cioè, non si possono comunicare. “Questo vale per tutti i cattolici di ogni partito e al di là delle direttive dei partiti di appartenenza”. Precisando subito però, che questa situazione non equivale ad una scomunica, che si applica solo a chi pratica l’aborto stesso. Tuttavia, un altro pericolo si cela per il politico, quello di cadere nell’ eresia. Chi infatti afferma che è legittimo togliere la vita ad un essere umano innocente cade “in contraddizione con la fede cattolica divina” e quindi “nell’eresia e nella scomunica latae sententiae accoppiata con l’eresia“.
DIRITTO PRE-STATO - Prima di trarre queste conclusioni, Camino ha
iniziato ponendo le basi per la sua tesi intransigente in difesa della cultura della vita. “Nessuno può privare della vita un essere umano innocente. Questo principio non ammette eccezioni“, ha detto. Però, “Quando e chi è un essere umano?” – si è chiesto retoricamente il prelato. Per poi rispondersi: “Dove c’è un corpo umano c’è un essere umano. Cioè, dal momento del concepimento”. A suo parere, si tratta di una tesi su “L’antropologia filosofica sostenuta dal buon senso e dall’ordine costituzionale“. Ha citato diverse decisioni della Corte Suprema e della Corte Costituzionale che supportano la sua posizione. E ha concluso che “i nascituri sono protetti dalla Costituzione“. Quindi non c’è nulla che “può giustificare l’uccisione di un essere umano innocente“. E che, questo, non è che “un criterio di civiltà“. “La legge che è in fase di elaborazione e che sarà discussa in Parlamento contiene una contraddizione etica”.




una mia curiosità: qualcuno sa esattamente come funzioni l’istituto della scomunica e in base a che criteri sia applicato?
perchè mi sembra che vi siano delle grossolane incoerenze: ad esempio si scomunica il medico abortista ma non si scomunica il dittatore sanguinario che ha ucciso migliaia di persone.
a vedere i casi scomunica sembra quasi che la vita sia un valore assoluto ma che non tutte le vite abbiano lo stesso valore.
abituato all’idea che la stessa condotta meriti la stessa sanzione proprio non mi ci raccapezzo, qualcuno può darmi lumi?
Non sono esperta in diritto canonico però quelle attuali definite latae sententiae sono automatiche nei casi di infrazione alla morale o alla dottrina. Per fare un esempio, le scomuniche sono partite più volte dagli altari patrii verso camorristi, mafiosi ecc.Salvo poi accoglierli di nuovo e in virtù della misericordia della Chiesa in caso di pentimento
( vero o falso che sia )
Infatti, ci vorrebbe il parere di un esperto della materia. tipo Sgarbi, la Santanché o Meluzzi
Il Codice di Diritto Canonico spiega abbastanza. Libro Sesto, Parte Seconda: http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P4Z.HTM
il problema mi sembra non tanto che principio stabilisce la norma, quanto come sia effettivamente applicato.
prendiamo un esempio storico: il santo subito papa giovanni paolo n°2 andò a fare visita a un noto dittatore cileno responsabile della morte di migliaia di persone. in quella circostanza a nessuno venne mai in mente di pensare che siccome si aveva a che fare con un tiranno sanguinario lo si dovesse scomunicare.
dal che posso desumere che uccidere migliaia di persone non comporti una violazione della morale e della dottrina della chiesa.
invece si parla in continuazione di scomunica per i medici che si rendano responsabili di un aborto.
insomma sarebbe come dire che un assassino lo puniamo con l’ergastolo e uno che fa una strage invece lo lasciamo libero senza manco dirgli che forse è stato cattivello.
non riesco a capire sta cosa, altre idee?
Credo sia un problema di diplomazia tra Stati. Per quello che afferma Camino, Zapatero dovrebbe beccarsi la scomunica ( avendo il suo Governo proposto quella legge ), ma non credo che il Papa rifiuti di incontrarlo nel caso di un viaggio in Spagna, per esempio
Ah Ah! Fantastici questi preti! Loro hanno il potere Divino! Tu no! Lame rotanti! Alabarda spaziale!
ora, la scomunica è una cosa interna alla chiesa, riguarda e interessa chi, ritenedosi cattolico, è tenuto a considerare gli insegnamenti della stessa e a metterli in pratica.
detta altrimenti, sono c….i loro, che ce ne cale a noi?
Ce ne cale nella misura in cui, una simile minaccia, può ( se non esiste una solida maggioranza in Parlamento) affondare un disegno di legge
Aiutatemi a ricordare chi abbia eleborato la seguente teoria: ” Non sono i padroni a far nascere i servi,bensì i servi a produrre i padroni “;teoria che,mutatis mutandis,può agevolmente appplicarsi alla discussione in atto sulla scomunica papale.
I Vescovi hanno0 “”Diritto di OPPORSI”" all’aborto. I Cristiani hanno diritto di comportarsi come come credono meglio. Ognuno di noi si comporta d’accordo alle proprie “Necessità”", sarà Dio, in ultima istanza a decidere per Noi. Non bisognerebbe MAI portare le scelte alle estreme conseguenze.
questa interpretazione mi sembra un poco di comodo, i cristiani cattolici non hanno penso alcun diritto di comportarsi come vogliono: devono seguire il catechismo e la dottrina della chiesa cattolica.
quindi se sei cattolico fai quello che ti dice il papa e i vescovi (se non lo sei pure perchè tanto te lo fanno fare lo stesso a forza di leggi dello stato) e questo riguarda tutti dalla morale sessuale a cosa mangiare il venerdì sera.