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Niente resterà impunitodi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 11 novembre 2009 alle 13:09 dallo stesso autore - torna alla home

Il governo è stato ripetutamente battuto alla Camera dei deputati (sia ieri che oggi) nell’ambito del ddl che prevede la riforma dei documenti di finanza pubblica. Si tratta, diciamolo subito, di una norma tecnica, che non dovrebbe implicare quindi nessun problema “politico” per il governo Berlusconi.

Se si leggono infatti i due emendamenti, si vede che uno riguarda l’introduzione di un raccordo tra i programmi di bilancio e la nomenclatura Cofog (Classification Of Function of Government, una classificazione definita a livello internazionale dalle principali istituzioni che si occupano di contabilità nazionale), l’altro l’evidenziazione del collegamento tra gli indicatori e i parametri che devono essere indicati negli stati di previsione e il sistema di indicatori ed obiettivi previsti dalla legge sulla trasparenza ed efficienza della P.A.

Cose da “tecnici” del bilancio, insomma. Però questi voti negativi rappresentano un segnale. Bisognerebbe capire da chi è stato lanciato, e rivolto a chi: da Fini contro Berlusconi? Da Berlusconi contro Fini? Da Fini contro Tremonti (contrarissimo a questi emendamenti)? Da Berlusconi contro Tremonti? Si accettano scommesse.

Come ai bei tempi della Democrazia Crisitiana o del pentapartito, lo scenario di possibili elezioni anticipate sembra avvicinarsi, nonostante il governo goda di un’ampia maggioranza parlamentare che gli permetterebbe di attuare il programma. L’Italia è in mezzo ad una crisi terribile, ma importa a qualcuno? L’unica cosa che conta, è salvare (o affossare) Berlusconi. Certo sarà bellissimo affondare tutti insieme, litigando su chi debba essere il capitano della nave.

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