Sport

Fuori i secondi settima parte

11 novembre 2009

Storia della Coppa del Mondo focalizzata sul cammino di chi è arrivato ad un passo dal titolo, solo sfiorando la gloria eterna, ed è finito spesso per questo nel dimenticatoio.

Cecoslovacchia 1962: il 10 giugno 1956 il Congresso FIFA di Lisbona assegna la 7ª edizione dei Mondiali al Cile, che batte la concorrenza dell’Argentina (la Germania si ritira). Decisione a sorpresa considerando storia calcistica e situazione economica del paese andino, ma nemmeno un devastante terremoto nel 1961 riuscirà a togliere ai cileni l’oneroso onore di ospitare la Coppa del Mondo, comunque in una delle edizioni più brutte di sempre, per povertà tecnica espressa e la forte violenza di certi incontri, autentiche risse che spesso decidono il risultato finale. Fra le iscritte che partecipano alle eliminatorie vi è la Cecoslovacchia, reduce da una cocente delusione in Svezia (eliminata dai nordirlandesi nello spareggio per i quarti) e in ogni caso formazione che non pare promettere nulla se non un’onesta qualificazione.

AL VIA - Avversarie del girone eliminatorio sono Scozia e Irlanda. Al momento le squadre hanno ancora piena libertà di scegliere quando e con chi giocare, con reciproci accordi. Pertanto prima si hanno i due derby britannici, poi la Cecoslovacchia avrà i due scontri cogli scozzesi ed infine chiuderà colle gare contro gli irlandesi. Il 14 maggio 1951 i cecoslovacchi esordiscono a Bratislava contro la Scozia, che avendo facilmente disposto dell’Irlanda, si presenta con 4 punti. 4 come i gol che però rimedia dai padroni di casa. Nel ritorno di Glasgow, 4 mesi e mezzo dopo, la Scozia al termine di un incontro tesissimo fa sua l’intera posta per 3-2. A questo punto sono chiare due cose: 1) non valendo la differenza reti (introdotta nell’edizione 1974), la Cecoslovacchia per passare deve vincere le due gare cogl’irlandesi ed affidarsi allo spareggio; 2) l’Irlanda è però già eliminata. Ed infatti la Cecoslovacchia s’aggiudica con irrisoria facilità i due confronti segnando 10 reti in totale (a 2). Lo spareggio è fissato per il 29 novembre 1961 a Bruxelles e le due contendenti si battono fino all’ultimo: la Scozia passa due volte in vantaggio con St. John, ma è definitivamente raggiunta a 6’ dalla fine da Scherer e crolla nei supplementari sotto i colpi di Pospichal e Kvašňák. Il biglietto per il Cile è staccato ma si nutrono poche speranze di un lungo cammino: i bianchi possono contare solo su due fuoriclasse autentici, il mediano Masopust e il portiere Schrojf.

IN CILE - L’organizzazione cilena ha predisposto le eliminatorie per avere alle finali 10 europee e 6 sudamericane, introducendo gli spareggi intercontinentali (ben 4). Alla fine il Messico è l’unica “estranea” a farcela, venendo a capo del Paraguay seppur di strettissima misura. Le perplessità che avevano accompagnato la designazione permangono. L’intera competizione si giocherà in sole 4 città: ovvero, adottando la formula di Svezia 1958, ogni girone è interamente disputato in un’unica sede e le 6 gare si giocano in giorni diversi, con evidente vantaggio per chi giocherà l’ultima. Vi sono delle novità: i gironi sono chiamati “gruppi” e non più “poule” (la FIFA ci tiene a ricordarlo) ma, soprattutto, basta spareggi. Nei gironi a parità di punti spazio al quoziente reti, nella fase ad eliminazione diretta col pari al 120’ si procederà al sorteggio. Le fasce per la composizione di gironi sono solo 3: teste di serie sono le sudamericane (meno la Colombia), poi le 8 migliori europee finiscono nella seconda fascia (da cui ne usciranno 2 per girone), chiudono i materassi individuati nel Messico, la Colombia e le due europee rimaste (Svizzera e Bulgaria). La Cecoslovacchia finisce nel girone di Viña del Mar, assegnato a tavolino al Brasile, assieme a Spagna e Messico.

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